L'OPINIONE DEL TERRITORIO

Il Papa a Strasburgo” “Le prime pagine” “dei giornali diocesani

I settimanali cattolici, in uscita in questi giorni, parlano della visita del Papa al Parlamento europeo. “Il Pontefice ha ripercorso tutti i nodi critici della nostra società – rilevano le testate Fisc -, con sguardo come sempre aperto alla speranza e ricco di fiducia nella capacità del nostro continente di invertire la rotta del declino”

"Ridare speranza". I giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), in uscita in questi giorni, sintetizzano così la mission di Papa Francesco in visita al Parlamento europeo, a Strasburgo. "Il Pontefice ha ripercorso tutti i nodi critici della nostra società – rilevano le testate Fisc -, con sguardo come sempre aperto alla speranza e ricco di fiducia nella capacità del nostro continente di invertire la rotta del declino. E ha auspicato un dialogo sincero tra la Chiesa e le istituzioni europee". Tra gli altri argomenti affrontati dai settimanali: la situazione politica in Italia, cronaca e vita delle diocesi. Proponiamo una rassegna degli editoriali giunti ad oggi in redazione.

Il Papa a Strasburgo. "Una giornata storica, segnata da parole impegnative ed esigenti". Così i settimanali della Fisc definiscono la doppia visita di Papa Francesco al Parlamento europeo e al Consiglio d’Europa, martedì 25 novembre. Elio Bromuri, direttore della Voce (Umbria) fa notare: "Tutti i membri del Parlamento europeo in piedi hanno applaudito Papa Francesco al termine del suo discorso. Tre minuti per un applauso sono una misura alta di condivisione, apprezzamento e capaci di suscitare commozione". "Anche in Europa Francesco è entrato nei media da esperto protagonista ed è stato accolto quale eccezionale modello di comunicatore che usa i codici fondamentali di un linguaggio che coinvolge, producendo convergenza tra emittente e ascoltatore mediante un eccezionale stile caratterizzato da chiara semplicità, esplicita immediatezza, estrema essenzialità, coinvolgente efficacia, superamento d’impigrite chiusure, continua attenzione verso ogni periferia della dignità umana.", sottolinea Adolfo Putignano, direttore dell’Ora del Salento (Lecce). "Ridare dignità al lavoro. Papa Francesco ha riaffermato un concetto che gli sta molto caro, intervenendo martedì 25 novembre al Parlamento europeo di Strasburgo. ‘Quale dignità potrà mai trovare una persona che non ha il cibo o il minimo essenziale per vivere e, peggio ancora, il lavoro che lo unge di dignità?’. L’interrogativo posto dal Pontefice è di stringente attualità", dichiara Alessandro Repossi, direttore del Ticino (Pavia). L’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri) riprende un editoriale di Gianni Borsa, pubblicato dal Sir: "Quello del Pontefice è un discorso ‘laico’, ma ispirato a valori alti, ‘al trascendente’. Lo ripeterà anche ai giornalisti sul volo di ritorno: ‘Queste parole le troviamo nel Vangelo e nella dottrina sociale della Chiesa’. Cita anche la lettera ‘A Diogneto’, testo anonimo del secondo secolo, che afferma: ‘I cristiani rappresentano nel mondo ciò che l’anima è nel corpo’. Si tratta di un richiamo, senza equivoci, alle responsabilità dei credenti verso la ‘polis’: l’Europa ha bisogno del protagonismo dei cristiani all’interno di corrette dinamiche democratiche". Luca Rolandi, direttore della Voce del Popolo (Torino), sottolinea che "il Papa non si è fermato agli annunci, ha invitato il Parlamento e coloro che hanno il compito di governare, legiferare e giudicare di promuovere ed allargare i diritti individuali inviolabili come segno di emancipazione senza cadere nella deriva dell’ideologia individualistica. L’Europa deve riprendere in mano il suo destino. Gli oltre 500 milioni di cittadini non si riconoscono più in istituzioni che non decidono e allargano a dismisura la distanza, tra rappresentanti e rappresentati". Papa Francesco, ricorda Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), ha parlato di "un’Europa nonna, senza essere stata madre. Questo, mi pare, è il punto cruciale di un’analisi che senza cadere nei tecnicismi ha toccato in mezz’ora i nodi più acutamente drammatici della società contemporanea: la solitudine degli anziani, lo svilimento del lavoro, lo strapotere della finanza, lo spreco di cibo, l’impoverimento di ampie fasce sociali, la mancanza di prospettive per troppi giovani, i diritti umani calpestati nei fatti da un sistema economico e politico che ha perso la bussola". La visita di Papa Francesco al Parlamento di Strasburgo "è stata una ventata di speranza e di incoraggiamento e al tempo stesso un richiamo forte per un recupero di valori e di prospettive contro le tentazioni di chiusure ed egoismi", sostiene Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia). Per il Corriere Eusebiano (Vercelli), "il passaggio centrale dell’intervento di Papa Francesco davanti al Parlamento europeo" è questo: "L’Europa faccia tesoro delle proprie radici cristiane e rilanci un progetto di unione basato sull’uomo". Secondo la Guida (Cuneo), quanto detto dal Papa è stato "un’orazione certamente di ispirazione pastorale, ma anche con una forte valenza politica".

