SPAGNA

Famiglia, scuola di umanità

Congresso “Cattolici e vita pubblica”: i problemi attuali e il valore sociale e politico del nucleo domestico

Tre giorni per analizzare i problemi attuali della famiglia, dal punto di vista sociale, culturale, politico, economico e religioso, ma anche per offrire proposte foriere di speranza, favorendo uno spazio di incontro e riflessione per mettere in luce l’impegno dei cattolici di illuminare ogni aspetto della vita, personale e sociale, alla luce del Vangelo. È stato questo l’obiettivo del sedicesimo Congresso “Cattolici e vita pubblica”, che è stato promosso, nei giorni scorsi, a Madrid dall’Associazione cattolica dei propagandisti e dalla Fondazione universitaria San Paolo Ceu. “La famiglia sempre: sfide e speranza” il tema scelto. In chiusura del Congresso, il presidente della Conferenza episcopale spagnola e arcivescovo di Valladolid, monsignor Ricardo Blázquez, ha evidenziato che “il tema scelto per il Congresso non è solo una ripetizione della dottrina di Papa Benedetto XVI, ma anche un’occasione per riflettere i problemi che colpiscono la famiglia”. Allo stesso tempo, monsignor Blázquez ha manifestato la sua gratitudine per la vocazione al matrimonio e alla famiglia secondo la dottrina cristiana, giacché è in atto un grande tentativo di de-istituzionalizzare il matrimonio.

Non aver paura di difendere i valori. Tanti gli interventi e le tavole rotonde che hanno animato il Congresso. Il nunzio apostolico in Spagna, monsignor Renzo Fratini, ha evidenziato l’urgenza di “comunicare in maniera positiva la bellezza del matrimonio”. L’ex ministro della Giustizia spagnolo, Alberto Ruiz-Gallardón, ha invitato a coltivare “non un nuovo discorso, ma un nuovo pensiero” che sia capace di farla finita con “la superiorità morale” della sinistra nelle questioni relative alla famiglia e alla vita dei nascituri. Perciò ha esortato a superare “la paura dei fatti che contraddicono le teorie politicamente corrette”, non avendo timore di andare contro il cosiddetto “cattivo progressismo”, che nel caso del concepito si traduce nel privilegiare le decisioni della madre a scapito del diritto a vivere del bambino non nato. L’ex ministro dello Sviluppo sociale in Cile, Bruno Baranda, ha posto l’accento sulla grande sfida che ha la famiglia oggi: compiere la sua missione in un mondo di cambiamenti e di crisi; ma “dobbiamo affrontare queste sfide forti di valori e riferimenti e, per questo, è necessaria una solida formazione”. Il politico messicano Rodrigo Iván Cortés ha sottolineato che “la perdita dei legami familiari porta a una rottura dello Stato di diritto”. Questo, a suo giudizio, è ciò che genera l’esistenza dei crimini e della corruzione nell’America centrale. “Viviamo in una società commerciale che pretende di ridurre l’attività umana in guadagno e consumo”. “I bambini e i giovani stanno soffrendo” e questo fatto non può essere scollegato dalla crisi che soffre il concetto di famiglia come risultato della sua equiparazione con altri modelli di convivenza”, ha invece denunciato la presidente di “La manif pour tous”, Ludovine Dutheil de la Rochère.

Le proposte emerse. A conclusione del Congresso, i promotori hanno reso noto un manifesto nel quale si ribadisce che “la famiglia è l’unione e la comunione di un uomo e una donna, impegnati ad accogliere il dono della vita attraverso i figli”, ed “è la principale scuola di umanità nella quale i genitori sono i primi responsabili dell’educazione dei figli”. Al tempo stesso, si denuncia “l’ingerenza dello Stato nell’educazione affettivo-sessuale dei bambini e dei giovani”. Di qui la richiesta di “leggi per la famiglia congruenti alla sua vera identità; politiche sociali di sostegno alle famiglie in difficoltà, per vedovanza, separazione coniugale, disabilità, anzianità o malattia di uno dei suoi membri; una politica del lavoro che permetta alle giovani coppie di affrontare il futuro con sicurezza; leggi che difendano la vita del nascituro dal primo istante del concepimento fino alla morte naturale”. “Di fronte ai gravi problemi che vivono quotidianamente le famiglie, vogliamo manifestare la nostra ammirazione – si legge nel manifesto – per la fedeltà generosa di tante coppie di sposi, che vivono queste prove con forza, dono, fede e amore. Così come per la testimonianza di unione e mutuo aiuto che offrono ogni giorno nonni, fratelli, zii, cugini, e tutta la famiglia”.