CHIESE IN BREVE
Chiese in Europa: fedi e culture, seminario a Strasburgo
“Costruire insieme società inclusive: contributi all’incontro di Sarajevo sulla dimensione religiosa del dialogo interculturale”. S’intitola così il seminario che la Missione permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa organizzerà lunedì 8 giugno a Strasburgo con il patrocinio del segretario generale dell’organismo europeo, Thorbjørn Jagland. Il seminario – si legge in un comunicato della Missione permanente della Santa Sede – intende offrire “un contributo di idee e riflessioni” per l’edizione 2015 degli incontri sulla “dimensione religiosa del dialogo interculturale” che avrà luogo a Sarajevo nei giorni 8 e 9 settembre. L’incontro dell’8 giugno sarà presieduto da Gabriella Battaini-Dragoni, segretario generale aggiunto del Consiglio d’Europa, e avrà come relatori, tra gli altri, monsignor Paul R. Gallagher, segretario per le relazioni con gli Stati della Santa Sede, e Heiner Bielefeldt, inviato speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di religione. “La Santa Sede – si legge nel comunicato – attribuisce grande importanza” al tema della dimensione religiosa del dialogo interculturale e agli scambi di pensiero sulla questione. L’incontro di quest’anno è significativo perché si situa nel contesto del piano di azione che il CdE intende mettere in atto per combattere estremismo e radicalizzazione che conducono al terrorismo. Nel seminario saranno discussi i temi del Meeting a Sarajevo e, cioè, “la necessità di lavorare insieme per prevenire la radicalizzazione e l’estremismo violento”, libertà di espressione e rispetto per la religione, lavorare insieme per promuovere società inclusive.
Polonia: “Gmg, occasione di rinnovamento spirituale”
“Il risveglio della Chiesa in Polonia è necessario e la Giornata mondiale della gioventù nel 2016 a Cracovia è una grande opportunità”: lo ha affermato il cardinale Stanislaw Dziwisz, arcivescovo di Cracovia e presidente del Comitato organizzativo Gmg2016 nei giorni scorsi. “La Polonia ha bisogno di un profondo rinnovamento spirituale”, ha proseguito il presule, affermando di disapprovare “le divisioni nella società” e “la scomparsa dei legami di vicinato”, perché ciò fa sì che “ognuno vive solo per se stesso”. Il cardinale ha sottolineato la necessità “di uno grande sforzo pastorale nei confronti dei giovani”, i quali sempre meno numerosi partecipano alle liturgie. “In molte parrocchie si celebrano molti più funerali che battesimi o matrimoni” ha osservato Dziwisz, rilevando l’urgenza di “una più grande apertura al mondo laico, ai nuovi movimenti e alle nuove comunità che rendono più dinamica la vita della Chiesa”. “C’è anche bisogno di un maggiore impegno nei confronti delle persone al di fuori della Chiesa, che sono alla ricerca della retta via”, ha aggiunto. Rilevando che la Gmg2016 sarà la manifestazione più grande nella storia della Polonia, il cardinale stima il numero di partecipanti in 2milioni e 500mila di cui un milione di polacchi. Come ha affermato, i costi delle cerimonie religiose verranno sostenute dall’episcopato, mentre la partecipazione economica delle autorità nazionali all’evento consisterà nel coprire le spese legate alla sicurezza e alle infrastrutture che, dopo la manifestazione, “rimarranno e saranno utilizzate dalle comunità locali”.
Portogallo: educare la coscienza etica e religiosa
Attraverso il Segretariato nazionale dell’educazione cristiana (Snec), la Chiesa portoghese ha lanciato un appello al Paese, affinché i genitori iscrivano i propri figli all’insegnamento scolastico di Educazione morale e religiosa cattolica (Emrc), aiutando così l’auspicabile formarsi di “una nuova coscienza etica”. “L’educazione della coscienza morale e religiosa è una sfida urgente. Lo sviluppo dei valori della verità, dell’amore, della pace, della giustizia e della solidarietà deve essere considerato come un fattore decisivo nella formazione della personalità dei nostri bambini e adolescenti”, si legge nel documento diffuso mediante il sito online Educris. Il messaggio del Segretariato sottolinea che l’educazione etica e religiosa rappresenta “un prezioso contributo nell’avventura della crescita e del consolidamento della personalità delle generazioni che frequentano le scuole primarie e secondarie, aiutandole a costruire il loro futuro in una prospettiva di realizzazione e di felicità personale”. In tale prospettiva, infatti, l’apertura al trascendente, la ricerca di Dio e la comprensione della dimensione culturale del fenomeno religioso sono cammini che non possono essere dimenticati: “Sognare una nuova umanità e un mondo migliore sono un imperativo che tutti dobbiamo condividere”, conclude il testo dello Snec.