L'OPINIONE DEL TERRITORIO
I giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), in uscita in questi giorni, guardano con preoccupazione all’escalation di guerre e violenze nel mondo. “Il Papa ci dice che la pace, grande segno universale di amore, è possibile”, rilevano le testate Fisc” “
"L’orrore dilaga e pare non fermarsi". I giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), in uscita in questi giorni, guardano con preoccupazione all’escalation di guerre e violenze nel mondo. "Il Papa ci dice che la pace, grande segno universale di amore, è possibile", rilevano le testate Fisc, perciò "occorre perseverare nella preghiera per convincere gli uomini del potere a deporre l’ascia di guerra". Tra gli altri argomenti affrontati dai settimanali: la situazione politica italiana, la ripresa della scuola, cronaca e vita delle diocesi. Proponiamo una rassegna degli editoriali giunti ad oggi in redazione.
La visita del Papa a Redipuglia. "La guerra è una pazzia". Questo pensiero, che riprende le parole di Papa Francesco, accomuna le diverse riflessioni sulla visita del Pontefice a Redipuglia. "Il discorso di Francesco a Redipuglia è un capolavoro di umanità, anzi, di umanesimo, quindi di amore, di fraternità". Ne è convinto Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona): "Il mondo ha bisogno di tornare a sognare; i bambini hanno il diritto di giocare nella speranza di arrivare a una vecchiaia nella quale il sogno diventi realtà. In una convivenza nella quale non sia Caino il vincitore, ma prevalga il pentimento di coloro ‘il cui cuore corrotto ha perso la capacità di piangere’. Tornare a sognare, ritrovare la capacità di piangere. È il messaggio per il mondo d’oggi, affinché sia interrotto il cammino verso la terza guerra mondiale ‘a pezzi’". "Dove sta la radice di ogni violenza e di ogni guerra? Perché dopo la prima, la seconda, oggi l’umanità combatte una terza guerra mondiale, anche se a pezzi?", si chiede Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro). "Dal sacrario di Redipuglia, nell’anniversario della prima guerra mondiale, arriva la risposta di Papa Francesco ha aggiunto -. La radice di questa follia omicida, senza senso e senza vie d’uscita, ripete più volte il Papa, sta nelle parole di Caino: ‘A me che me ne importa di mio fratello!’". Commentando le parole del Papa a Redipuglia, Marco Caramagna, direttore della Voce Alessandrina (Alessandria), afferma: "i cristiani sanno che la pace è un bene universale, guadagnato attraverso la buona volontà di tutti. I cristiani sanno che la guerra è la consegna della ragione e della giustizia alla forza, è la strage degli innocenti, è la moltiplicazione di rovine e disordini irreparabili". Ricordando i continui appelli del Papa per la pace, Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), evidenzia: "È necessario ristabilire un clima di pace, che non è solo assenza di guerra, bensì grande abbraccio dell’umanità nell’unico desiderio di convivenza armoniosa, rispettosa e dialogante. Bisogna credere alla pace, che non è un sogno, bensì una possibilità autentica fra Paesi diversi ed anche in contrasto: urge crederci nonostante le brutture che gli uomini di non buona volontà sanno inventare nei loro deliri di presuntuosa ‘onnipotenza’". La parola "pazzia" pronunciata dal Papa a proposito della guerra, sostiene Pietro Pompei, direttore dell’Ancora (San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto), "deve farci riflettere. Non riguarda solo la guerra, potrebbe essere impiegata, ad esempio, per gli atteggiamenti che molti usano al calare delle tenebre in alcune strade del nostro centro cittadino. Si è giunti all’atto osceno da esibire in quel palcoscenico delle vanità che è facebook. Ci sono forme di degrado, come gli schiamazzi notturni presso alcuni bar, minacce a danno di cittadini desiderosi di riposo o danneggiamenti di mura, vetrine e auto ad opera di gruppi, che certamente non vanno a beneficio del nostro turismo. È da ‘pazzi’ agire in questo modo, magari dopo aver annebbiato la ragione, per dar sfogo alla violenza".