Situazione politica. Le elezioni regionali in Emilia Romagna, con il forte astensionismo che si è registrato, manifestano la disaffezione degli italiani verso la politica, come notano i settimanali Fisc. Per Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), "una cosa è certa: è crollata in molti italiani la fiducia nei partiti, in un certo modo di fare politica. In un’Italia in cui molti, troppi cittadini sono costretti a tirare la cinghia per andare avanti, abbiamo visto uomini politici interessati a garantirsi come prima, senza alcuna rinuncia, i propri interessi". "A leggere il risultato delle elezioni regionali di domenica 23 viene spontaneo esclamare: fine corsa! La sopportazione degli elettori è giunta al termine. Diciamo pure che la complicità della crisi economica è stata importante. Ma quello che esce dalle urne di questo turno è il ‘fine corsa’ di un modo complessivo di fare politica che ci trasciniamo da tempo e le cui colpe ricadono su tutte le rappresentanze, partiti o movimenti che siano: troppo rissose e inconcludenti". Lo scrivono i direttori dei settimanali diocesani dell’Emilia-Romagna. La questione non tocca solo l’Emilia Romagna. "Tanti si riempiono la bocca di grandi riforme, annunciandole in pompa magna ai quattro venti. Pochi, quasi nessuno, si esercita nell’umile e paziente lavoro si semplificare e rendere più trasparente (pezzetto dopo pezzetto, giorno dopo giorno) le nostre ipertrofiche e mostruose burocrazie politiche, amministrative e giuridiche", denuncia Paolo Lomellini, editorialista della Cittadella (Mantova). Ma, si chiede Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), "i diritti acquisiti sono un tabù? Per molti, sì; per altri, vanno ridimensionati. Di fatto costituiscono un argomento di vasta discussione poiché in una democrazia non si dovrebbe in nessun modo temere di compiere dei passi e delle scelte in direzione diversa da itinerari e decisioni precedenti". "La crisi non è soltanto economica e finanziaria", ma "è ben più complessa. Da noi essa affonda le sue radici in handicap storici: in politiche dalla finanza allegra dei decenni scorsi mirate a conservare il consenso, in problemi non risolti in oltre un secolo nelle regioni del Sud, nella denatalità strisciante che induce molti a tirare i remi in barca, nel catastrofismo usato come arma politica per lottare contro gli avversari alla conquista del potere, nella mediocre gestione della cosa pubblica", denuncia la Fedeltà (Fossano). Per superare la crisi Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia) indica la strada: "Per rigenerare una società più coesa e solidale, in grado di affrontare e provare a dare sbocco ai problemi, al disagio e ai drammi di questo tempo, occorre ridare nerbo e sostegno alla sua componente basilare", la famiglia. Il problema è che si vive "tutti contro tutti", rileva Giovanni Tonelli, direttore del Ponte (Rimini): "Gli ‘urlatori’ del ‘tanto rubano tutti’ aumentano, come aumenta il partito dei ‘chissenefrega’. La politica annaspa. Non è, per caso, che potremmo fermarci un attimo e dire ‘perché invece di infilarci tutti nel burrone, non ci diamo una mano e proviamo a tirare su chi è già aggrappato oltre il ciglio?’".

