SVIZZERA

Giovani e famiglia, vescovi a confronto

La Conferenza episcopale ha lavorato per tre giorni a Ginevra. Nel dibattito temi etici e riforma di alcuni servizi ecclesiali

Hanno lavorato per tre giorni a Ginevra, dal 2 al 4 marzo, i vescovi della Conferenza episcopale della Svizzera. Fra i temi affrontati l’atteggiamento da tenere verso le coppie omosessuali, la pastorale giovanile, la preparazione della prossima sessione del Sinodo sulla famiglia e le cure palliative.

La dottrina non si modifica. “I vescovi ricordano che non è possibile e non è nelle loro competenze modificare la dottrina e la disciplina della Chiesa” in materia di benedizione di coppie dello stesso sesso. Poche righe dei vescovi della Svizzera vogliono ridimensionare il polverone sollevato dalla vicenda del sacerdote svizzero Wendelin Bucheli, sanzionato per aver benedetto una coppia di donne omosessuali e invitato da mons. Vitus Huonder, vescovo di Coira, ad abbandonare la sua parrocchia e a ritornare sotto la giurisdizione del vescovo di Losanna mons. Charles Morerod, dove il prete era stato ordinato. Poiché il caso ha suscitato forti reazioni e tensioni nella diocesi di Coira, e in particolare nella parrocchia di Bürglen, dove operava il sacerdote, i vescovi hanno ritenuto opportuno precisare anche che “spetta ai vescovi diocesani interessati chiarire e risolvere l’incidente concreto di Bürgeln”. Su questo “tema di attualità”, che i vescovi hanno affrontato nella loro plenaria, puntavano i riflettori i media elvetici e l’opinione pubblica.

L’impegno per la comunità internazionale. Stando al resoconto tracciato alla conclusione dei lavori dei vescovi, il momento più consistente dell’assemblea, però, è stato l’incontro con l’arcivescovo Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni unite a Ginevra. Il nunzio ha offerto ai vescovi “una panoramica delle attività vivaci della Santa Sede presso le varie agenzie della comunità internazionale”. I temi principali su cui la Santa Sede è chiamata ad esprimersi sono “diritti umani, disarmo, rifugiati, mediazioni per la pace, commercio mondiale, sanità pubblica ed etica sociale”, mentre è “il dialogo interculturale a prendere sempre più piede nel lavoro” di mons. Tomasi, ad esempio in relazione ai temi “della libertà di religione e di espressione”. Un tema che è ritornato nel dialogo tra il nunzio e i vescovi è la posizione assunta dalla Santa Sede durante la recente conferenza sulla non proliferazione delle armi nucleari, in cui il nunzio “ha criticato le misure adottate finora dalla comunità internazionale per l’abolizione delle armi nucleari”, perché “limitate, inadeguate e ‘congelate’ nello spazio e nel tempo”, poco incisive rispetto alla necessità di modificare uno “status quo che non può essere mantenuto”. Per i vescovi svizzeri è importante questo lavoro di “rivendicazione che la Chiesa cattolica compie in condivisione con molte persone alle quali dà una voce”.

Riorganizzazione delle strutture. I vescovi hanno parlato anche della riorganizzazione in corso delle strutture della Conferenza. “La prossima tappa riguarda i gruppi di esperti della Conferenza episcopale stessa, in particolare la commissione per la comunicazione e i media e la commissione giustizia e pace”, spiega il comunicato finale. Il ripensamento “avverrà in dialogo con questi gruppi”, precisano i vescovi. Nei mesi scorsi era arrivata a compimento la ristrutturazione del segretariato dei vescovi e il suo “alleggerimento”, che ha comportato il licenziamento del segretario generale aggiunto Marco Schmid, così come del servizio per le comunicazioni, che ha visto la nascita dei tre “centri media cattolici” regionali. Su tre piattaforme informative (in tedesco kath.ch, francese cath.ch e italiano catt.ch,) sono confluite le realtà d’informazione web, radio/tv e stampa. Questa ristrutturazione aveva comportato la rinuncia a un altro collaboratore, Simon Spengler, segretario della commissione per i media.

Giovani, famiglia, cure palliative. Dall’assemblea dei vescovi arriva l’invito a tutti i giovani e giovani-adulti di tutte le regioni linguistiche della Svizzera a partecipare alla “festa della fede” che si celebrerà a Friburgo, dal 1° al 3 maggio prossimo: sarà la prima volta che si celebra una Giornata mondiale della gioventù a livello di Confederazione; il comitato organizzativo prevede la partecipazione di un migliaio di persone, tra i 16 e i 35 anni. Sarà un appuntamento in vista dell’incontro mondiale del 2016 a Cracovia. Nell’agenda futura c’è un incontro dei vescovi a Berna il 31 agosto prossimo per una “giornata di studio interno” in vista della prossima sessione del Sinodo dei Vescovi, per “approfondire i fondamenti teologici e acquisire una comprensione adeguata al tempo presente della vocazione e della missione della famiglia nella società moderna”. Un ambito di lavoro che la conferenza dei vescovi intende potenziare è invece quello relativo alle cure palliative; per questo è stato deciso che verrà costituito “un gruppo cattolico di esperti”. Prossimamente se ne designeranno i membri e si indicherà anche un referente in materia.