La situazione politica in Italia. Non è rassicurante la situazione politica in Italia."Quel che manca, ci pare, è un vero spirito di collaborazione, che dovrebbe invece sostenere i rapporti ad ogni livello, compreso quello politico. Se non ci si convince che occorre lavorare tutti insieme per il bene del Paese, non si va da nessuna parte. Come in tutte le attività – nelle più semplici ma ancor più in quelle complesse, quale è il governo di una nazione – la collaborazione, o la ‘sinergia’, è fondamentale", è l’analisi che offre Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), dell’attuale momento politico nel nostro Paese. Per Luca Sogno, direttore del Corriere Eusebiano (Vercelli), "forse la vicenda delle nomine al Csm e alla Consulta ha reso evidente, meglio di mille discorsi, come in assenza di una profonda revisione dell’apparato parlamentare che preveda non solo l’abolizione del Senato, ma anche un intervento radicale sulle modalità di sviluppo del processo legislativo, questo Paese non vada da nessuna parte". "La conclamata ripresa tarda a farsi sentire", denuncia Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì), per il quale "il quadro è fosco, non c’è che dire. Un tempo si cercavano lavoratori, oggi si cerca lavoro. Ed è tutta un’altra storia. Ma ci sono anche contraddizioni marcate. La situazione, vista dal basso a prescindere dalle misure che la politica dovrebbe adottare e che l’economia dovrebbe accompagnare , appare in chiaroscuro".
Inizio della scuola. Al centro degli editoriali anche alcune riflessioni. Attraverso le pagine di Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi), il vescovo Luigi Martella scrive agli studenti: "Sono convinto che ‘fissare in alto lo sguardo’ significhi dare importanza agli impegni ordinari della vita. Per voi, cari ragazzi, la scuola è impegno quotidiano ed è l’occupazione prioritaria. Essa è palestra di vita e la cultura aiuta a vivere bene. Mi auguro, pertanto, che il vostro impegno nelle varie discipline favorisca soprattutto l’appuntamento con la propria coscienza, affinché aiuti a capire il bene e il male che ognuno può scegliere e fare, assumendosi la propria responsabilità". "Il ‘cuore’ della questione scuola sta in particolare nel rilancio della cura educativa, cioè dell’attenzione fattiva alla promozione ‘di umanità’. In questa direzione – che chiede un coinvolgimento forte e un’assunzione di responsabilità allargata da parte dei diversi settori della società, a cominciare naturalmente dalla politica – va comunque registrata una crescita di attenzione", osserva Bonifacio Mariani, direttore del Nuovo Amico del Popolo (Chieti-Vasto). Un auspicio viene da Elio Bromuri, direttore della Voce (Umbria): "È appena iniziata la scuola, e c’è da auspicare che gli insegnanti, che hanno la missione dell’educazione, si impegnino a favorire la crescita interiore degli alunni perché possano diventare, non dico santi o cristiani, ma almeno rispettosi dei principi primi della nostra Costituzione e delle regole della democrazia moderna; nella quale, perché possa funzionare, si deve armonizzare la difesa dei propri diritti con la coscienza della responsabilità verso gli altri". Dalle pagine di Cammino (Siracusa), Giuseppe Lombardo, direttore dell’Ufficio diocesano per l’educazione, la scuola e l’università, evidenzia: "Il mondo della scuola, rivalutato nei suoi significati più profondi, recupera pertanto, il suo senso. È una spinta che sicuramente aiuta a ripartire con speranza e maggiore entusiasmo". "Quel che resta della scuola", evidenzia la Guida (Cuneo), parlando dell’ultimo saggio dello psicanalista Massimo Recalcati, è "la funzione dell’insegnante". Di fronte all’allarme dell’aumento dell’uso delle sostanze stupefacenti e del gioco d’azzardo, Pierluigi Sini, direttore della Voce del Logudoro (Ozieri), suggerisce: "All’inizio dell’anno scolastico sarebbe utile che gli insegnanti propongano un dibattito che coinvolga i ragazzi sui rischi che queste tossicodipendenze creano. Anche nelle comunità parrocchiali sarebbe utile trasmettere ai giovani e alle loro famiglie dei valori profondi capaci di far vivere nella salute e nella gioia".
