CHIESE IN BREVE

Germania, Slovacchia, Portogallo

Germania: Bdkj, gioventù cattolica in assemblea
Si svolgono nel castello di Burg Rothenfels am Main, nel distretto bavarese del’Alta Franconia, i lavori dell’Assemblea generale della Bund der Deutschen Katholischen Jugend – Federazione della Gioventù cattolica tedesca(Bdkj). I 100 delegati dei 660mila aderenti alle 17 associazioni cattoliche che formano la Bdkj si riuniscono nell’antico castello di Rothenfels, oggi centro di formazione giovanile, da giovedì 16 a domenica 19 aprile. I lavori saranno incentrati su tre direttrici tematiche: la condizione dei profughi e dei richiedenti asilo in Germania; la situazione delle politiche federali e locali a favore dei bambini e dei giovani; l’analisi della “teologia delle associazioni” e lo stato della Bdkj. La discussione sulle politiche di accoglienza e di assistenza ai profughi è un tema attuale in Germania e uno dei principali ambiti di azione della federazione dei giovani cattolici. Il tema del dibattito teologico è importante per la Bdkj per valutare come oggi le organizzazioni e gli altri attori religiosi possono vivere la loro missione. L’assemblea eleggerà anche il nuovo Consiglio direttivo nazionale: l’attuale presidente federale, il sacerdote Simon Rapp, lascia il compito dopo sei anni e dovrebbe essere sostituito dal responsabile diocesano di Colonia, don Dirk Bingen.

Slovacchia: Caritas nazionale in aiuto ai rifugiati
Negli ultimi dodici mesi la Caritas Slovacchia ha fornito aiuto e sostegno sotto varie forme a 202 rifugiati nel quadro del Progetto Rafael, co-finanziato dal Fondo europeo per i rifugiati. “I nostri assistiti hanno dovuto fuggire per una serie di motivi, il più delle volte perché sottoposti a trattamento crudele, violenza, atti di ingiustizia o persino minacce di morte. Alcuni sono stati perseguitati per motivi religiosi o razziali”, spiega Radovan Gumulak, segretario generale della Caritas, il quale aggiunge che i profughi sono arrivati in Slovacchia soprattutto da Afghanistan, Somalia, Iraq, Iran, Siria ed Eritrea. “Il nostro obiettivo era di aiutarli a integrarsi nella società e sostenerli in questo nuovo inizio”, dichiara Gumulak. Esperti di psicologia, pedagogia, inserimento nel mondo del lavoro, questioni legali e mediche hanno unito i loro sforzi per fornire ai clienti tutti i servizi necessari. “Il nostro team ha fornito assistenza sociale in 627 casi, consulenza legale in 107 casi, abbiamo assistito 45 clienti nella ricerca di un posto di lavoro, è stata fornita educazione linguistica a 57 rifugiati, e diverse decine sono stati destinatari di aiuti finanziari o materiali. “C’è un certo numero di difficoltà che i profughi devono affrontare in Slovacchia nel loro percorso verso una piena integrazione nella nostra società; anche le cose che sembrano più semplici possono risultare molto difficili da gestire se sono abbandonati a loro stessi”, sostiene Jana Figelova, coordinatrice del progetto, citando la mancanza di insegnanti qualificati di lingua slovacca per gli stranieri o i problemi con la legalizzazione dei documenti relativi ai titoli di studio o professionali precedentemente ottenuti.

Portogallo: Caritas, 300mila euro per le famiglie
La Caritas portoghese ha annunciato che la raccolta di fondi, effettuata quest’anno nell’ambito della sua Settimana nazionale (5-8 marzo), e dedicata al tema “In un solo cuore, un’unica famiglia umana”, ha consentito di ricavare circa 300mila euro, con una diminuzione dell’8,5% rispetto al 2014. In una dichiarazione resa alla stampa, “a nome di tutte le famiglie bisognose del Paese”, il presidente dell’associazione cattolica ha manifestato il proprio “ringraziamento ai cittadini portoghesi che, nonostante le grandi difficoltà economiche, ancora una volta hanno dimostrato il loro forte spirito di solidarietà”. “L’anno scorso, la Caritas è riuscita ad appoggiare oltre 160mila persone, integrate in 63.059 nuclei familiari, e anche quest’anno la cifra raccolta sarà integralmente devoluta alle nostre organizzazioni diocesane a sostegno delle situazioni più drammatiche da loro individuate a livello locale”, ha aggiunto Eugénio Fonseca. Ricordando che l’organizzazione cattolica è impegnata nella lotta contro l’esclusione sociale, in particolare nell’aiuto alle minoranze etniche, alle comunità dei migranti e alle loro famiglie in patria, ai tossicodipendenti, ai sieropositivi, agli alcolisti, il responsabile portoghese ha voluto infine riprendere le parole del presidente della Caritas internazionale, mons. Óscar Rodríguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras), pronunciate nell’incontro tenutosi in settimana nella cittadina di Fafe, sul valore della dignità umana: “Non si tratta solo di assicurare a tutti il cibo o un sostegno decoroso, ma è anche necessario lottare, affinché i poveri abbiano una più completa prosperità. Bisogna insistentemente annunciare che la scelta a favore dei bisognosi, più che culturale, sociologica, politica o filosofica, è per la Chiesa una categoria teologica”.