Cronaca. Diversi gli spunti dalla cronaca. Sulla sentenza riguardante l’eternit si pronuncia, dalle pagine della Vita Casalese (Casale Monferrato), il vescovo, monsignor Alceste Catella: "Sono con voi, o carissimi; sono addolorato, deluso, frustrato, indignato. Nei giorni delle sentenze avevamo rinnovato la nostra fiducia nella giustizia, ora veniamo a sapere – noi poveri ingenui – che il diritto non ha nulla a che fare con la giustizia!". Commenta una battuta del sindaco di Pesaro sul divorzio breve Roberto Mazzoli, direttore del Nuovo Amico (Pesaro-Fano-Urbino): "Il matrimonio è materia troppo grave e il ‘divorzio lampo’ è piuttosto un segno di ‘mala tempora’ che non affascina nessuno". Gli adolescenti di oggi hanno tanti problemi, come fa notare Pietro Pompei, direttore dell’Ancora (San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto): "Questo fuggire negli stupefacenti o nell’alcol da parte di tanti adolescenti che poi si scatenano in azioni vergognose, potrebbe avere una spiegazione: forse c’è qualcosa che manca nella nostra città, un vuoto che determina una sofferenza". La Valsusa (Susa) torna sulla questione dell’ospedale: "Se davvero tolgono anche la chirurgia e l’ortopedia, che ci sta a fare un ospedale a Susa?", è la domanda. A proposito dell’operazione social housing per la realizzazione di dieci piccole unità abitative in un edificio della Società di mutuo soccorso, Pier Giovanni Trossero, direttore dell’Eco del Chisone (Pinerolo), osserva: "È sacrosanto intervenire a favore di chi è in difficoltà; per nulla giustificabile però è gettare tre o quattrocentomila euro al vento". Per Giorgio Zucchelli, direttore del Nuovo Torrazzo (Crema), "il dissesto idrogeologico del Paese è grave. Frutto di politiche dissennate e disinteresse irresponsabile. E Papa Francesco alla Fao cita la frase di un vecchio saggio: ‘Dio perdona sempre, gli uomini perdonano a volte, la Terra non perdona mai’. E ha ragione: è sotto gli occhi di tutti". Altra questione è affrontata da Mario Barbarisi, direttore del Ponte (Avellino): "Lo smaltimento dei rifiuti costituisce una grande occasione, una valida opportunità per rilanciare l’economia delle città e dei nostri paesi. Se all’estero guadagnano con la lavorazione dei nostri scarti perché allora non lo facciamo anche noi?". Di fronte alle difficoltà, afferma Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro), c’è "chi non maledice la crisi ma coglie in essa possibilità di rinascita. Sono persone comuni che investono tempo ed energie per creare, là dove sono, legami e dialogo, che non maledicono il buio della notte ma accendono un cerino per illuminarla". Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-Sanseverino Marche) racconta la storia di Beatrice Niciarelli, giovane di 31 anni che si è scoperta ammalata di tumore: "Qui entra in ballo la scelta se affrontare la malattia con dignità o arrendersi prima ancora che il male arrivi alla conclusione cercando eutanasia con l’illusione della buona morte o addirittura il suicidio assistito. La persona coraggiosa allora scopre che nella malattia c’è vita, una vita nuova per molti aspetti, ma una vita intensa". Marino Cesaroni, direttore di Presenza (Ancona-Osimo) scrive un’ideale lettera a Umberto Veronesi, che ha dichiarato che il cancro è la prova che Dio non esiste: Io non la penso come lei. Tutto ciò che mi circonda che mi viene naturale chiamare ‘creato’ mi apre le porte per continuare a credere che Dio esiste". Di un fatto di cronaca che ha destato molto scalpore scrive Pierluigi Sini, direttore della Voce del Logudoro (Ozieri): "Dolore e sgomento. Sono questi i sentimenti che in tanti hanno provato dopo la morte della bambina trovata in un anonimo cassonetto nella città siciliana di Palermo". A Livorno ci sono tante famiglie che "ogni giorno si trovano a fare i conti con un figlio che ha bisogni speciali e con una società che tende a scartare chi presenta difficoltà gravi di relazione", ricorda Nicola Sangiacomo, vice direttore della Settimana (Livorno).