Cronaca. Diversi gli spunti dalla cronaca. È sconcertato Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia) dalla notizia dei 27 milioni di euro come liquidazione di Montezemolo per lasciare la direzione della Ferrari: "L’indignazione dovrebbe caratterizzare specialmente i cristiani, abituati a considerare gli uomini come fratelli, figli dello stesso Padre, e i poveri come l’oggetto primario del proprio affetto e della propria considerazione. Una indignazione non fine a se stessa, ma funzionale, destinata cioè a produrre energie sufficienti nei singoli e nell’intera comunità per rovesciare o almeno cambiare la situazione. Un mondo diverso è possibile: per il cristiano non c’è una convinzione più forte e più efficace di questa". In realtà, sottolinea Walter Lamberti, direttore della Fedeltà (Fossano), "il popolo degli indignati e degli intolleranti per professione continua a crescere. Ci si lamenta. Sempre. Spesso anche per sciocchezze. Non sopportiamo più niente e nessuno e siamo talmente arrabbiati che spesso non abbiamo più tempo e voglia di arrabbiarci per le cose che contano veramente". Parte dalla morte dell’orsa Daniza la riflessione di Gianpiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto): "Uccidere un animale senza motivo è male anche dal punto di vista etico, ma con gli altri nostri simili dobbiamo andare infinitamente oltre. Gesù ha detto che se dici al tuo fratello stupido sei degno di condanna. È infinitamente più grave un’offesa o una calunnia ad una persona che l’uccisione di un animale. Solo chi riconosce questa irriducibile differenza, può veramente amare l’animale". L’Ora del Salento (Lecce) ricorda che la "città di Lecce è in finale quale capitale della cultura 2019", ma esistono due tipi di cultura, una che "vive di se stessa" e l’altra è "di chi ha dei valori da prospettare e far valere, valori essenziali per la vita del genere umano". Se prevarrà la seconda, "Lecce 2019 sarà terreno di confronto e di pluralità, terreno di crescita e di innovazione, di ricerca delle proprie radici culturali e di attuazione dei valori su cui si fonda la capacità dell’uomo di non giungere alla propria autodistruzione". La Vita Casalese (Casale Monferrato) annuncia che è stato "approvato dal Consiglio comunale il ‘bilancio dei sacrifici’". A proposito dei contributi pubblici all’editoria, Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia) rilancia un editoriale del presidente della Fisc, Francesco Zanotti: quello dei contributi è "un sistema che ha anche avuto il merito di sostenere una certa editoria libera, di idee e del territorio che, in svariati casi, dà voce e spessore a realtà altrimenti obbligate all’oblio da un circo costituito da grandi network fin troppo autoreferenziale". Luigi Losa, direttore del Cittadino (Monza e Brianza), a proposito della presenza di una trentina di sindaci della Brianza nel nuovissimo edificio che ospita Progetto Slancio a Monza insieme con alcuni malati di Sla o in stato vegetativo, dice: "La presenza e la visita collettiva di tanti sindaci del territorio ha testimoniato e certificato questa eccellenza, che non è solo sanitaria e assistenziale in un contesto ma che si inserisce in una storia secolare di solidarietà e sussidiarietà che ha sempre visto la Brianza protagonista". Commentando la recente ordinanza anti accattonaggio del sindaco di Pontremoli, Giovanni Barbieri, vice direttore del Corriere Apuano (Massa Carrara-Pontremoli), afferma: "Si ha la sensazione che si voglia salvaguardare l’immagine e, fomentando l’idea del pericolo sociale, si voglia ‘ripulire’ la città. Se i mali della città fossero solo questi si potrebbero viver sonni tranquilli. Le povertà che emergono dal fenomeno dell’accattonaggio da parte di stranieri dovrebbero far riflettere perché spesso riportano a situazioni drammatiche di guerra o di fame nera nei Paesi di origine". Si occupa dei cambiamenti decisi dalla giunta di Pavia sul traffico in centro storico Alessandro Repossi, direttore del Ticino (Pavia): "Se manca una visione complessiva del problema, l’impressione è quella di assistere a ‘provvedimenti spot’ che finiscono sempre per scontentare le persone coinvolte". Ricordando i numerosi appuntamenti culturali che si svolgeranno a Pordenone, Bruno Cappato, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), sottolinea: "Ascoltare un filosofo, provare commozione con Pirandello a teatro, lasciarsi rapire da una sinfonia di Beethoven, ‘incantarsi’ dinnanzi ad una poesia, stupirsi alla spiegazione di una nuova scoperta scientifica sul nostro meraviglioso creato significa dissetare l’anima". L’Eco del Chisone (Pinerolo), invece, manifesta preoccupazione per la nuova Città metropolitana di Torino che "risucchierà" il Pinerolese: "I fatti e non le suggestioni ci dicono che in questo momento Torino non è in grado di gestire il processo della Città metropolitana in modo empatico con il resto del territorio, presa com’è dalla soluzione dei propri problemi". La Gazzetta d’Asti (Asti), ricorda il 41° Festival delle Sagre con il "tutto esaurito".
