VERSO IL SINODO/1
Famiglia: il card. Lorenzo Baldisseri riflette sull’imminente appuntamento in Vaticano. Presenti anche 13 coppie di coniugi
Mancano pochi giorni all’apertura della terza assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi, sul tema “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione” (Vaticano, 5-19 ottobre). Questi mesi preparatori sono stati ricchi di dibattiti e approfondimenti. Vincenzo Corrado per Sir Europa fa il punto con il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi.
Eminenza, questi mesi sono stati accompagnati da tanti spunti di riflessione, ma anche da non poche polemiche su alcune questioni, come ad esempio la comunione ai divorziati. Come si preannuncia questo importante evento ecclesiale?
“È necessario avere animo sereno, ponderazione e calma. Capisco che gli animi si accendono alla vigilia dell’evento specialmente su certi argomenti che i media enfatizzano, a cui alcuni ecclesiastici hanno prestato il fianco, ma credo che esprimere le proprie opinioni è positivo, basta che lo si faccia con civiltà e senso costruttivo. Se si vuole dare risposte adeguate, necessita costruirle nel confronto e nella buona volontà di fare passi in avanti per trovare vie di soluzione nella verità e nella carità. Io mi domando perché non parlare anche della poligamia, dei matrimoni combinati, dei matrimoni misti, delle povertà di ogni tipo che creano spesso le condizioni per separazioni, divorzi, fallimenti? Questi e molti altri saranno i temi discussi nel Sinodo, e soprattutto quello di trovare il linguaggio giusto per trasmettere ai giovani la bellezza del Vangelo della famiglia. Spero se ne parli fin da ora come contributo e aiuto ai padri sinodali nella loro riflessione e come opportunità per creare un’opinione pubblica di ampio respiro, con orizzonti vasti, una visione mondiale della famiglia”.
Discussione aperta e confronto reale durante i lavori: sarà effettivamente così?
“Papa Francesco in numerose occasioni ha detto e ha fatto capire che è importante esprimersi, senza paure e sospetti. La fede è vissuta e s’incarna in persone concrete; lo sforzo della Chiesa e degli operatori pastorali è porgerla nella sua interezza alla portata della gente, con semplicità e onestà. Il sentirsi liberi di esprimere quello a cui si crede o quello di cui si dubita mostra la qualità dell’uomo che lo distingue da altre creature e lo fa responsabile davanti a Dio e agli uomini. La discussione nel Sinodo sarà aperta, vi sarà confronto e i partecipanti, nelle diverse loro funzioni, sono chiamati a far primeggiare non il proprio interesse o punto di vista, ma a cercare la verità che non è un concetto astratto, frutto della speculazione filosofica o teologica, ma la persona di Cristo, Uomo-Dio, uomo storico e Figlio del Padre: ‘Io sono la via, la verità e la vita’. Da lì bisogna partire. Il primo evangelizzatore è stato Gesù che è sceso nelle strade e si è fatto conoscere con la parola e con i segni e, finalmente, con la sua testimonianza di vita”.
L’assemblea non si chiuderà a ottobre ma, con una decisione senza precedenti, verrà protratta in successive tappe. Come se si volesse sottolineare che la sinodalità non accelera le decisioni ma le fa maturare…
“È proprio così! La decisione del Santo Padre di indire un’assemblea sinodale, che si svolgerà in due tappe, indica la volontà d’identificare la sinodalità per quello che è, e cioè un cammino insieme, che prevede riflessioni, pause, riprese e via facendo fino ad arrivare alla meta e tutto questo è compiuto non attraverso il lavoro di solitari, da piccoli gruppi di persone o commissioni, ma attraverso il coinvolgimento del popolo di Dio. Lo abbiamo già visto con il documento preparatorio che ha diffuso il questionario, al quale ha risposto un enorme numero di persone e istituzioni. Il Sinodo è un’assemblea di vescovi e di altri aventi diritto, ma si muove con la partecipazione di tutta la Chiesa”.
Tra i partecipanti all’assemblea figurano anche 13 coppie di coniugi, provenienti da diversi Paesi tra cui anche zone di guerra. La loro testimonianza sarà ascoltata e tenuta in considerazione?
“Sì, vi figurano tredici coppie di coniugi provenienti dai cinque continenti. La loro presenza in primo luogo è una testimonianza di vita vissuta, da offrire all’attenzione di tutti come una bella esperienza di fede, componente essenziale per una buona riuscita di un matrimonio e di una famiglia. Questo nella varietà delle culture e delle tradizioni in tutto il mondo: non c’è geografia, storia o letteratura e scienza che non trattino del matrimonio e della famiglia come espressione fondamentale della società e per il cristiano, una Chiesa domestica, che vi s’incarna, in forza del battesimo”.
Come si concluderà questo Sinodo? Ci sarà un documento che farà da “pista di lavoro” per l’assemblea ordinaria del 2015?
“Alla conclusione del Sinodo vi sarà un messaggio al popolo di Dio e un documento detto sinodale, che sostituirà le Propositiones. Il documento, approvato dall’assemblea, sarà consegnato nelle mani del Santo Padre che ne disporrà a suo piacimento, e sarà la base dell’Instrumentum laboris del Sinodo del 2015”.