CHIESE ORIENTALI

Per un dialogo di verità e carità

Messaggio finale dell’incontro con 45 vescovi cattolici dell’est Europa. Il rapporto con gli ortodossi. Ucraina e Medio Oriente: invito alla pace

Il ruolo e la missione delle Chiese orientali cattoliche nel cammino ecumenico, la pace in Ucraina e la situazione dei cristiani in Medio Oriente. Sono i temi toccati dal messaggio finale adottato dai 45 vescovi orientali cattolici d’Europa. Il messaggio è stato diffuso dal Ccee al termine del loro incontro annuale che si è svolto quest’anno a Leopoli (Ucraina), in occasione del 25° anniversario della legalizzazione della Chiesa greco-cattolica ucraina, su invito di sua beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyè.

Contributo per il dialogo ecumenico. Nel messaggio, i vescovi dedicano un intero paragrafo al “ruolo e contributo delle Chiese orientali cattoliche al cammino ecumenico”. “Riconfermiamo con maggiore consapevolezza – esordiscono i gerarchi cattolici – il nostro diritto e dovere alla cura pastorale dei nostri fedeli ovunque si trovino come anche il diritto all’annuncio del Vangelo a coloro che non lo conoscono ancora”. Pur senza entrare direttamente nel cuore del problema, il messaggio affronta la questione delicatissima dei rapporti ecumenici con le Chiese ortodosse e lo fanno a pochi giorni da un intervento molto critico che il rappresentante del Patriarcato di Mosca, il metropolita Hilarion, ha fatto a Roma al Sinodo sulla famiglia sul “problema dell’uniatismo, che – ha detto – si è fortemente aggravato in seguito ai recenti eventi in Ucraina”. A Leopoli i vescovi delle Chiese orientali cattoliche si rivolgono alle Chiese ortodosse ed esprimono l’auspicio affinché anche loro possano svolgere “nell’amore e nella verità la missione che Dio ha loro affidato”. E prendersi “cura dei propri fedeli ovunque nel mondo, senza nessun antagonismo e rispettando il diritto alla libertà religiosa”. Nel messaggio, i vescovi affermano che “la divisione della unica Chiesa di Cristo è una anomalia ecclesiologica”. “Siamo convinti – si legge – di essere chiamati a un forte impegno perché l’appello all’unità della Chiesa di Cristo costituisce una delle necessarie, prioritarie e irreversibili dimensioni dell’identità delle Chiese orientali cattoliche, nonostante le difficoltà e le fatiche del cammino ecumenico”. “Le Chiese orientali cattoliche intendono essere attivamente coinvolte nel dialogo di verità e di carità che la Chiesa cattolica svolge con le Chiese ortodosse”.

Pace in Ucraina e in Medio Oriente. Da Leopoli, i vescovi responsabili delle Chiese orientali in Europa hanno lanciato anche due appelli per la pace. Il primo fa riferimento alla “drammatica situazione che vivono i cristiani del Medio Oriente e le altre minoranze religiose ed etniche che soffrono a causa della violenza che imperversa in tutta la regione”. Assicurando ai pastori locali e ai loro fedeli la “vicinanza e solidarietà” delle Chiese in Europa, i vescovi ricordano che “pace e riconciliazione in Medio Oriente non giungeranno se non attraverso un intervento chiaro e deciso della comunità internazionale su tutte le parti coinvolte, volto a promuovere in particolare la libertà religiosa e di coscienza, e un forte investimento nell’educazione per creare nuove generazioni capaci di dialogare tra loro”. Poi l’appello alla riconciliazione si rivolge all’Ucraina. “Esprimiamo a tutto il popolo ucraino preghiera, vicinanza e solidarietà di fronte al perdurare del conflitto militare nell’est del Paese, accompagnato dall’aggressione esterna, che provoca tanta sofferenza, specialmente alla popolazione civile. Invitiamo tutti a imboccare senza indugio la via della pace e della riconciliazione”.

I partecipanti. All’incontro, patrocinato dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), hanno partecipato mons. Thomas Edward Gullickson, nunzio apostolico in Ucraina, mons. Cyril Vasil’, arcivescovo segretario della Congregazione per le Chiese orientali, mons. Mieczyslaw Mokrzycki, arcivescovo latino di Leopoli e don Michel Remery, vice segretario generale del Ccee. Nel corso dell’incontro, i partecipanti hanno visitato l’Università Cattolica Ucraina e hanno ascoltato la testimonianza diretta di alcuni protagonisti della “rivoluzione della dignità” iniziata con gli eventi di Maidan un anno fa. L’incontro 2015 si svolgerà a Praga (Rep. Ceca) dal 4 al 7 giugno su invito di mons. Ladislav Huèko, esarca apostolico per i cattolici di rito bizantino residenti nella Repubblica Ceca.