L'OPINIONE DEL TERRITORIO
I settimanali cattolici, in uscita in questi giorni, guardano con interesse al Sinodo sulla famiglia: “La Chiesa tutta, guidata da Papa Francesco, prega, riflette, s’interroga sulla comunità familiare e intende farlo nella verità del messaggio cristiano. Le attese sono tante”. E ancora: dal Sinodo “uscirà una Chiesa che vuole bene alla famiglia, che investe energie, tempo; una Chiesa che si lascia guidare dalla famiglia”
"Con questo Sinodo s’intendere annunciare a tutti il Vangelo del matrimonio e della famiglia". I giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), in uscita in questi giorni, guardano con interesse al grande appuntamento sulla famiglia. "La Chiesa tutta, guidata da Papa Francesco, prega, riflette, s’interroga sulla comunità familiare e intende farlo – rilevano le testate della Fisc – nella verità del messaggio cristiano. Le attese sono tante". Tra gli altri argomenti affrontati dai settimanali: il lavoro, la violenza in Medio Oriente, cronaca e vita delle diocesi. Proponiamo una rassegna degli editoriali giunti ad oggi in redazione.
Attesa per il Sinodo dei vescovi. "Grandi attese per il Sinodo straordinario sulla famiglia": su questo concordano gli editoriali in uscita in questi giorni. "Pur in tempo di crisi di valori – o forse per questo – cresce il desiderio di famiglia stabile e duratura – assicura Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia) -. Posso testimoniare – incontrando numerose coppie che si preparano al matrimonio cristiano e che poi lo celebrano solennemente – che si tratta di giovani convinti di costruire, con l’aiuto di Dio, qualcosa di grande e ‘per sempre’. Il panorama che li circonda e le imprevedibili vicende della vita rendono più difficile oggi il loro cammino. C’è soprattutto un tarlo che s’insinua e rode persone e famiglie, quello dell’individualismo, che fa emergere al primo posto il proprio io". La Voce Alessandrina (Alessandria) riprende il messaggio del Consiglio episcopale permanente sulla "famiglia, comunione di vita che un uomo e una donna fondano sul vincolo pubblico del matrimonio, aperta all’accoglienza della vita. Per noi cristiani assume la dignità di sacramento; per essa non ci stanchiamo d’investire persone ed energie". "Non credo che la questione più importante per l’assise sinodale" sia "la comunione ai divorziati risposati", sostiene l’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri), secondo cui "ben più gravi sono gli attacchi alla famiglia fondata sul matrimonio condotti non solo da lobby ma anche da istituzioni internazionali e da decisori politici che mirano a indebolirla e superarla". Per Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino-Marche), "il Sinodo che sta per aprirsi non è straordinario solo perché precede quello ordinario del 2015 con il quale formerà un tutt’uno ma anche per il fatto che per la prima volta Papa Francesco ha sottoposto un questionario preliminare di 38 domande all’attenzione di laici e presbiteri". Dalle pagine del Nuovo Diario Messaggero (Imola) don Emilio Moretti, direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale della famiglia, fa notare: "La sfida non è soprattutto come risolvere molteplici problemi che si presentano all’umanità intera ma raccontare e contagiare di bellezza e di gioia questa divina invenzione di Dio che è la famiglia. La sfida è rivolta al Magistero, ma anche a tantissimi laici, a tante famiglie, a tante coppie, chiamati tutti a rivedere l’amore di Cristo Sposo per la sua Sposa che è la Chiesa". Si occupa delle attese sul Sinodo Giuseppe Rabita, direttore di Settegiorni dagli Erei al Golfo (Piazza Armerina): "Probabilmente, stretto tra le maglie della dottrina, sarà impossibile mutare la prassi della Chiesa che da sempre sottolinea la sacramentalità del matrimonio con tutte le conseguenze che ne derivano". Per Pierluigi Sini, direttore della Voce del Logudoro (Ozieri), "le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione" sono "il cartello di presentazione di quello che si annuncia un dibattito che farà certamente discutere". Dal Sinodo, è la convinzione di Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi), "uscirà una Chiesa che vuole bene alla famiglia, che investe energie, tempo; una Chiesa che si lascia guidare dalla famiglia, che le dà il giusto spazio come protagonista indispensabile della vita delle comunità ecclesiali e la esorta a uscire per una testimonianza dell’amore plurale".
