REPUBBLICA CECA
Il richiamo delle chiese cristiane e della Caritas al Paese. “Vincere le paure e la xenofobia”. Far convergere solidarietà e leggi
“Come vescovi cattolici delle diocesi della Boemia e della Moravia e membri della Presidenza del Consiglio ecumenico delle Chiese, vediamo l’urgente bisogno di solidarietà con le vittime dei conflitti armati e dell’odio basati sulla fede religiosa, così come la preoccupazione della nostra società relativa all’afflusso di migranti verso l’Europa”: è quanto si legge nella dichiarazione congiunta della Conferenza episcopale ceca e del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec) nella Repubblica Ceca. Secondo le statistiche, la presenza legale degli stranieri in questo Paese dell’Europa centrale – che conta 10,2 milioni di abitanti – è pari a 400mila unità, circa due terzi dei quali provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione europea, per lo più per ragioni economiche, seguiti dai rifugiati che hanno dovuto lasciare la loro terra a causa delle persecuzioni e di condizioni inaccettabili per una vita dignitosa.
Fatti e cifre. Mentre dopo la scissione della Cecoslovacchia, nel 1993, la politica dell’immigrazione era piuttosto rigida, la situazione è cambiata quando, nel 2004, la Repubblica Ceca è diventata uno Stato membro dell’Ue. Nei quattro anni successivi – grazie alla crescita economica e alla disponibilità di posti di lavoro per lavoratori non qualificati – il livello della migrazione è gradualmente aumentato, raggiungendo un punto di stabilità nel 2008 e mantenendolo da allora in poi. Un sondaggio sulla società europea rivela che i cechi appartengono alle nazioni più “conservatrici” dello spazio europeo, infatti vedono la diversificazione culturale in chiave negativa. Ad esempio, circa il 70% pensa che “per un Paese è meglio se quasi tutti i suoi abitanti condividono le stesse abitudini e tradizioni”. Secondo le statistiche ufficiali, la Repubblica Ceca è nota per i suoi tempi lunghi nel trattamento delle domande di asilo. Nel 2011, questa opportunità è stata sfruttata da 750 richiedenti. Le statistiche dicono che l’asilo viene concesso a 150 persone in media ogni anno.
Ragione e sentimento. Una delle maggiori istituzioni caritative nel Paese che operano nel campo dell’integrazione degli immigrati nella società, è la Caritas Repubblica Ceca. Sulla base del lavoro di lunga data con i migranti e i rifugiati, i suoi rappresentanti accolgono con favore il “gesto di apertura” da parte del governo ceco, che ha espresso la volontà di ospitare alcune centinaia di rifugiati provenienti da Stati martoriati da conflitti bellici. “Tenendo conto che negli ultimi anni il nostro Paese ha accolto più di cento richiedenti asilo provenienti da ambienti culturalmente variegati, la situazione attuale non è nuova né fonte di sorprese per il nostro Stato, e abbiamo programmi d’integrazione che aiutano i nuovi venuti a diventare membri a pieno titolo della nostra società”, recita il comunicato della Caritas. “Pensiamo che la preoccupazione della maggioranza dei nostri abitanti, che sottolineano la possibile minaccia derivante dalla diversità culturale e religiosa, non ha alcun fondamento legittimo, dato che, come sappiamo, le leggi della Repubblica Ceca in materia di immigrazione e asilo sono rigorose e dettagliate”, spiegano i rappresentanti della Caritas, aggiungendo che “il dialogo in corso, condotto in un’atmosfera irrazionale di emozioni, è spesso basato su argomentazioni false, provocando paura tra la gente e portando all’ignoranza sulla grave crisi umanitaria”. L’ufficio nazionale della Caritas gestisce otto centri di consulenza che aiutano migranti e rifugiati in diversi settori dell’integrazione; gli uffici regionali organizzano attività per il tempo libero per i migranti e i loro figli, oltre a corsi di lingua e una vasta gamma di attività che aiutano i nuovi arrivati a capire meglio la cultura e la religione locale.
Sforzo congiunto delle Chiese cristiane. La questione della migrazione è stato il tema numero uno anche nella recente sessione plenaria della Conferenza episcopale ceca. I presuli chiedono al governo di mostrare un atteggiamento chiaro nei confronti di questa problematica. La Chiesa cattolica e le altre Chiese cristiane vogliono contribuire a trovare una soluzione non solo attraverso un “aiuto attivo ai prossimi la cui vita è in pericolo e che sono diventati vittime della xenofobia e dell’isteria”, ma anche attraverso il sostegno al dialogo a tutti i livelli nella società. “Nel quadro dei rapporti di cooperazione tra lo Stato e le Chiese, suggeriamo di invitare le nostre parrocchie e comunità a collaborare con i comuni della regione e gli uffici locali della Caritas per accogliere le famiglie dei migranti cristiani. Siamo pronti a sostenere attivamente la loro integrazione e creare in tal modo uno spazio per l’arricchimento della nostra società”, si legge nella dichiarazione delle Chiese cristiane. Tuttavia, secondo Tomas Holub, segretario generale della Conferenza episcopale, “il primo passo deve essere compiuto dal governo della Repubblica Ceca”.