CONSIGLIO D'EUROPA

Per e con i bambini

L’anniversario della Convenzione dei diritti del fanciullo occasione per fare il punto a livello continentale. Fra luci e ombre

Il 25° anniversario della Convenzione sui diritti del fanciullo (Crc), adottata il 20 novembre 1989 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e ratificata dai 47 Stati membri del Consiglio d’Europa, ha costituito l’occasione per rilanciare l’attenzione e l’impegno dell’organismo di Strasburgo per la promozione e la tutela dei diritti dei minori. Ancora oggi, ha affermato Nils Muiznieks, commissario per i diritti umani del CdE, in occasione della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ricorsa sempre il 20 novembre, la Convenzione “rimane il testo internazionale più importante per la tutela dei diritti dei minori nel mondo”. “Sin dalla sua adozione – ha spiegato Muiznieks – sono stati compiuti progressi significativi negli Stati membri del Consiglio d’Europa”; tuttavia alcuni Paesi sembrano ancora “ignorare i propri obblighi in materia di diritti dell’infanzia”.

Un’Europa a misura di bambino. “Il Consiglio d’Europa sta lavorando intensamente per garantire che i governi rispettino i diritti dei minori in conformità con gli standard delle Nazioni Unite e suoi”, sostiene in un’intervista sul canale Youtube del CdE Regina Jensdottir, coordinatrice della Divisone diritti dei minori CdE che ha elaborato al riguardo una Strategia e collabora con governi e Ong per porre fine a ogni forma di violenza, abuso e sfruttamento dei bambini. La Convenzione Onu, spiega, “spina dorsale del nostro lavoro a favore dei diritti dei minori”, è stata la fonte ispiratrice di tutte le azioni e i progetti dell’organismo, e ha contribuito a “dare forma all’agenda CdE in materia”. Jensdottir richiama quindi la Convenzione di Lanzarote sulla protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, firmata il 25 ottobre 2007, ratificata da 34 Paesi CdE e firmata dai rimanenti 13, e sottolinea fra le priorità dell’organismo l’eliminazione di ogni forma di violenza – sessuale, sfruttamento, punizioni corporali – e la promozione di servizi e sistemi idonei ai minori, garantendone i diritti in situazioni vulnerabili e favorendone la partecipazione. Tra le iniziative del CdE i cortometraggi “The Lake” per aiutare i minori vittime di abusi all’interno della propria famiglia a rompere la cortina di silenzio, e “Beat bullying” per contrastare il fenomeno del bullismo scolastico. Per la coordinatrice della Divisone diritti dei minori è inoltre importante che gli Stati attuino una giustizia a misura di minore prima, durante e dopo i procedimenti giudiziari, come indicato dalle Linee guida adottate dal Comitato dei ministri il 17 novembre 2010 nell’ambito del Programma del Consiglio d’Europa “Costruire un’Europa per e con i bambini”. Occorre al tempo stesso ascoltare i punti di vista di bambini e adolescenti incentivandone la partecipazione e il coinvolgimento nelle decisioni che li riguardano. Deciso il no dell’esperta alle punizioni corporali, ad oggi non più ammesse come strumento disciplinare solo in 25 Paesi CdE. A breve il Consiglio d’Europa inizierà a preparare la nuova Strategia 2016- 2019 per i diritti dei minori. Tra le principali sfide il diritto a un accesso paritario e sicuro a Internet.

I rischi della rete. A questo riguardo, sui rischi dell’utilizzo della rete ha messo in guardia, alla vigilia della Giornata, anche Stella Kyriakides, rapporteure generale per i minori dell’Assemblea parlamentare (Apce), sottolineandone le “opportunità straordinarie” nei processi di apprendimento e di sviluppo ma pure gli “insidiosi pericoli”. “È importante – il suo monito – rimanere vigili in modo da garantire che i bambini non siano esposti a informazioni potenzialmente nocive per loro, o agli assalti virtuali o reali di chi abusa dell’anonimato offerto da queste tecnologie”. Diritto di ogni minore è dunque anche quello di essere protetto dai sexual abusers on line che riescono ad avere un accesso diretto a bambini e adolescenti tramite chat, blog e social media. “La violenza sessuale – spiega Kyriakides – comprende anche la realizzazione, la pubblicazione, l’accesso e il download di immagini di minori sessualmente esplicite”. Ugualmente nocivi i materiali pornografici online che, facilmente accessibili, “espongono i bambini a un gran numero di contenuti non appropriati alla loro età alterando la loro percezione della sessualità”. I minori, conclude, “non sono piccoli adulti, hanno bisogno di essere riconosciuti come portatori di propri diritti, di essere protetti e di stare bene qui e ora”.