Pace
“La Paz F.C” avrà tre squadre: una formazione maschile, che avrà l’ambizione di giocare nella seconda divisione del campionato professionistico colombiano; una squadra femminile e una rappresentativa giovanile under 20. “È un momento fondamentale per far uscire il mio Paese dalla violenza. E sono convinto – spiega Félix Mora Ortiz, promotore dell’iniziativa – che il calcio possa avere un ruolo nel trasformare la società”
“Il calcio è un linguaggio universale, in grado di unire. Può essere anche un motore in grado di trasformare la società”. Ne è convinto l’avvocato colombiano Félix Mora Ortiz, presidente della Fondazione “Fútbol y Paz Construyendo País”, che sta per coronare il suo sogno, reso possibile dalla fine della guerra tra Governo colombiano e Farc: dare vita a una squadra di calcio che contribuisca ad unire il Paese, facendo giocare insieme ex guerriglieri e vittime del conflitto che per oltre mezzo secolo ha insanguinato la Colombia.
Non si tratta, a dire il vero di una semplice squadra, ma di una vera e propria società, “La Paz F.C”. Non disputerà “partite del cuore”, ma i campionati ufficiali, con le tre squadre che saranno allestite: una formazione maschile, che avrà l’ambizione di giocare nella seconda divisione del campionato professionistico colombiano; una squadra femminile e una rappresentativa giovanile under 20. Va tenuto presente che in Colombia il calcio femminile è molto popolare e praticato; inoltre sono molte le donne che facevano parte della guerriglia. La squadra ha già le proprie maglie ufficiali: una bianca e l’altra blu, con il logo della Fondazione, una colomba. Va da sé che le vere vittorie non saranno quelle ottenute sul campo, ma i semi di riconciliazione e pace che germoglieranno da questa iniziativa.
Ex guerriglieri e vittime del conflitto giocheranno insieme. Spiega Mora Ortiz: “Vogliamo aprire uno spazio di dialogo, vincolando tutti gli attori del passato conflitto: ex guerriglieri delle Farc, cittadini vittime del conflitto e loro familiari, desplazados (i profughi che sono stati costretti a lasciare la loro casa a causa del conflitto, ndr), cittadini delle zone maggiormente colpite della guerriglia”. Il via libera definitivo al progetto è arrivato da un accordo firmato con le Farc nelle scorse settimane, ma ad essere coinvolti sono tutti i maggiori attori istituzionali a cominciare dal Governo e dalla Commissiona nazionale per la Riconciliazione. “Stiamo iniziando le pre-selezioni per far parte della squadra, in particolare stiamo girando in tutto il Paese nelle le zonas veredales”, cioè gli accampamenti protetti dove sono accolti in questi mesi gli ex guerriglieri delle Farc, che qui si preparano al loro reinserimento nella società. Presto ci saranno le prime convocazioni, in vista della prima partita ufficiale, prevista il 21 settembre, che in Colombia è la Giornata della pace. Le squadre del La Paz F.C. giocheranno in un campo di provincia, da poco inaugurato e intitolato proprio alla pace: si trova ad Apulo, un centinaio di chilometri ad ovest di Bogotá, nel dipartimento di Cundinamarca, lungo la strada che scende dai 2.600 metri della capitale alla torrida valle del Magdalena. Una zona dove fino a qualche anno fa la guerriglia era ben presente.
Mora Ortiz di avvale di vari esperti del settore, che lo stanno aiutando nelle selezioni e per i futuri allenamenti: tra questi diversi ex calciatori, come Bonner Mosquera e il conosciutissimo Faustino Asprilla, attaccante del Parma negli anni ’90. Una grossa mano la sta dando anche un italiano, Paolo Lepori, allenatore romano da un paio d’anni trapiantato a Bogotá, dove dirige una scuola di calcio con l’obiettivo di integrare ragazzi e ragazzi per prevenire violenze e femminicidi.
Gesto concreto in un momento delicato. Riflette ancora il promotore dell’iniziativa: “Questo è un momento molto complicato per la Colombia, la pace si costruisce con gesti concreti ed autentici, soprattutto in questa fase dell’implementazione della pace. Una fase ancora più difficile rispetto a quella della trattativa e della firma del trattato di pace. E’ un momento fondamentale per far uscire il mio Paese dalla violenza. E sono convinto che il calcio possa avere un ruolo nel trasformare la società”. In effetti, anche se l’applicazione del trattato di pace tra Governo e Farc sta procedendo sostanzialmente nei tempi e nei modi previsti, non mancano resistenze ed incognite: la forte polarizzazione politica che ha riguardato proprio il trattato di pace, la presenza di bande criminali e paramilitari nei luoghi in precedenza controllati dalle Farc, il ruolo ancora attivo dell’Eln, l’altra storica formazione della guerriglia, l’uccisione negli ultimi mesi di numerosi leader sociali e pure di qualche ex guerrigliero. Momento chiave del processo di pace sarà proprio il reinserimento sociale degli ex membri delle Farc, che secondo il crono programma dal mesi prossimo inizieranno ad uscire dalle zone protette. Mora Ortiz ha ancora un altro sogno nel cassetto, quello di poter consegnare una maglietta dalla squadra a papa Francesco, che sarà in Colombia dal 6 al 10 settembre: “E’ il mio obiettivo, la mia speranza, pensando a quello che significa il Papa per la sua persona e il suo messaggio”. Un’ulteriore conferma dell’attesa che circonda la visita di Francesco, nella speranza che possa accelerare il cammino di pace.