CHIESE IN BREVE

Svizzera, Portogallo

Svizzera/1: Papa Francesco incontra i vescovi elvetici
“Avete la grande e bella responsabilità di mantenere viva la fede sulla vostra terra”. Così Papa Francesco ai membri della Conferenza episcopale svizzera e agli abati dei monasteri elvetici, ricevuti il 1° dicembre in udienza in occasione della visita ad limina. Dopo avere ringraziato il presidente dei vescovi, monsignor Markus Büchel, per le parole rivoltegli, il Pontefice ha parlato della Svizzera come di “un Paese di pace e di convivenza culturale e religiosa”, sede di importanti istituzioni internazionali. Anche chi è lontano dalla Chiesa, ha notato il Papa, “riconosce a cattolici e protestanti un ruolo positivo in ambito sociale: il loro impegno caritativo porta ai poveri ed esclusi un riflesso della tenerezza del Padre”. Nel richiamare il Grande Giubileo dell’abbazia di Saint-Maurice che si celebrerà l’anno prossimo, Francesco ha spiegato: “Si tratta di una testimonianza impressionante di 1.500 anni di vita religiosa, senza interruzioni, un evento eccezionale in tutta Europa”. Di qui il monito a mantenere viva la fede “in Cristo risorto”. “La missione a voi affidata – ha aggiunto – è pascere il gregge, camminando secondo le circostanze davanti, al centro o dietro”. “Il popolo di Dio non può esistere senza i suoi pastori, vescovi e sacerdoti; il Signore ha donato alla Chiesa il dono della successione apostolica nel servizio dell’unità della fede e della sua trasmissione completa”. Un dono prezioso, “con la collegialità che ne deriva – parola del Papa – se sappiamo renderlo efficace, valorizzarlo per sostenerci gli uni gli altri, per vivere e condurre coloro che il Signore ci manda verso l’incontro con Colui che è ‘via, verità e vita’”. Così, ha assicurato, soprattutto i giovani troveranno “motivi per credere e sperare”. Dal Pontefice l’incoraggiamento “a proseguire gli sforzi per la formazione dei seminaristi”, sfida “per il futuro della Chiesa”. Servono sacerdoti con “solida conoscenza di tradizione e magistero” ma anche “conformati” a Cristo. “Nella vita fraterna troveranno un sostegno efficace contro la tentazione del ripiegarsi su se stessi o di una vita virtuale, e un antidoto permanente alla solitudine a volte pesante”. La Chiesa, ha concluso il Santo Padre, “viene dalla Pentecoste”. Di qui l’invito a uscire e a “predicare il Vangelo a tutti”. “Occorre proclamare la Buona novella – il suo monito -, non piegarsi alle fantasie degli uomini. Molte volte ci stanchiamo di rispondere, senza renderci conto che i nostri interlocutori non cercano risposte. Dobbiamo annunciare, anticipare, porre domande”.

Svizzera/2: Caritas, servono politiche di lotta alla povertà
Lo studio annuale della Caritas Svizzera si sofferma quest’anno a descrivere il legame tra povertà e abitazione, rilevato attraverso un’inchiesta condotta in tutti i cantoni. Presentato a Berna il 25 novembre, lo studio parla di “590mila persone toccate dalla povertà in Svizzera e più di un milione a rischio”. Molti di loro lo sono “a causa di canoni di affitto troppo elevati”. Oltre ai costi, c’è anche il problema di “alloggi inadeguati”, che a volte danno “origine a problemi di salute o tensioni familiari”, ponendo quindi limiti “alla quotidianità e impedendo la partecipazione alla vita sociale”. Dalla Caritas anche una denuncia di politiche municipali che negli ultimi mesi “hanno volutamente eliminato gli alloggi a basso tasso di locazione per allontanare le persone toccate dalla povertà”. Il problema evidenziato dalla Caritas è la mancanza di consapevolezza del legame esistente tra alloggio e povertà, preso in considerazione dalle strategie politiche di lotta alla povertà solo nel cantone di Basilea città. Di qui la richiesta: promuovere politiche di lotta alla povertà che mettano a disposizione un numero adeguato di alloggi dignitosi accessibili a persone in povertà.

Portogallo: il Patriarca invoca casa e lavoro per tutti
In occasione dell’omelia pronunciata per l’ordinazione episcopale di mons. João Marcos, nominato vescovo coadiutore della città di Beja, il Patriarca di Lisbona ha affermato che “il Regno da costruire deve includere per tutti la garanzia della terra, della casa e del lavoro, quali inderogabili urgenze”. “Una terra destinata a ognuno, una casa che accolga ogni famiglia, un lavoro ugualmente garantito: ecco il modo di riconoscere nella pratica ciò che è confessato mediante la fede, perché la dignità di ogni uomo è già divina”, ha spiegato mons. Manuel Clemente. Ricordando il messaggio di Papa Francesco diretto ai Movimenti popolari di tutto il mondo nell’incontro tenutosi in Vaticano il 28 ottobre scorso, il Patriarca ha aggiunto che “non esiste povertà maggiore di quella che non permette di guadagnare da vivere e toglie la dignità del lavoro: non è possibile privare un lavoratore della propria occupazione per supposte ragioni economiche”. A sua volta, mons. Marcos (65 anni), ex direttore spirituale del seminario dos Olivais e del seminario Redemtoris Mater, scegliendo come proprio lemma episcopale “Il mio giogo è soave”, ha chiesto ai sacerdoti e ai seminaristi presenti di assisterlo nell’importante ministero: “Pregate per me, rimanete fermi nella fede nel Signore, amatelo generosamente, servitelo con gioia”.