L'OPINIONE DEL TERRITORIO
I settimanali cattolici, in uscita in questi giorni, dedicano attenzione alla beatificazione di Paolo VI. “Un Papa che seppe interpretare l’inquietudine della nostra stagione umana – rilevano le testate Fisc -, attento alla cultura in ebollizione, appassionato del rapporto profetico tra Chiesa e mondo”
"Un grande Papa". I giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), in uscita in questi giorni, dedicano attenzione alla beatificazione, domenica prossima, di Papa Montini. "Un Papa che seppe interpretare l’inquietudine della nostra stagione umana rilevano le testate Fisc -, attento alla cultura in ebollizione, appassionato del rapporto corretto e profetico tra Chiesa e mondo". Tra gli altri argomenti affrontati dai settimanali: l’alluvione a Genova, il Sinodo, la Giornata missionaria mondiale, cronaca e attualità ecclesiale.
Paolo VI beato. "Un grande Papa in tempi complicati per la Chiesa del dopo-Concilio, sfidata dalla modernità". Così descrivono Paolo VI gli editoriali dei giornali Fisc in occasione della sua prossima beatificazione. Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi) evidenzia: "Domenica 19 ottobre la santità di Paolo VI sarà riconosciuta dalla Chiesa. La sua testimonianza di fede indefettibile alla Chiesa sarà esempio luminoso da seguire. Egli che ha saputo misurarsi con la modernità e ha indicato come l’annuncio di Cristo deve costituire la priorità della missione ecclesiale, in un dialogo costante col mondo contemporaneo, sia per tutti noi modello di amore alla Chiesa nostra madre". Secondo il Ticino (Pavia), "la beatificazione di Paolo VI non può non essere l’inizio del cammino di riscoperta della profondità del suo pensiero, della ricchezza del suo messaggio, dell’intensità della sua testimonianza offerta alla Chiesa, al mondo, all’uomo moderno. Paolo VI rimane nella storia come il Papa del Concilio Vaticano II, iniziato dalla profezia di Giovanni XXIII e portato a termine dalla sua appassionata intelligenza e dalla sua raffinata cultura, nel quale la Chiesa è stata invitata a riscoprire la propria identità per essere annunciatrice più fresca di un Cristo sempre giovane". "Una voce coraggiosa ed in anticipo, dalla parte dei poveri, contro le ingiustizie dei prepotenti, per difendere la dignità dei popoli oppressi. Un pastore capace di lucidità nell’immaginare un modo di essere della Chiesa tra la gente, impegnata ‘solo’ nell’annuncio del Vangelo e nella promozione dell’uomo (insuperabile resta l’esortazione ‘Evangelii nuntiandi’ a cui Papa Francesco ha attinto abbondantemente per la sua ‘Evangelii gaudium’)", sottolinea Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì). Per l’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri), "di gesti profetici Paolo VI ne ha compiuti molti. Piuttosto i suoi, sono stati atteggiamenti d’animo, attenzioni che ne hanno fatto un uomo, un sacerdote, un Papa capace di vivere fino in fondo il messaggio evangelico e di rispondere in modo esemplare alla sua vocazione di strumento di Cristo chiamato a vivere e a governare la Chiesa in una delle stagioni più laceranti del secolo scorso". Eppure, rileva la Voce Alessandrina (Alessandria), "per i più giovani questo grande Papa del ‘900 è poco più di un nome nei libri di storia, ma è interessante approfondire anche oggi il suo ministero, e noi lo vogliamo fare in particolare perché è stato un Pontefice che ha posto in primo piano la natura missionaria della Chiesa". "Certo è che il giorno della beatificazione non poteva cadere in una data più appropriata: la conclusione del Sinodo sulla famiglia. Fu proprio Paolo VI ad istituirlo dopo la conclusione del Concilio, nel 1965 per venire incontro alle aspettative di tanti ‘Padri Conciliari’ che avrebbero voluto tener viva l’esperienza conciliare", osserva Marino Cesaroni, direttore di Presenza (Ancona-Osimo), che ricorda anche il dossier pubblicato dal Sir su Papa Montini in vista della beatificazione, al quale ha contribuito con un articolo intitolato "Pasquale Macchi Servo fino alla fine". Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-Sanseverino Marche), fa notare come "a mano a mano che il Sinodo sulla famiglia è andato avanti con i suoi lavori ci si è accorti dell’impronta impressa da Paolo VI, quando lui prese dalle mani di s. Giovanni XXIII il Concilio Vaticano II e lo ha portato a compimento con squisita saggezza pastorale. Fu proprio Papa Paolo VI a dare attuazione alla sinodalità auspicata convocando il primo Sinodo. Lo svolgimento del Sinodo in queste due settimane è stato posto sotto il segno di Paolo VI e la sua beatificazione rende onore al merito".
