CHIESE IN BREVE

Danimarca, Spagna

Danimarca: la Chiesa cattolica si ristruttura
Una nuova struttura delle parrocchie per “un migliore utilizzo delle risorse disponibili nelle diocesi”: è quello a cui si sta lavorando in Danimarca, sul cui territorio si estende l’unica diocesi con 41mila cattolici, 69 sacerdoti e 145 suore, 22 scuole, 45 parrocchie. I nuovi confini parrocchiali vedranno nascere 27 unità pastorali che garantiranno alla Chiesa di “poter continuare a essere evangelizzatrice e adempiere ai suoi compiti pastorali”, ha spiegato il vicario generale Niels Engelbrecht, presentando nei giorni scorsi al consiglio pastorale il progetto di ristrutturazione che dovrà arrivare alla sua forma definitiva entro il marzo 2015. Nelle prossime settimane tutte le comunità riceveranno la presentazione dettagliata del progetto su cui saranno invitati a discutere per verificare le ripercussioni che esso avrà e per presentare proposte di modifica. Altro compito da affrontare è ridurre il deficit di bilancio della Fondazione Ansgar, che si occupa della gestione amministrativa della diocesi: le proposte di risparmio vanno dalla vendita di chiese e locali parrocchiali, scuole, case di vacanza estive, al taglio di costi per l’amministrazione diocesana con riduzione del personale, alla riduzione delle sovvenzioni alle attività (giovanili e non solo), al cambio della residenza episcopale, rispetto a cui il vescovo Czeslaw Kozon si è detto disponibile.

Spagna/1: edifici sacri, norme per usi extraliturgici
I vescovi del Sud della Spagna hanno pubblicato il documento “Usi extra liturgici delle chiese dedicate al culto”. Si tratta di un quadro normativo comune per le diocesi delle province ecclesiastiche di Granada e Sevilla, che disciplina le richieste di autorizzazione a organizzare eventi culturali, accademici, istituzionali e letterari nelle chiese dedicate al culto. Nel documento si stabiliscono anche norme specifiche per la registrazione e la realizzazione di film. Nello stabilire le norme, i presuli hanno tenuto in conto le norme generali della Santa Sede, le norme diocesane attualmente vigenti, i diversi accordi di collaborazione siglati con amministrazioni pubbliche. In questo modo si vuole offrire un aiuto per comprendere la idoneità o meno dell’evento che si vorrebbe organizzare in un luogo sacro, la cui autorizzazione compete al vescovo diocesano. Si offrono anche linee guida chiare per il miglior sviluppo degli atti, rendendo compatibile la realizzazione di queste attività con la salvaguardia del carattere religioso e liturgico delle chiese. Come ricordano i vescovi nel documento, il codice di diritto canonico stabilisce che una chiesa è “un edificio sacro destinato al culto divino, ove i fedeli abbiano il diritto di entrare per esercitare soprattutto pubblicamente tale culto”. A proposito della relazione tra Chiesa e arte, i vescovi evidenziano che sempre “è esistita un’alleanza feconda tra il Vangelo e gli artisti, una storia di amicizia tra la Chiesa e l’arte, che si è concretizzata in una serie ampia di realizzazioni, orgoglio della storia dell’arte e della cultura e che, a volte, sono pagine meravigliose di teologia e catechesi”. Le chiese, dicono i presuli, sono “gli edifici più rappresentativi delle nostre città e popoli, l’immagine che li identifica”. Per questi motivi, sono richiesti frequentemente da istituzioni ed enti per celebrare atti di diverso tipo. Tuttavia, i vescovi fanno presente che le chiese non posso essere considerate spazi disponibili per qualsiasi tipo di riunione e attività.

Spagna/2: manifestazione “Ogni vita è importante”
È tutto pronto per la manifestazione che si terrà sabato 22 novembre, a Madrid, contro la scelta del Governo spagnolo di ritirare la riforma della “legge dell’aborto” e a difesa della vita, della donna e della maternità, intitolata “Ogni vita è importante”. I promotori – oltre 40 associazioni civili, che rappresentano quattro milioni di famiglie – auspicano che partecipino centinaia di migliaia di spagnoli. “Sarà una delle più grandi mobilitazione della storia della democrazia spagnola”, assicurano. Sul sito web della manifestazione, www.cadavidaimporta.es, si può consultare l’elenco delle 140 adesioni ricevute da parte di associazioni nazionali e internazionali, provenienti da oltre 27 Paesi di quattro continenti. I promotori di “Ogni vita è importante” hanno anche lanciato un’applicazione per telefoni mobili e tablet, disponibile in Ios e Android. Attraverso l’app “Cada Vida Importa” e il sito si possono fare donazioni, ci si può offrire come volontari, si possono chiedere informazioni. Inoltre, l’app offre, in tempo reale, notizie e immagini dell’evento. È previsto l’arrivo di oltre 500 autobus da tutta la Spagna. Per la manifestazione è stato anche creato un inno alla vita, alla donna e alla maternità, intitolato “Io sono qui”. Gli enti promotori dell’iniziativa hanno anche presentato un manifesto nel quale spiegano le loro ragioni: “Il Governo del Partito popolare non ha intenzione di continuare con la modifica della legislazione attuale per quanto riguarda l’aborto, mantenendo così la legalizzazione e il riconoscimento del diritto all’aborto. Con la manifestazione di sabato si vuole chiedere al Governo di mantenere “la promessa elettorale di cambiare la legge dell’aborto e varare una legge per tutelare la maternità”.