Summit Europa-Asia su economia e sicurezza
Si svolgerà il 16 e 17 ottobre a Milano, presso il centro congressi Mico (Fiera), il decimo Summit Asem, ossia l’incontro dei capi di Stato e di governo dei Paesi asiatici ed europei. Il vertice euro-asiatico, sorto nel 1996 per rafforzare la cooperazione politica, economica e culturale fra i due continenti, si tiene con cadenza biennale, una volta in Asia e la successiva in Europa. La sede per questa edizione è fissata in Italia, Paese che detiene la presidenza di turno del Consiglio dei ministri dell’Unione. Le ultime edizioni si erano invece svolte in Cina (2008), Belgio (2010) e Laos (2012). “Il summit – chiarisce la presidenza di turno – vedrà impegnati oltre cinquanta leader internazionali” e avrà al centro dell’agenda il tema “Responsible Partnership for Sustainable Growth and Security”. Il vertice sarà presieduto da Herman van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, e da José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea. Stando al titolo – confermano fonti della presidenza – si parlerà soprattutto di economia e lavoro, sostenibilità ambientale, energia, ma anche di sicurezza, instabilità regionali (a cominciare dal Medio Oriente e dall’Ucraina), demografia e migrazioni, tutela dei diritti umani.
I dati sulle povertà e disuguaglianze nell’Unione
“Sono 124 milioni e mezzo le persone a rischio di povertà o esclusione sociale nell’Ue, il 24,8% della popolazione”, secondo i dati che la Commissione europea ha diffuso l’8 ottobre in un memorandum su “povertà e disuguaglianze nell’Unione”. A vivere in una condizione di “grave deprivazione materiale” è il 9,9% della popolazione. Le cifre guardano in particolare al biennio 2009-2012, quando “povertà ed esclusione sociale sono aumentate nei Paesi più colpiti dalla crisi” con punte fino al 30% ma un aumento è stato registrato anche “nei Paesi a basso rischio e con solidi sistemi previdenziali”, come Danimarca e Lussemburgo. Si è allargata la forbice delle disparità per le cause più varie: “la trasformazione tecnologica connessa a nuove competenze, la deregolamentazione del settore finanziario e la globalizzazione delle operazioni, l’offshoring delle imprese, l’economia digitale che può dare a una fetta molto piccola della popolazione una quota sproporzionatamente elevata di reddito (il cosiddetto “effetto superstar”) e l’aumento dei prezzi delle case”. Nella lotta contro la povertà, la Commissione mette a disposizione tre fondi in particolare (tra cui il Fondo sociale europeo), ma ribadisce che “strumento importante per la lotta contro la povertà sono schemi di reddito minimo”, “uniti a misure mirate per aiutare le persone a tornare al lavoro”.
Open Days, Settimana delle regioni e delle città
“Nel corso degli ultimi anni le regioni e le città dell’Unione europea sono state all’origine di un terzo della spesa pubblica”. Per questo gli Open Days hanno offerto alle parti interessate dalla politica di coesione “l’opportunità di scambiare buone pratiche, consentendo loro di riferire agli organi decisionali. Ciò rientra nel nostro impegno di prevenire ogni ritardo nell’attuazione di misure estremamente importanti per le nostre comunità e di promuovere la condivisione delle soluzioni più efficaci in tutta Europa”. Michel Lebrun, presidente del Comitato delle Regioni (CdR), ha spiegato così uno degli obiettivi degli “Open Days – Settimana europea delle regioni e delle città”, il maggior appuntamento annuale sui temi della politica di coesione a livello comunitario, per la quale sono a disposizione 352 miliardi di euro per il periodo di programmazione 2014-2020. Lo stesso CdR e la Commissione Ue hanno predisposto una serie di eventi che si sono svolti dal 6 al 9 ottobre a Bruxelles, con 6mila partecipanti; sono inoltre stabiliti circa 300 eventi nei prossimi tre mesi nei 28 Stati membri. La Settimana delle regioni e delle città “rappresenta una preziosa piattaforma di dibattito e discussione sul modo in cui le strategie degli Stati membri per investire i finanziamenti regionali dell’Ue contribuiranno a realizzare gli obiettivi europei” nei settori del lavoro, dell’innovazione, dell’energia, delle Pmi, coinvolgendo i territori dell’Unione.