L’alluvione di Genova. Anche l’alluvione di Genova conquista spazio sui settimanali. La Valsusa (Susa), rilancia l’appello dei vescovi piemontesi: "Invitiamo le comunità parrocchiali e religiose e i gruppi di impegno cristiano ad inserire una intenzione di preghiera specifica nella celebrazione eucaristica di domenica 19 ottobre, giornata missionaria mondiale. Nella medesima occasione invitiamo anche a promuovere ed indire una Colletta di solidarietà da tenersi in tutte le parrocchie delle diocesi piemontesi". In realtà, "le alluvioni dei giorni scorsi e le mancate allerta sono una metafora delle condizioni in cui si trova il nostro Paese. Si naviga a vista, senza neppure l’ausilio degli strumenti più elementari. Questa è l’impressione che ricavano i cittadini da quanto avviene quasi ogni giorno", sostiene Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina), ma "dobbiamo saper ritrovare l’orgoglio giusto per rimetterci in cammino, come ci hanno mostrato i genovesi fin dalle prime ore dopo le esondazioni. Non può essere un percorso di qualche coraggioso isolato. Si deve verificare un moto collettivo, una sorta di riscatto nazionale come accadde nel secondo dopoguerra. Una presa di coscienza che ridesti le migliori qualità e metta da parte i miopi tornaconti di parte. Non si può esitare oltre". "Le ultime tempeste, che hanno coinvolto Genova e dintorni, sono l’ennesimo banco di prova per migliaia di famiglie che sono state messe in difficoltà dalla forza della natura", sottolinea Pierluigi Sini, direttore della Voce del Logudoro (Ozieri), per il quale "la solidarietà farà sentire la sua presenza e non farà mancare il suo aiuto laddove è necessario". Il disastro avvenuto a Genova a due anni di distanza dalla precedente alluvione richiederebbe, secondo Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste), le dimissioni di eventuali responsabili, ma non è successo finora: "Le dimissioni osserva – sono sempre un fatto morale. È la coscienza che le impone. Uno si dimette per dignità personale, o per non essere costretto a fare del male, o perché sente di aver fatto del male. Ora, purtroppo la nostra coscienza morale non sta vivendo i sui tempi migliori".
Il Sinodo. Non mancano riflessioni sul Sinodo dei vescovi sulla famiglia. "La misericordia è la chiave per interpretare questo incontro con la contemporaneità. La Chiesa, in questo modo, è invitata a uscire, a non nascondersi dietro a un freddo legalismo, a fare i conti con problematiche assolutamente inedite e, dunque anche a riconoscere i segni di speranza e di bene che si trovano anche nei non credenti e anche nelle forme diverse di unioni rispetto alla famiglia fondata sul matrimonio", sottolinea Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza). Cammino (Siracusa) invita a pregare per i padri sinodali perché lo Spirito li illumini nel loro difficile compito di discernimento". A proposito del dibattito sull’omosessualità nel Sinodo, la Vita Trentina (Trento) sostiene: "L’atteggiamento di accoglienza può dare fin d’ora sollievo agli omosessuali cristiani e/o in ricerca di fede – ma anche ai loro genitori o familiari, provati spesso da giudizi di esclusione nei confronti dei figli e deve modificare le nostre azioni e le nostre parole". Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), chiarisce: "Per la Chiesa, l’atteggiamento verso le persone e le coppie omosessuali sarà quello del rispetto, in spirito cristiano, e della verità della natura umana secondo il progetto di Dio creatore". Dunque, "il matrimonio per la Chiesa resta e sempre resterà solo quello tra un uomo e una donna". D’altra parte, fa notare Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia), "sposarsi è decidere di condividere, con uno che non conosciamo, una lunga parte della storia, fino a che morte non ci separi. Con il surplus di figli, gioie, dolori, rinunce, risalite. È scommettere tutto su un altro, che un Altro ci indica. Confidando che in lui, più che in ogni altro essere sulla terra, Gesù Cristo ha deciso di abitare e di parlarci".