Attualità ecclesiale. Non manca l’attualità ecclesiale. "Proviamo a far nostri gli occhi di Dio che quasi contempla, con profonda gioia e benevolenza, ogni uomo perché lo vede ‘una cosa molto buona’. Ci accorgeremo che ogni persona che incontriamo ci assomiglia perché porta la stessa impronta originaria, la stessa immagine siamo segnati indelebilmente dall’amore". Ad affermarlo è l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nella nuova lettera pastorale dedicata alla carità e intitolata "Rimanete nel mio cuore", pubblicata dalla Vita Cattolica (Udine). "Preghiera, approfondimento del Vangelo e del Magistero della Chiesa, riflessioni sulle schede sulla famiglia, risposte concrete a problemi concreti della realtà familiare: sono questi i punti principali su cui si è soffermato il cardinale arcivescovo" Angelo Bagnasco "nell’omelia durante la S. Messa di apertura dell’anno pastorale lo scorso 14 settembre in cattedrale", ricorda il Cittadino (Genova). Su Montefeltro (San Marino-Montefeltro), il vescovo, Andrea Turazzi, ricorda che domenica 28 settembre in cattedrale a Pennabilli con la celebrazione del "mandato" agli operatori pastorali ha inizio l’anno pastorale 2014/2015: "Quest’anno sottolinea – privilegiamo la dimensione della evangelizzazione. Questa scelta è inclusiva, perché non esclude l’attenzione ai diversi ambiti della pastorale (famiglia, scuola, lavoro, cittadinanza, ecc.)". Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina), scrive dell’intervento dell’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, ospite a Cesena in qualità di relatore alla "tre giorni" di aggiornamento del clero: "Dobbiamo scommettere di nuovo sulla famiglia. Essa è il luogo in cui ci si educa e si cresce nella condivisione, nella fraternità, nel rispetto reciproco. La famiglia è anche lo spazio in cui si trasmette la fede". Anche Notizie (Carpi) parla di famiglia: "Sosteniamo le famiglie e sosterremo le città. Lo diciamo spesso che i nostri territori sono sempre meno a misura di famiglia, soprattutto quando questa incontra ostacoli. Tanti, reali, talvolta insormontabili: la maternità-paternità difficile, l’educazione e l’accesso alla scuola, la possibilità di un lavoro. La sfida è saperli comprendere e sostenere a partire dal loro complesso intrecciarsi nella vita delle famiglie". Il Nuovo Diario Messaggero (Imola), osserva: "La Chiesa, soprattutto attraverso la Caritas, accoglie tutti nel profondo rispetto di religione e di razza. Papa Francesco, nei suoi appelli, ha invitato con forza, affinché si fermasse la guerra e la violenza. Solo un dialogo, sereno e leale, costruisce positivi rapporti". Salvatore Coccia, direttore dell’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri), ricorda un importante appuntamento: "Per la prima volta nella nostra storia locale il Palazzo vescovile di Teramo sarà aperto al pubblico ed ospiterà una mostra foto documentaria sulla storia architettonica ed artistica del Palazzo stesso. L’evento è certamente unico ed accade grazie alla sensibilità del nostro vescovo monsignor Michele Seccia".