PARLAMENTO UE
All’interno dell’Euroassemblea è costituito un “intergruppo” che si occupa di diritti dei minori. Zoffoli: “Scommessa sul futuro dell’Europa”
A volte non ci si rende conto della drammatica situazione nella quale vive un’infinità di ragazzini nell’Europa del terzo millennio. Un bambino su quattro – ad esempio – è in condizioni di povertà più o meno accentuata, mentre un milione di essi sopravvive solo grazie all’assistenza pubblica; migliaia di minori sono dichiarati scomparsi ogni anno; si stima che circa 800mila bambini abbiano un genitore in prigione. Senza trascurare il fatto che i bambini costituiscono un quarto dei nuovi richiedenti asilo. Sono solo alcuni dei dati raccolti dall'”Intergruppo per i diritti dei minori” costituito presso l’Europarlamento.
Imparare dal caso-Grecia. Gli intergruppi sono strutture informali all’interno del Parlamento europeo; comprendono eurodeputati e membri della società civile con lo scopo di promuovere studi, momenti di dibattito, indirizzi programmatici su un determinato tema. Attualmente ne esistono 28, dedicati fra l’altro alla biodiversità, all’agenda digitale, alla disabilità, alla tutela delle acque e alla promozione delle piccole imprese. L’intergruppo per i diritti dell’infanzia ha come scopo di “promuovere i diritti dei bambini e assicurare che le decisioni dell’Unione europea, sia in ambito esterno che interno, tengano conto della dimensione dell’infanzia e dei diritti a essa legati”. Tale intergruppo si è costituito nel dicembre 2014, eleggendo come presidenti Anna Maria Corazza Bildt, italiana di origine e naturalizzata svedese, esponente del Partito popolare, e Caterina Chinnici, europarlamentare italiana, iscritta al gruppo dei Socialisti e democratici. Per tutte queste ragioni Damiano Zoffoli – sposato, due figlie, medico, già sindaco della sua città, Cesenatico (Italia) -, appena giunto all’Euroassemblea, all’inizio di quest’anno, si è interessato all’attività di tale intergruppo (il cui manifesto è disponibile on line: www.childrightsmanifesto.eu). “L’Europa di oggi, dominata dalla paura, e troppe volte senza speranza nel futuro, deve guardare ai bambini, ai suoi figli per ritrovare fiducia in se stessa”, spiega al Sir. Zoffoli aggiunge quindi alcuni elementi conoscitivi legati alla stretta attualità: “In Grecia l’indice delle nascite è sceso dal 10,6 per mille del 2008 all’8,6; i ragazzi che non studiano e non lavorano sono il 50%. Per uscire dalla crisi bisogna investire e l’investimento più grosso va fatto sulle giovani generazioni, che oggi pagano più di altre gli egoismi di questa Europa”. “Così ritengo che mettere al centro di ogni iniziativa del Parlamento europeo gli effetti e le conseguenze che ricadono sui bambini significa cambiare radicalmente la prospettiva e uscire da una visione tutta incentrata sull’oggi e che non guarda al domani”.
Azioni trasversali. Ma cosa può fare concretamente l’intergruppo? “Possiamo sostenere lo sviluppo di standard europei per la protezione dell’infanzia”, afferma l’eurodeputato. “Dobbiamo altresì assicurarci – aggiunge – che una parte dei fondi europei siano destinati a beneficio dei bambini, in particolare dei più svantaggiati, come i bambini rom, i bambini con disabilità e i bambini migranti”. Ma gli interventi per i minori dovrebbero essere trasversalmente presenti nelle diverse politiche Ue. Basti pensare all’educazione, allo sport, alla ricerca, alla tutela della salute e a quella dei consumatori. Per non parlare delle azioni – quelle di diretta competenza Ue oppure nei settori in cui le responsabilità sono condivise con gli Stati membri – nell’ambito della lotta alla povertà (sostegno alle famiglie), dell’accoglienza dei migranti, della lotta alle discriminazioni. Anche perché, oggi come oggi, chiarisce Zoffoli, “nessuna delle 20 commissioni permanenti del Parlamento europeo ha una precisa responsabilità sull’infanzia”, “non vi è alcuna valutazione sistematica dell’impatto del lavoro parlamentare legislativo e non legislativo” sui minori e “nessuno tiene traccia della quota del budget europeo spesa per l’infanzia”.
Guardare al domani. Da qui l’intento di favorire, assieme agli altri colleghi deputati, “un meccanismo permanente nel Parlamento europeo con chiare responsabilità di protezione e promozione dei diritti dell’infanzia in tutti i settori della politica Ue”, e di “esercitare il controllo del budget del Parlamento per assicurare che i fondi europei siano impiegati nel miglior interesse del bambino”. Senza trascurare la necessità di “sensibilizzare l’Europarlamento e i cittadini europei sui diritti dell’infanzia e su come le politiche, la legislazione e i fondi dell’Ue influenzano le vite dei bambini in Europa e nel mondo”. L’idea esplicitata da Zoffoli è relativamente semplice, per quanto impegnativa: “Dobbiamo smetterla di ritenere i ragazzi e i giovani solo come l’anello debole di questa nostra società, da tutelare e difendere. Certo, questo è un compito essenziale delle famiglie, della scuola, delle chiese, della società, delle pubbliche istituzioni. Ma occorre guardare anche ai ragazzi come a veri protagonisti, per i quali e con i quali costruire un’altra Europa”.