Giornata missionaria mondiale. Molti editoriali ricordano l’importante appuntamento di domenica 19 ottobre. Sul Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio) il vescovo Gianni Ambrosio scrive: "L’impegno missionario appartiene alla testimonianza giornaliera del cristiano, in qualunque condizione viva, nei luoghi del lavoro, della prossimità, della carità, della vita civile e sociale". La Fedeltà (Fossano) e la Gazzetta d’Asti (Asti) riprendono la riflessione di don Mario Bandera, direttore Missio di Novara, sulla Giornata missionaria mondiale che "ha uno slogan che risente molto della geniale intuizione di Papa Francesco, il quale vuole una Chiesa che non se ne stia chiusa nelle sue sicurezze ma abbia il coraggio di ‘uscire’ ovvero prendere il largo, camminare su quei sentieri che portano alle lontane periferie del mondo e a quelle periferie forse più difficili da raggiungere che circondano il cuore degli uomini". Anche Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro), punta l’attenzione a domenica 19 ottobre: quando si celebreranno "due appuntamenti di forte richiamo: la Giornata missionaria mondiale e la chiusura del Sinodo straordinario sulla famiglia. In entrambi i casi siamo chiamati a confrontarci con le ‘periferie’ del nostro tempo". Per Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), "amore, gioia, pace come frutto dello sviluppo integrale di tutti, o non c’è futuro. La dolce e confortante gioia di evangelizzare non è certo mera ventata di ottimismo bensì un grande compito".
Cronaca. Diversi gli spunti dalla cronaca. Una riflessione sull’Italia è quella che offre Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone): "Nessuno vuol dire la verità agli italiani, la quale significa parlare di sacrifici. Si promette un risparmio di 34 miliardi in tre anni con diversi tagli agli sprechi. Ma dove e a chi? Perché ad esempio non si taglia ai grandi quotidiani, che come il Corriere della Sera liquida il suo direttore con 2 milioni e mezzo di euro? Perché non ridurre la pletora delle società comunali per portarle dalle 8.000 attuali a 1.000? È giusto tagliare le tasse, ma prima bisogna essere certi delle nuove entrate e dei risparmi. Non bastano le promesse". Tra i problemi dell’Italia, come evidenzia Luca Sogno, direttore del Corriere Eusebiano (Vercelli), anche la burocrazia: "L’inefficienza della burocrazia italiana non si scopre certo oggi", ammette. "Meno ospedale, più territorio. È questo uno dei principi base della riforma sanitaria appena approvata dalla Regione", ricorda la Vita Cattolica (Udine). Paolo Lomellini, editorialista della Cittadella (Mantova), amaramente constata: "Le cronache (non smentite) della stampa locale sugli ultimi eventi del Consiglio comunale del capoluogo lasciano francamente sbigottiti. L’Amministrazione in carica arriva agli ultimi mesi con il ‘fiatone’: il declino della città pesa molto e a questo si è in grado di contrapporre solo molti rimpasti di giunta e perdita progressiva di pezzi della maggioranza". Sempre a proposito di politica locale, Luigi Losa, direttore del Cittadino (Monza e Brianza), manifesta preoccupazione: "Il paradosso è che a ‘governare’ la Provincia che sarà ma soprattutto Monza e Brianza oggi e domani sia un’area e soprattutto una forza politica che alla stessa Provincia non è che ci abbia mai creduto molto". Anche Mario Barbarisi, direttore del Ponte (Avellino), si occupa della crisi della politica locale: "Dovrebbe esistere un unico modello di città, pur con varie forme di espressione: invece assistiamo ad una città dove prevale