CHIESE IN BREVE
Danimarca: Comitati affari religiosi senza le religioni
La richiesta del Consiglio delle Chiese della Danimarca di poter effettuare una consultazione pubblica con Manu Saaren, capo del ministero che si occupa di infanzia, uguaglianza di genere, integrazione e affari sociali e il Comitato per gli affari religiosi è stata accolta e l’incontro si è svolto il 21 dicembre scorso. Motivo della richiesta era mettere in discussione la scelta del ministro riguardo la composizione del Comitato per gli affari religiosi, nominato a inizio gennaio e che dovrà rivedere la legislazione vigente riguardo le comunità religiose diverse dalla Chiesa nazionale per definire un quadro normative coerente. Del comitato non fa parte alcun rappresentante delle comunità religiose. Anders Gadegaard, presidente del Consiglio delle Chiese danesi, aveva invece proposto, in una lettera del 14 gennaio scorso, che cinque rappresentanti tra le comunità religiose riconosciute in Danimarca ne entrassero “di diritto” (per la comunità musulmana, la chiesa cattolica, le chiese libere, i buddisti e la comunità ebraica). Quando nel recente passato una simile commissione governativa ha lavorato sulla legislazione riguardante la Chiesa nazionale (luterana), rappresentanti erano parte del comitato: “Perché non succede la stessa cosa per le altre fedi?”, ha scritto Gadegaard che denuncia: “nella composizione di questa commissione, il ministro per l’uguaglianza discrimina le comunità religiose diverse dalla chiesa nazionale danese”. Nel corso della consultazione, il ministro Saaren ha ribadito che sarebbe comunque difficile garantire la rappresentanza per le 100 comunità religiose approvate in Danimarca e ha assicurato che i membri nominati nel comitato sono “estremamente competenti” e che il dialogo con le comunità religiose “sarà costante”.
Irlanda: “Scuole cattoliche chiamate a servire”
“Le scuole cattoliche sono chiamate a servire tutti gli alunni e in particolare i più poveri e svantaggiati”. “Nel nostro sistema educativo dobbiamo sempre cercare quelli rimasti indietro o in qualche modo trascurati”. A lanciare il monito è stato monsignor Eamon Martin, arcivescovo di Armagh e primate di tutta l’Irlanda, nell’omelia di domenica 25 gennaio, nella chiesa di San Malachia ad Armagh. Richiamando il tema della Settimana delle scuole cattoliche 2015, “Scuole cattoliche: chiamate a servire”, mons. Martin ha messo in guardia da un sistema educativo che lascia troppi giovani, “soprattutto quelli socialmente svantaggiati, privi di significative opportunità di qualificazione” e nel quale “la responsabilità nei confronti dei ragazzi più deprivati, appartenenti a minoranze etniche, o con i maggiori bisogni educativi, sembra ricadere in modo non uniforme solo sulle spalle di alcune delle nostre scuole post-primarie”. Preoccupante, avverte il presule, che i due terzi dei giovani dell’Irlanda del nord, provenienti da ambienti socialmente svantaggiati, abbiano serie difficoltà in inglese e matematica, e meno del 20% riesca a raggiungere gli standard minimi. “Dopo i 16 anni troppi nostri giovani non studiano, né lavorano, né fanno formazione, finendo emarginati e spesso dimenticato dal sistema”.
Polonia: portale web, una preghiera per i figli malati
“Assalto al cielo” (www.szturmujemyniebo.pl) è il nuovo portale web polacco dove i genitori dei bambini malati possono chiedere una preghiera per loro figli. L’idea è nata, come spiega il padre del piccolo Dominik, “perché arriva il momento in cui non si ha più voglia di pregare”. Proprio per questo bisogna che “qualcun altro con il cuore aperto preghi per mio figlio tutti i giorni”. Alle richieste di preghiera inviate via email o con un sms rispondono degli “angeli”, e cioè dei volontari che hanno dichiarato il proprio impegno di preghiera. Gli “angeli” quotidianamente per ciascun piccolo malato recitano 7 volte il Padre Nostro e 3 volte l’Ave Maria. Una volta al mese i promotori assicurano una speciale liturgia celebrata per i bambini malati accompagnata dalla novena a san Domenico Savio, identificato come il patrono dell’iniziativa. I coordinatori del progetto dichiarano di “voler arrivare negli ospedali, case di cura, nelle parrocchie, in tutti i luoghi dove i bambini malati hanno particolarmente bisogno di preghiera”. Sul sito vengono già presentati i primi “risultati” dell’iniziativa: le lettere dei genitori che si sono rivolti chiedendo preghiere e che raccontano gli sviluppi della malattia dei figli, gli esiti di esami e degli interventi. Alcuni ringraziano gli “angeli” per le preghiere che hanno aiutato il figlio nel momento di difficoltà o nella guarigione.