CHIESE IN BREVE

Polonia, Spagna, Romania

Polonia: 800 seminaristi iniziano la formazione
Nei seminari polacchi quest’anno iniziano la formazione circa 800 nuovi alunni. Il dato, non ancora definitivo poiché non in tutti i collegi le iscrizioni sono terminate, è stato reso noto in occasione del recente incontro dei rettori di seminari a Lomza (2-4 settembre). Il presidente dell’assemblea, Wojciech Rzeszowski, commentando le statistiche ha rilevato che mentre il numero degli alunni di seminari diocesani è diminuito, sembra crescere quello dei giovani iscritti ai collegi istituiti da varie congregazioni. Durante l’incontro dedicato al discernimento vocazionale non è mancata la discussione riguardante gli ostacoli e le difficoltà capaci di limitare o rendere impraticabile la realizzazione di una vocazione. Il presidente dell’assemblea ha rilevato che il processo di discernimento delle vocazioni richiede oggi “una nuova sensibilità” poiché “guardando i candidati bisogna adattare a loro il processo formativo in modo che diventi più efficace e più adatto alle sfide del mondo moderno”.

Polonia: on line gli edifici religiosi di Teschen
Un’interessante iniziativa web di un artista e fotografo polacco, Zbigniew Niemiec, mette in risalto il carattere ecumenico di una delle molte regioni d’Europa. Sul piccolo territorio del ducato di Teschen, con capitale a Teschen (Cieszyn), nell’Alta Slesia, compreso entro la lega dei Ducati della Slesia e indipendente tra il 1290 e il 1918, sono tutt’ora funzionanti oltre 250 edifici di culto cristiani. Niemiec presenta sul sito sia la loro storia e architettura che le informazioni relative agli orari attuali delle funzioni religiose. Il territorio dell’antico ducato, oggi diviso tra la Polonia e la Repubblica Ceca, è abitato da una maggioranza cattolica, ma numerosi sono i membri delle varie Chiese protestanti e di altre comunità cristiane. L’indirizzo web è www.kosciolySCI.pl

Spagna: a Toledo appello del banco alimentare
A settembre, con l’inizio della scuola, si raddoppiano gli sforzi del Banco alimentare di Toledo, in Spagna, per assicurare i prodotti basilari dell’alimentazione dei bambini, in particolare latte e biscotti. Manuel Lanza, presidente del Banco alimentare di Toledo, ricorda che la popolazione più vulnerabile nel tempo di crisi è quella infantile, perciò c’è il massimo impegno per “prevenire i problemi che possono colpire l’alimentazione dei bambini”. Il presidente del Banco alimentare di Toledo evidenzia l’importanza di “contribuire al benessere dei più piccoli, anche attraverso l’alimentazione, perché oggi più che mai si tratta di una questione urgente”. “Questo – precisa Lanza – non è un appello qualunque, ma l’espressione della solidarietà di molte persone che giorno dopo giorno contribuiscono al Banco alimentare, ma ora abbiamo bisogno di più mani, più aiuti e domandiamo donazioni di latte e biscotti, oltre che di altri alimenti, come zucchero, farina e altri prodotti alla base di una corretta alimentazione, che servano per rendere degna la vita di molte famiglie della città di Toledo”.

Spagna: la Caritas di Lugo contro la tratta
In Spagna la Caritas diocesana di Lugo, Aliad-Ultreia e l’associazione Enriqueta Otero, hanno realizzato un’iniziativa contro la tratta delle persone a fini di sfruttamento sessuale, con la collaborazione di due negozi che hanno ceduto le loro vetrine. Un’attrice invitava i passanti a guardare la vetrina nella quale era esposto un cartello su cui era scritto “Migliaia di donne sono sfruttate sessualmente in Spagna”. L’attrice presentava quindi la drammatica situazione nelle quali vivono le donne vittime della tratta: l’angustia, la paura, l’impotenza, la disperazione; ricordando infine che anche “a Lugo, c’è la tratta di persone”. La reazione del pubblico alla scena recitata dall’attrice del Teatro Palimoco, Ángela Beltrán Álvarez, è stata registrata dalla Fondazione per lo sviluppo delle tecnologie dall’informazione alla comunicazione con l’obiettivo di mostrarla nel corso della terza Giornata contro la tratta, che si terrà a Lugo il 19 settembre.

Romania: gli orionini nella diocesi greco-cattolica
La comunità orionina di Oradea (Romania) è stata incardinata canonicamente nella diocesi greco-cattolica della città. La notizia, spiega don Flavio Peloso, superiore generale dell’Opera don Orione, “riveste un significato ecumenico inteso esplicitamente da don Orione stesso, il quale riteneva che la presenza di greco-cattolici in Congregazione avrebbe favorito il dialogo e la comunione anche con i fratelli separati ortodossi”. La comunità religiosa dal 1991 opera a Oradea, città di quasi 200mila abitanti, con diverse attività: ad esempio il “Centrul Don Orione” che conta 410 alunni con classi dalla scuola materna fino alle scuole superiori; la chiesa parrocchiale di “Ognissanti”, con i 4 religiosi orionini che curano liturgie, catechesi e opere di carità verso un quartiere molto povero; l’Oratorio, frequentato quotidianamente da circa 100 ragazzi; il movimento scout, che conta 150 membri; e la “pastorale del cortile”, che accoglie tutte quelle persone non presenti nelle altre attività della comunità.