CHIESE IN BREVE

Austria, Spagna, Svizzera

Austria: Chiesa trasparente. Bilancio, abiure, nuove adesioni
Una radiografia della Chiesa in Austria: è quanto emerge dallo studio annuale sui dati statistici ecclesiali, riferiti al 2013, e presentati nei giorni scorsi a Vienna. Il bilancio complessivo delle diocesi cattoliche del Paese è stato di 546 milioni e 600mila euro. La maggior parte dell’ammontare deriva – come accade in Germania – dal contributo dell’imposta ecclesiale sul reddito di coloro che si dichiarano appartenenti a una determinata confessione religiosa cristiana: per il 2013 ha toccato i 427 milioni di euro (circa il 78 per cento del bilancio totale). L’imposta ecclesiale rimane la spina dorsale delle finanze della chiesa e copre tutte le spese pastorali, amministrative, sociali e di gestione dei luoghi di culto. È quindi molto sentito il problema delle abiure che privano la Chiesa di importanti percentuali di reddito. Le statistiche pastorali e sociali mostrano un andamento differenziato tra le diocesi, con dati questi già al 2014. Linz, Innsbruck, Feldkirch hanno sperimentato un calo di fedeli per un aumento delle abiure, mentre in altre, come la diocesi di Graz, in Stiria, 1.371 persone hanno deciso nel 2014 di rientrare nella Chiesa cattolica. Nel complesso il confronto pluriennale dei dati delle singole diocesi mostra che l’onda significativa di abiure si ebbe nel 2010, causata dalla reazione allo scandalo degli abusi sui minori da parte di ecclesiastici. I dati mostrano anche un calo per battesimi, comunioni e cresime ma ciò anche in considerazione dei fattori demografici, mentre sono in aumento catecumeni e aspiranti al diaconato e al ministero straordinario dell’eucaristia.

Spagna: mostra itinerante sui diritti negati ai bambini
“Sognando un futuro” è il titolo di una mostra organizzata dalla ong cattolica spagnola Manos Unidas, in collaborazione con la Fondazione “Caja Rural del Sur”. La mostra, itinerante, è composta da una ventina di pannelli con foto, eseguite da volontari in alcuni dei Paesi dove opera la ong, che mostrano immagini sulla realtà e sulla totale mancanza di tutela che vivono i bambini nei Paesi del Terzo mondo, oltre a illustrare i percorsi di speranza e di sogni realizzati grazie al lavoro di volontari e persone che si sono impegnate per cercare di cambiare il mondo. La missione di questa iniziativa è sradicare la povertà e la fame sensibilizzando la gente, facendo conoscere la realtà dei Paesi in via di sviluppo e denunciandone le cause. Tra le carenze più evidenti emergono il rispetto dei diritti fondamentali come istruzione e sanità, oltre alla denuncia di abusi e sfruttamento. Finora Manos Unidas ha portato avanti progetti in Asia, Africa e Mareica. A Kibala, in Angola, con la collaborazione delle Figlie della Carità di Saint Vincent de Paul, ha avviato la costruzione di un centro per 315 alunni. A Choluteca, Honduras, ha ampliato il Centro di sviluppo della speranza, fondato dalla parrocchia di San Pablo, per poter seguire 150 bambini ai quali vengono dati anche cibo e istruzione, e a Parakuntu, India, sono state fatte migliorie nella St. James Primary School.

Svizzera: dal portale cattolico kath.ch allarme su Pegida
Il movimento tedesco Pegida (acronimo di Europei patriottici contro l’islamizzazione dell’Occidente) “prende piede in Svizzera”. Questo l’allarme che lancia il portale cattolico svizzero kath.ch. Partito da Dresda, in Germania nel mese di ottobre, il movimento popolare si fregia dei colori della bandiera tedesca e invita i cittadini di numerose città della Germania a “passeggiare” per le città al ritmo di slogan anti-islamici, come accaduto in settimana, nonostante il caso di “Charlie hebdo”. Ora anche in Austria, Svizzera e Paesi Bassi il movimento si sta organizzando, cambiando i colori delle bandiere, ma non gli slogan xenofobi. Il movimento radicale viaggia attraverso la rete dove raccoglie migliaia di consensi. Il gruppo svizzero Pegida, costituitosi ufficialmente il 9 gennaio, organizza la sua prima manifestazione per il 16 febbraio prossimo. Il portale cattolico svizzero ha riproposto un’intervista al vescovo tedesco di Magdeburgo Gerhard Feige: Pegida non è “espressione della nostra fede cristiana” anche se i suoi sostenitori passeggiano “con croci nere-rosse-gialle e vogliono salvare l’occidente cristiano: mi sembra invece una cosa macabra”, afferma il vescovo. Per ogni gruppo Pegida che nasce, sorge però anche un gruppo no-Pegida: il profilo Facebook svizzero di Pegida, in pochi giorni sta viaggiando verso quota 3.400 “mi piace”, mentre il movimento “No Pegida Svizzera” per “dire no alla xenofobia” ha superato i 4.100 sostenitori.