CHIESE IN BREVE

Romania-Santa Sede, Austria, Spagna

Romania-Santa Sede: “Concordia e promozione della pace”
“La Santa Sede desidera collaborare con la Romania per il rafforzamento dei rapporti bilaterali e per la promozione della concordia e della pace nel mondo”. È l’auspicio espresso dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, intervenendo mercoledì 18 marzo alla celebrazione dei venticinque anni del ristabilimento delle relazioni diplomatiche, svoltasi al palazzo della Cancelleria, a Roma. Il porporato ha evidenziato che “la Chiesa predica il Vangelo” e facendolo “contribuisce a rafforzare in ogni parte del mondo la pace”. Tramite il Vangelo “la Chiesa annunzia e proclama la libertà dei figli di Dio. Infatti, la pace si può ottenere” solo se sono tutelati il bene delle persone e la dignità dell’uomo. Tra le libertà fondamentali “occupa un posto particolarissimo la libertà di coscienza e di religione”, ha evidenziato il segretario di Stato. Di conseguenza “nella pratica della libertà religiosa si riscontra la presenza di aspetti individuali e comunitari, privati e pubblici, strettamente legati fra loro”. “La Chiesa, in quanto autorità spirituale – ha spiegato il cardinale Parolin -, rivendica per sé la libertà di poter adempiere all’obbligo di andare in tutto il mondo a predicare il Vangelo e di poter costituirsi come una società di uomini che hanno il diritto di vivere secondo le norme della fede cristiana”. Del resto, “la libertà della Chiesa è un principio fondamentale nelle relazioni fra la Chiesa e l’ordinamento giuridico della società civile, che contribuisce alla pace della società e rafforza la pace internazionale, la quale è, al contrario, minacciata da ogni violazione dei diritti dell’uomo”. Successivamente il porporato ha ribadito anche che “la Santa Sede sostiene gli sforzi volti a combattere la miseria, lottare contro l’ingiustizia e favorire il miglioramento delle condizioni di vita”. “Svolgendo la sua missione spirituale – ha concluso il segretario di Stato – la Chiesa unisce le persone in quell’unità che favorisce una coabitazione umana armoniosa, l’unità degli uomini creati a immagine di Dio”.

Austria: Caritas, favorire lo sviluppo delle cure palliative
Morire con dignità è un impegno per la politica e la società e non può essere garantito se sopravvenisse una attenuazione della posizione giuridica attuale verso il divieto del suicidio assistito o dell’eutanasia: questo è stato uno dei punti fermi del Simposio organizzato dalla Caritas austriaca che ha impegnato i partecipanti per tutta la giornata del 17 marzo, presso i locali della antica Ankerbrotfabrik, la storica fabbrica del pane di Vienna. Il presidente della Caritas, mons. Michael Landau, ha ribadito il suo appello alla politica per favorire lo sviluppo delle cure palliative e una più numerosa presenza di hospice sul territorio: “Ogni cittadino deve avere un sicuro, diritto legale a usufruire dei servizi offerti dalle strutture per hospice e cure palliative, anche con offerte mobili, ambulatoriali, ospedaliere”, ha detto Landau rimarcando la necessità di un’azione congiunta per garantire finanziamenti che vengano dallo Stato federale, dalle aziende statali e dai servizi assicurativi: “Abbiamo un buon sistema, in Austria, nel suo insieme per le cure mediche e infermieristiche, manca solo la giusta assistenza alla fine”.

Spagna: Incontro missionario dei giovani a Madrid
Oltre un centinaio di ragazzi si sono iscritti all’Incontro missionario dei giovani, che avrà per tema “Dove sta tuo fratello?”, ispirato al messaggio di Quaresima del Papa. Nella casa di esercizi “Amore di Dio” di Madrid passeranno testimoni in prima linea dell’attività missionaria, che condivideranno la loro esperienza con i giovani. L’incontro prenderà avvio venerdì 20 marzo con la cena e la successiva performance del cantante Nico Montero, Premio Bravo 2015 per la musica. Sabato i giovani missionari dialogheranno con monsignor Carlos Osoro, arcivescovo di Madrid, per una riflessione su chi sono gli esclusi. Di sera, la visita al Cottolengo di Padre Alegre offrirà una risposta all’interrogativo contenuto nel tema, scoprendo l’altro nelle religiose, nei malati e nei volontari che lavorano a questo Centro. Dopo aver toccato con mano la sofferenza e la malattia, i giovani conosceranno domenica 22 suor Paciencia Melgar, missionaria dell’Immacolata Concezione, che dopo anni di lavoro all’Ospedale San Giuseppe di Monrovia, dove ha collaborato con fratel Manuel García Viejo, missionario morto di ebola, ha contratto questa malattia ma è sopravvissuta. Infine, diversi giovani condivideranno le loro esperienze missionarie in periodi di vacanza per “contagiare” coloro che ancora non lo hanno fatto. Con le testimonianze dei giovani di anni precedenti, le Pontificie Opere missionarie hanno realizzato un video nel quale si invitano altri giovani a partecipare all’incontro e alle esperienze missionarie estive. Per coinvolgere maggiormente i giovani, si racconterà tutto l’incontro attraverso le reti sociali, attraverso l’hashtag #JóvenesyMisión.