La famiglia e la politica. Gli editoriali si occupano di famiglia, non solo parlando del Sinodo dei vescovi. Ai due temi che dominano in questi giorni la vita ecclesiale e politico-sociale del Paese, la famiglia e il lavoro, dedica la sua riflessione Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona): "Purtroppo, nel dibattito culturale e politico nel nostro Paese e nel mondo dell’informazione, famiglia e lavoro vengono da alcune parti visti a partire da scelte ideologiche, anziché da visioni antropologiche. In altre parole, la grande battaglia è finalizzata non a far vincere l’Uomo, la sua verità, la sua dignità. Si vuole invece che vinca una certa ideologia". La famiglia deve essere al centro anche della politica, come sottolinea Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina): "La famiglia è una sola e va sostenuta per quello che è. Ce n’è di che meditare per il presidente del Consiglio" perché "è proprio dalla famiglia che si deve ripartire. Ma per farlo occorre coraggio. Tanto coraggio". Il problema, per Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza),è che "non si capisce quale spazio ha la famiglia così come prevista dalla Costituzione nell’Italia 2.0 a guida renziana. Grande spazio alle unioni di vario genere, alla fecondità surrogata, ma non si vede all’orizzonte uno straccio di piano serio a sostegno della cosiddetta famiglia tradizionale".
Il lavoro. Il lavoro è un altro tema caldo sul quale riflettere. Paolo Lomellini, editorialista della Cittadella (Mantova), sottolinea che è "da parecchi anni (direi più o meno da quando il premier frequentava i lupetti) che s’invoca la flessibilità, la riduzione dei lacci e lacciuoli per liberare le energie positive e progressive del libero mercato. Così in buona misura è avvenuto, ma il risultato non è stata una flessibilità virtuosa, piuttosto un aumento dilagante della precarietà e di salari risibili". Di fronte al gran parlare che in questi giorni si fa intorno all’art 18 dello statuto dei lavoratori, Pietro Pompei, direttore dell’Ancora (S.Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto), è convinto che "il vero problema è il lavoro, e non i lavoratori. A questo punto giustamente l’abolizione dell’art. 18 serve nella misura che riesce a creare posti di lavoro". Ettore De Faveri, direttore della Valsusa (Susa), ricordando che "la disoccupazione giovanile in Italia è al 44,2%", ammette: "Il nostro dunque sembra sempre più un Paese senza futuro". Che fare allora? "Restare prigionieri del nostro passato o cercare nuove vie? Lo scontro è per nulla accademico. Forse la sparo un po’ grossa, ma davvero qui si fa l’Italia o si muore". E sulle incertezze riguardo al futuro riflette il Popolo (Tortona): "Così quello che doveva essere l’autunno della speranza si configura come una stagione delle incertezze estreme, una contingenza temporale costellata di punti interrogativi che pesano sulle scelte di ognuno". Si addebita la crisi a tanti: e gli imprenditori? Se lo domanda Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), che offre la sua analisi: "I nostri imprenditori mettono i soldi sotto ‘el paion’, si fa per dire – o investono in case e palazzi, in campagne -, ma non li mettono nella fabbrica. L’altro grande problema è il familismo, per cui la direzione passa ai figli che non sempre sono in grado di governare un’azienda. Vi è un eccesso di rivalità, di personalismi, che non permette di volare insieme". Un incoraggiamento viene dalla Guida (Cuneo): "È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie".