la politica degli affari (e gli affari della politica!), una città dei giovani che emigrano in cerca di condizioni migliori e di anziani che guardano con nostalgia al passato remoto, o, infine, ad una città dei bisogni, con tante famiglie in difficoltà, persone che non hanno risorse per le cure mediche e assistenziali, che non riescono ad arrivare alla fine del mese, con gli scarsi sussidi dei quali dispongono!". Adolfo Putignano, direttore dell’Ora del Salento (Lecce), dedica, invece, il suo editoriale al calciatore salentino Graziano Pellè: "Per Antonio Conte e i tifosi italiani è principalmente un autentico bomber, una punta che, sedotta dall’area di rigore e lusingata dai sessantaquattro goal realizzati in Olanda e i quattro segnati nella prima partita in Premier League, è bramosa di cominciare una nuova avventura a ventinove anni". L’Eco del Chisone (Pinerolo) denuncia, dopo alcuni recenti episodi avvenuti anche a scuola, che "il vandalismo minorile è un fenomeno dilagante nel Pinerolese, di fronte a cui si rimane costernati e che ci pone domande a cui è difficile dare una risposta". Per Mario Manini, direttore del mensile La Squilla (Spello), "è giunto il momento di dire a chiare note basta a tutte queste trasmissioni televisive che non fanno altro che implementare questo fenomeno della violenza e non danno alcun messaggio positivo a noi e specialmente alle giovani generazioni, molto fragili e spesse volte vulnerabilissime dal punto di vista psicologico". La Vita Casalese (Casale Monferrato) si occupa dei "giovani intraprendenti, ricchi di idee e vogliosi di sfruttare al meglio l’opportunità a cui hanno avuto accesso" che "sono i vincitori dell’incubatore d’impresa ‘Startup Monferrato’ promosso dal Comune di Casale con il consorzio di formazione ForAl e l’agenzia di sviluppo LaMoRo". Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), avverte: "Un vocabolo che sembrava caduto in disuso, se non nel dimenticatoio, è tornato di moda in questo periodo: è l’ideologismo, un modo per affermare la (presunta) supremazia filosofico-culturale di un’ideologia (di parte)". La Guida (Cuneo) invita a vedere "il mondo come una sinfonia, variegato come l’arcobaleno". Dal locale al mondiale. A proposito dell’epidemia di ebola, Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), osserva: "Questa ennesima epidemia ci ricorda piuttosto quanto il nostro pianeta sia globalizzato e interconnesso". Fosse anche per egoismo, "sarebbe l’ora di comprendere che la nostra sicurezza e alla lunga lo stesso nostro benessere dipendono in discreta misura da quanto avviene in un ‘altrove’ che è a poche ore di aereo da casa nostra".
Attualità ecclesiale. Non manca l’attualità ecclesiale. Su Voci e Volti (Manfredonia-Vieste-S.Giovanni Rotondo) il vescovo, monsignor Michele Castoro, parla scrive a proposito delle nuove linee pastorali: la passione per il Vangelo "può essere accesa e sostenuta nel tempo solo da un incontro costante e sincero con Cristo risorto. Ecco perché ho scelto come icona biblica di queste linee pastorali il racconto dei discepoli di Emmaus da cui ha preso spunto il titolo ‘Non ci ardeva forse il cuore?’". Lo Scudo (Ostuni) ricorda l’ordinazione episcopale di monsignor Giuseppe Satriano, dell’arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, che sarà "pastore della diocesi di RossanoCariati". Il Nuovo Diario Messaggero (Imola) riprende un articolo pubblicato sul Sir, nel quale Francesco Zanotti, presidente nazionale della ha sintetizzato "l’esito della audizione parlamentare della mattina di mercoledì 8 ottobre".