SPAGNA

I vescovi: ricostruire la speranza

Nota pastorale della Conferenza episcopale sulla realtà sociale. “Prendersi cura dei deboli”. “Una chiamata alla solidarietà”

I vescovi spagnoli, riuniti nei giorni scorsi a Madrid in Assemblea plenaria, hanno approvato una Nota pastorale sulla realtà sociale della Spagna, nella quale inviano “un messaggio di incoraggiamento e vicinanza, in questi momenti complessi che generano in non poche persone inquietudine e anche disperazione, specialmente tra le persone più colpite dalla crisi economica”. “Una chiamata alla solidarietà e alla speranza” è il titolo della Nota.

Un popolo in sofferenza. “Conosciamo di prima mano la sofferenza di molte persone nella nostra società e anche le risposte di solidarietà di migliaia e migliaia di volontari delle nostre diocesi, parrocchie e comunità, che servono in molte istituzioni della Chiesa, in particolare la Caritas, aiutando e prendendosi cura dei più deboli della società”, scrivono i presuli. “Sono uomini e donne, anziani e bambini, giovani e adulti, con nomi e volti concreti, vittime di situazioni di povertà reale, di esclusione sociale, del dramma dell’immigrazione, della precarietà lavorativa e della piaga della disoccupazione, soprattutto giovanile, insieme ad altre carenze non solo materiali, ma anche affettive e spirituali”. Persone alle quali “non è arrivato – nonostante l’inizio di una ripresa economica – il sollievo necessario che riduca la sempre più estesa fascia di disuguaglianza, così come il contributo etico che neutralizzi o che renda impossibile i comportamenti perversi che aggravano questa sofferenza”. A queste persone i vescovi offrono la loro “maggiore vicinanza e solidarietà”.

Rinnovamento morale. “Il divenire della crisi economica e le sue cause, le fallite previsioni e insufficienti risposte, gli errori commessi nella gestione politica ed economica e le loro conseguenze, rendono – affermano i vescovi spagnoli – ancora più significative le parole di Papa Francesco” che nella sua enciclica “Evangelii Gaudium” afferma che “la crescita nell’equità esige qualcosa in più di una crescita economica, perché presuppone decisioni, programmi, meccanismi e processi orientati a una distribuzione delle risorse che creino lavoro e a una promozione integrale dei poveri che superi l’assistenzialismo”. Allora, sostengono i presuli, “insieme a efficaci politiche di concertazione sociale e sviluppo sostenibile, abbiamo bisogno di un vero rinnovamento morale a livello personale e sociale e, con esso, il recupero di una maggiore considerazione per il bene comune, che sia vero sostegno per la solidarietà verso i più poveri e favorisca l’autentica coesione sociale di cui tanto abbiamo bisogno”. La rigenerazione morale, chiariscono i vescovi, “nasce dalle virtù morali e sociali, e per un cristiano viene a essere rafforzata dalla fede in Dio e dalla visione trascendente della vita, che comporta un impegno sociale irrinunciabile nell’amore per il prossimo, vero segno distintivo dei discepoli Cristo”. Riprendendo le parole del presidente della Conferenza episcopale spagnola, monsignor Ricardo Blázquez, nella prolusione che ha aperto l’Assemblea, i vescovi sottolineano: “Senza una condotta morale, senza onestà, senza rispetto per gli altri, senza servizio al bene comune, senza solidarietà verso i più bisognosi, la nostra società si degrada”. Per i presuli, “la vita democratica, che nella pace e nella libertà sin dalla transizione politica vive il popolo spagnolo, sarà rinforzata dal rispetto dei diritti che nascono della dignità della persona. L’esemplarità dei responsabili politici, sociali, economici ed ecclesiali costituirà sempre un elemento imprescindibile per ottenere una società civile giusta e una vera comunità ecclesiale”.

Sostegno alla famiglia. I vescovi invitano anche a rivalutare e rafforzare l’istituzione familiare, “scuola di umanità e nucleo della società”. “L’unità e amore degli sposi, l’apertura alla vita e la sua difesa irrinunciabile dal concepimento alla fine naturale, l’educazione e l’amore per i figli, l’affetto e il rispetto per gli anziani saranno sempre una delle maggiori garanzie per una società giusta e per la convivenza pacifica e libera dei cittadini”. Per i presuli spagnoli, “a generare questo clima sociale di speranza, che contribuisca al bene comune integrale della nostra società, vuole aiutare la Chiesa attraverso l’azione evangelizzatrice dei suoi pastori e fedeli e attraverso le sue numerose istituzioni sociali, educative e caritative, che mostrano agli altri il volto di una Chiesa a servizio del nostro popolo, soprattutto i più poveri e svantaggiati”.