LA GRANDE PREGHIERA" "

Spes contra spem La famiglia è verità

Ci saranno anche Abramo di Ur e Giobbe il paziente, Paolo di Tarso, Francesco d’Assisi e il sindaco di Firenze Giorgio La Pira. E molti altri fra coloro che hanno creduto possibile l’impossibile, "spes contra spem", che hanno "osato l’inosabile". Tutti in piazza San Pietro, quest’oggi, per pregare con il popolo di Dio, con la Chiesa italiana e con Papa Francesco per il bene-famiglia. Un patrimonio insieme ideale e feriale, punto fermo nel disegno di Dio sull’uomo ed elemento fondante delle società, da quelle antiche a quelle contemporanee. Nonostante i tanti dubbi, le incertezze della storia, le nuove sfide che premono sugli affetti, sull’uomo e la donna, sui genitori e sui figli, sui vecchi e sui giovani.
Il Santo Padre ha convocato un Sinodo in due fasi – la prima quest’anno, la seconda nel 2015 – per soffermarsi sulla famiglia quale bene primario universale, che fatica nella quotidianità ma che resta punto fermo per l’intera vicenda umana. Un ancoraggio solido nel mare in tempesta, dimensione antropologica ed esistenziale irrinunciabile, luogo dell’amore più profondo perché voluto da Dio stesso, delle tenerezze e dei sorrisi, delle pene condivise e dei progetti di vita. "La famiglia è uno degli elementi antropologici che caratterizzano e fanno vere e autentiche le culture e le civiltà", ha affermato in questi giorni il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, dinanzi ai vescovi giunti da tutta Europa per l’assemblea plenaria Ccee che, non a caso, rifletteva su "La famiglia e il futuro dell’Europa".
Da piazza San Pietro si alzerà dunque una preghiera di popolo: per i padri sinodali, per i laici e gli esperti chiamati a riflettere sull’oggi e sul futuro della famiglia, per lo stesso Papa Francesco. Così pure in ogni casa, in ogni angolo del mondo, la famiglia possa tornare al centro dell’attenzione di tutti: di ogni persona, di ogni coppia, di chi si sposa e di chi sceglie altre strade, delle madri, dei padri, dei figli, dei nonni, di chi crede e di chi non crede, dei politici, di chi opera nella scuola, nella sanità, nell’economia, nel mondo del lavoro…  "Spes contra spem", appunto; osare l’inosabile.