Periferie

Taranto, Mattarella visiterà la scuola distrutta dai vandali. La dirigente: “Ci darà la forza per ripartire e fare sempre meglio”

Si svolgerà a Taranto, nel quartiere Paolo VI, la cerimonia d’inaugurazione del prossimo anno scolastico: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scelto l’istituto Pirandello, oggetto – in uno dei tre plessi – di continui atti vandalici. La dirigente Antonia Caforio: la visita del presidente non è un premio di consolazione per i danni subìti, ma un’attestazione concreta di quanto di buono si stia facendo

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarà a Taranto per inaugurare simbolicamente il prossimo anno scolastico. Taranto, periferia d’Italia, dove ancora si muore per le emissioni inquinanti, dove gli operai aspettano con il fiato sospeso notizie sulla nuova proprietà dell’Ilva per essere rassicurati sul loro futuro occupazionale. Taranto con il borgo che si svuota, gli esercizi commerciali che chiudono e migliaia di case sfitte. Taranto con la Città vecchia su un’isola, che lentamente e con tanta fatica si prova a strappare dal degrado sociale in cui si trova da decenni.

In un quadro così difficile, la scuola e le parrocchie rappresentano gli ultimi baluardi di resistenza culturale a cui le famiglie delle periferie della città si aggrappano tenacemente.

Uno di questi presidi di formazione è l’istituto comprensivo Luigi Pirandello, al quartiere Paolo VI, che comprende elementari e medie. Sono tre i plessi dislocati per il rione, che si estende in modo disordinato, con grandi praterie di verde incolto a distanziare palazzi alti e grigi, e una zona “ghetto”, un tempo “quartier generale” della malavita locale, e oggi palestra della piccola delinquenza. Non ci sono servizi per i cittadini. Solo case, che molte giovani coppie acquistano, dati i prezzi convenienti, un centro commerciale in lontananza, le parrocchie, con la Massimiliano Kolbe che nei mesi scorsi ha inaugurato un campetto di calcio a cinque e, appunto, la scuola Pirandello.

Qualche giorno fa una delle sedi della Pirandello è stata oggetto di un grave atto vandalico. “Uno scenario apocalittico – spiega la dirigente Antonia Caforio – con decine di vetrate distrutte, polvere di estintori sparsa, pareti sfondate, plafoniere cadute, impianto audio ko e pavimento allagato”.

Dall’inizio dell’anno questa era la sesta volta. “Negli altri casi i danni furono minori. Magari facevano solo una di queste cose, mai tutte insieme e con tale furia. Avevamo chiesto insistentemente ad amministrazione e forze dell’ordine l’installazione della videosorveglianza, perché diminuissero questi episodi; ed erano state messe in funzione le telecamere proprio il giorno prima dell’ennesimo atto vandalico. Viviamo nell’incubo di brutte sorprese. Ogni mattina al primo squillo del telefono prefiguro il peggio”. La Polizia di Taranto ha diffuso, intanto, il filmato a circuito chiuso. Le immagini incastrano due ragazzi incensurati, di 19 e 15 anni.

“Ci addolora ulteriormente pensare che tutto questo non sia stato fatto per rubare qualcosa. Non ci risulta che sia stato prelevato nulla. È solo vandalismo, forse noia”, prosegue la dirigente.

I giovani che hanno distrutto la scuola però, non hanno fatto i conti con la comunità che, stanca di subire, è scesa in strada. Migliaia di persone del quartiere, famiglie, parroci, associazioni, dirigenti scolastici, docenti di altri rioni e semplici cittadini, hanno deciso di marciare per chilometri da un plesso all’altro, gridando che “la scuola non si tocca”. C’erano anche tanti adolescenti che la Pirandello la frequentano ed hanno portato in corteo cartelloni colorati. “È stata una cosa sentita da tutti. Chiunque mi chiamasse – prosegue Caforio – avanzava questa idea. E la proposta si è trasformata in azione comune per dare un segnale che ce la possiamo fare. Abbiamo un’arma potentissima che è l’istruzione e da lì dobbiamo partire. Solo così si possono raggiungere obiettivi.

Sappiamo che non è semplice ovviamente, ma noi – docenti e personale della Pirandello – non perdiamo mai la speranza. Cerchiamo di guardare il positivo, perché abbiamo a che fare con i bambini e con loro lavoriamo provando a limitare se non ad eliminare determinati comportamenti negativi. Non ci fermiamo di fronte agli ostacoli e continueremo ad andare avanti.

Talvolta avvertiamo la fatica quando quello che costruiamo con sacrificio, in poco viene distrutto, ma bisogna perseverare e insistere. I risultati arriveranno sul lungo termine”.
E va proprio in questa direzione la visita del presidente Mattarella: non un premio di consolazione per i danni subìti, ma un’attestazione concreta di quanto di buono si stia facendo, sottolinea Caforio, che conclude: “Per noi è un orgoglio e ci darà la forza per ripartire e fare sempre meglio. Si accendono dei riflettori e bisognerà organizzarsi ma siamo contentissimi”.