Attualità ecclesiale. Non manca l’attualità ecclesiale. Il Nuovo Amico del Popolo (Chieti-Vasto) prende spunto dall’Avvento: "Facciamo di questo nuovo Avvento, che il Signore ci dona, una palestra del desiderio: non ascoltiamo chi ci invita a diffidare di questa angoscia radicale che ci portiamo dentro, non fidiamoci di chi ci suggerisce di mettere a tacere questa santa inquietudine che ci abita". L’Avvento, afferma Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), è tempo di attesa, "eppure c’è chi non aspetta nulla o nessuno. C’è chi si è fatto vincere dalla rassegnazione, se non dalla disperazione. È uno dei prezzi di questo tempo, in cui aumentano le solitudini, i risentimenti, e in cui, in alcune circostanze, gli egoismi sembrano prevalere. L’attesa allora ci chiama a un’apertura gratuita agli altri, a chi ci sta accanto, innanzitutto, e di cui magari non comprendiamo fino in fondo le attese". In Avvento, riflette la Voce Alessandrina (Alessandria), c’è "un invito potente a scuoterci dall’indifferenza e dal torpore che ci fanno leggere la nostra esistenza come susseguirsi mai diverso di giorni". Il 30 novembre inizia l’Anno dedicato alla Vita consacrata. Vittorio Croce, direttore della Gazzetta d’Asti (Asti), chiarisce: "Scopo dell’Anno della Vita consacrata è esattamente quello di mettere in evidenza il significato e l’importanza della ‘vita religiosa’, cioè della scelta di consacrazione speciale a Dio e alla chiesa con i voti di castità, povertà e obbedienza". Una riflessione sul Regno viene offerta da Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia): "Il disegno di Dio si riassume pienamente nella realizzazione del Regno, che vuol dire della signoria di Dio su tutto e su tutti, il compimento del grande desiderio di Gesù. Se Gesù è l’araldo del Regno, altrettanto deve essere la sua chiesa: chiesa del Regno, che di questo annuncia la presenza e ne costituisce l’inizio nel mistero. La chiesa non c’è per se stessa, per contemplare narcisisticamente allo specchio la sua bellezza: essa è semplicemente per il Regno". Il Popolo (Tortona) vuol ringraziare il vescovo Martino Canessa per il tempo speso come pastore della diocesi: "Domenica 30 novembre alle ore 16 in cattedrale, con una solenne concelebrazione eucaristica, la Chiesa di San Marziano ringrazierà il Signore e monsignor Martino per il fecondo cammino di questi diciotto anni". Il Seminario minore di Molfetta al centro dell’editoriale di Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi): "Fare memoria del III centenario di istituzione canonica del nostro Seminario, pertanto, non riguarda esclusivamente il Seminario, ma è una lieta ricorrenza e motivo di grande gioia per tutta la nostra Chiesa diocesana!". Cambio di guardia al Cittadino (Monza e Brianza): il nuovo direttore, Martino Cervo, evidenzia che "l’ambizione di questa nuova avventura è che il Cittadino sia, assieme al sito, alla tv e ai social network, una costante provocazione alla vita comune di monzesi e brianzoli".