Violenza in Medio Oriente. Le violenze in Medio Oriente non lasciano indifferenti. "Chi sono questi, che vogliono issare bandiere nere sulla Casa bianca e arrivare a Roma, questi tagliatori di teste che non hanno paura di uccidere?", si chiede Elio Bromuri, direttore della Voce (Umbria). E ancora: "Chi li finanzia? Chi chiude gli occhi di fronte ai loro massacri di popolazioni cristiane? Il grande mondo musulmano – rileva Bromuri – pare che cominci a rispondere ad alcune di queste domande e a prendere le distanze da questi folli che distruggono non solo le chiese ma anche le moschee che ritengono eretiche, cioè non allineate con la loro strategia politica". "In giorni in cui si decapitano le persone con atroce brutalità, accampando ragioni religiose, non resta che aggrapparsi ai fondamentali dell’umanità", resistendo a due tentazioni: "La prima è la tentazione di generalizzare" e la seconda "è quella di non limitarsi alla risposta, andando oltre la reazione per fermare l’aggressore. Occorre andare oltre le armi, e ridire con forza che la violenza genera sempre violenza". Lo scrive Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì). Concorda Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova): l’appello di Obama ai Paesi europei di aumentare gli stanziamenti per la difesa, "con ogni probabilità, è destinato anche questa volta a cadere nel vuoto. L’Europa è alle prese con una crisi che sta minando il suo sistema di welfare" che "impedisce ogni ipotesi di corsa al riarmo", ma "un conto è soprassedere alle richieste americane per questioni di cassa, altra cosa sarebbe la capacità di opporre un progetto strategico di ampio respiro".
Cronaca. Diversi gli spunti dalla cronaca. La Vita del Popolo (Treviso) rilancia un articolo del Sir sulla "tentazione infinita di tirar su nuovi muri": "Nella storia dell’integrazione europea si riscontrano sfide e problemi ciclici che accompagnano il tormentato processo di avvicinamento dei popoli e degli Stati del Vecchio Continente". L’Ora del Salento (Lecce), riflettendo sulla candidatura di Lecce a capitale europea della cultura, evidenzia che oggi "una cultura e un’esistenza autenticamente umane appaiono tutt’altro che scontate, e sono da ricostruire insieme, con l’apporto di tutti". Parla del "ritorno del TeleSettimanale (Ts) de La Libertà, su ètv-Teletricolore, a partire dal 9 ottobre alle 21" Edoardo Tincani, direttore della Libertà (Reggio Emilia-Guastalla): "La nostra redazione giornalistica, con la collaborazione di un’équipe di giovani volontari, riproporrà settimanalmente la trasmissione, autoprodotta e registrata nello studio televisivo del Seminario diocesano". Facendo riferimento alla decisione della settimana corta a scuola, Alessandro Repossi, direttore del Ticino (Pavia), evidenzia: "La ‘settimana corta’ alle medie superiori non è solo un caso politico. È, prima di tutto, un problema che tocca da vicino le famiglie di Pavia e di tutto il territorio provinciale. Su questioni del genere non si può decidere solo ragionando con la calcolatrice". Luigi Lamma, direttore di Notizie (Carpi), denuncia "la realizzazione delle nuove strutture per gli anziani sui vecchi casolari presenti nell’area, con tutto ciò che comporta in termini di vincoli e di limiti a progettare soluzioni innovative". Commentando la decisione dei sindaci di Udine, Pordenone e Trieste di trascrivere i matrimoni omosessuali, Roberto Pensa, direttore della Vita Cattolica (Udine), amaramente afferma: "Uno dei principali sintomi della decadenza di un Paese è la crescente inefficacia della legge e il parallelo lievitare dell’arbitrio. Per questo, presa nel suo complesso, l’Italia è un Paese allo sbando. Che però proprio il Friuli, con le sue profonde radici di legalità e di rispetto dei valori fondamentali di una comunità, dovesse diventare la ‘culla’ di una ennesima, grave violazione, non ce lo aspettavamo e non ce lo auguravamo di certo". Ripercorrendo la storia della Cassa di risparmio della Provincia di Macerata, Marino Cesaroni, direttore di Presenza (Ancona-Osimo), auspica: "La nostra speranza è che l’orgoglio marchigiano risorga per rimettere in moto tutti gli ingranaggi che con gli ammodernamenti necessari ed opportuni sappia ricomporre quel benessere e quella sicurezza sociale che solo qualche anno fa era un modello da imitare". L’Eco del Chisone (Pinerolo) pensa che "sarebbe utile e fortemente educativo introdurre in tutte le scuole medie superiori un corso di etica, per illustrare ai giovani diritti e doveri". Il Corriere Eusebiano (Vercelli) fa notare che "la scadenza per il pagamento dell’acconto Tasi (giovedì 16 ottobre) si avvicina, ma la gente è ancora confusa".
Attualità ecclesiale. Non manca l’attualità ecclesiale. RisVeglio Duemila (Ravenna-Cervia) rilancia un articolo del Sir sull’incontro del Papa con i nonni: "La ‘velenosa cultura dello scarto’, che non di rado si traduce in forme di ‘eutanasia nascosta’, non appartiene a questo popolo. Oggi, qui in questa piazza, si tocca con mano la voglia di ‘costruire con pazienza una società diversa’, più umana, che non ha bisogno di scartare chi è più debole nel corpo e nella mente". Parlando dello stesso tema, Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro), ricorda che "a Milano, dal 20 ottobre in otto istituti scolastici, alla mensa dei bambini saranno invitati anche 25 nonni soli e in difficoltà. Il progetto a regime dovrebbe coinvolgere 500 anziani". Riflettendo su come i media hanno interpretato i lavori del Consiglio episcopale permanente, Bonifacio Mariani, direttore del Nuovo Amico del Popolo (Chieti-Vasto), chiarisce: "I vescovi non hanno tenuto una sorta di cospirazione contro il governo, ma semplicemente… hanno fatto i vescovi". Ottobre è il mese della missione: "Forse essere missionari è qualcosa che non riguarda la vocazione di alcuni credenti. Ma tutti. Tutti coloro che avendo avuto un dono sentono il bisogno e la gioia (non la vergogna) di comunicarlo agli altri", osserva Walter Lamberti, direttore della Fedeltà (Fossano). Su Montefeltro (San Marino-Montefeltro), il vescovo Andrea Turazzi, ricordando che domenica 28 settembre in cattedrale a Pennabilli ha avuto inizio l’anno pastorale 2014/2015, sottolinea: "Quest’anno privilegiamo la dimensione dell’evangelizzazione. Questa scelta è inclusiva, perché non esclude l’attenzione ai diversi ambiti della pastorale". La Gazzetta d’Asti (Asti) racconta la visita della delegazione della Caritas piemontese a Medolla, con cui è "gemellata" dopo "il terremoto del 2012". Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia) riflette sulla gioia cristiana: "Essa o è sempre, o non è vera gioia. Soprattutto, la gioia o è missionaria o non è". La Vita Casalese (Casale Monferrato) annuncia che "il convento di sant’Antonio dopo qualche anno d’incertezze per la scarsità di Padri francescani riprende in pienezza la sua presenza pastorale in Casale". A proposito delle celebrazioni per il beato Luigi Talamoni, Luigi Losa, direttore del Cittadino (Monza e Brianza), scrive: "Proprio la crisi infinita che stiamo vivendo, e che non è solo e tanto economica, evidenzia come lo ‘stile’ di vita di Talamoni, quella sua dedizione totale ai suoi concittadini, anche come politico e amministratore", costituisca, "il punto di riferimento" per chiunque "abbia compreso e comprenda che c’è bisogno dentro e fuori la Chiesa, nella città in quanto comunità, di darsi una mano, di occuparsi e preoccuparsi non solo di se stessi ma anche degli altri".