Società

Festival dello sviluppo sostenibile. Giovannini (ASviS): “Non si tratta soltanto di una questione ambientale, ma anche economica e sociale”

Del Festival e delle prospettive che si aprono ora abbiamo parlato con il portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, Enrico Giovannini, ordinario di statistica economica all’Università di Roma “Tor Vergata” e in passato ministro del Lavoro e delle politiche sociali nonché presidente dell’Istat

Si è appena conclusa la mobilitazione straordinaria per il Festival dello sviluppo sostenibile e l’ASviS (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile), che lo ha organizzato, già guarda alle prossime scadenze e agli impegni futuri. Del Festival e delle prospettive che si aprono ora abbiamo parlato con il portavoce dell’Alleanza, Enrico Giovannini, ordinario di statistica economica all’Università di Roma “Tor Vergata” e in passato ministro del Lavoro e delle politiche sociali nonché presidente dell’Istat.

Per il Festival dello sviluppo sostenibile si trattava di una “prima”. Che bilancio se ne può fare?
È stato un successo. In 17 giorni si sono svolti 221 eventi in tutta Italia e molti altri soggetti avrebbero voluto partecipare ma non hanno fatto in tempo a organizzarsi. Ad essi abbiamo già dato appuntamento alla seconda edizione, nel 2018.

Come spiega questo successo?
Abbiamo colto un cambiamento profondo nella società rispetto a questi temi. E poi, paradossalmente, abbiamo avuto un testimonial d’eccezione nel presidente americano Trump, con la sua decisione di ritirarsi dagli accordi di Parigi. La reazione unitaria che c’è stata anche a livello internazionale è un fatto molto importante.

Il cambiamento, sembra di capire, riguarda anche il modo di concepire lo sviluppo equo e sostenibile.
Certamente. Emerge con sempre maggiore chiarezza che non si tratta soltanto di una questione ambientale, ma anche economica e sociale. In un mondo in cui tutto è interconnesso, l’approccio non può che essere integrato.

L’alternativa è tra un nuovo modello di sviluppo – sviluppo, non decrescita felice – e il vecchio modello.

È un’impostazione che l’ASviS ha anticipato e che continua a sostenere con convinzione in ogni sede.

Oltre alla partecipazione di decine di migliaia di persone sul territorio, il Festival è stato anche un momento di confronto con le istituzioni al massimo livello. Con quali risultati?
Nel convegno conclusivo alla Camera, alla presenza del Capo dello Stato, il Presidente del Consiglio Gentiloni ha assunto degli impegni di grande rilievo che vanno proprio nella direzione dell’approccio integrato di cui si diceva e che l’ASviS aveva proposto fin dal settembre scorso.

Di quali impegni si tratta?
Un primo punto è che a livello di governo sarà lo stesso Presidente del Consiglio a coordinare la Strategia italiana per lo sviluppo sostenibile. Questa scelta rappresenta proprio l’espressione politica dell’approccio integrato: se non è solo un problema di politica ambientale, ma riguarda l’insieme delle politiche, è il responsabile dell’esecutivo a essere chiamato direttamente in causa. Un secondo impegno consiste nel monitoraggio annuale della Strategia che il capo del governo porterà in Consiglio dei ministri. Avverrà in febbraio, così da poter inserire gli eventuali correttivi all’interno del Documento di economia e finanza. Gentiloni, inoltre, ha annunciato una

direttiva a tutti i ministeri affinché adottino gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite nell’elaborare la programmazione per il prossimo ciclo 2018-2020,

spiegando anche in modo attueranno tali azioni. È comunque fondamentale – e si tratta del quarto impegno – che tutto questo avvenga in una continua interazione con la società civile, attraverso l’attivazione di una piattaforma che coinvolga tutte le componenti, dal terzo settore al mondo delle imprese, che già fanno parte dell’ASviS.

Gli impegni del governo sono importanti, ma è anche vero che, senza entrare nel dibattito sulla data delle elezioni, ci troviamo comunque nella fase conclusiva della legislatura e nella prospettiva quindi di andare alle urne. Come si muoverà l’ASviS in questa fase?
Ci muoveremo su due filoni. Da un lato con un lavoro orientato a “territorializzare” le politiche per lo sviluppo sostenibile. Le faccio subito un esempio: mentre ci parliamo io mi trovo a Rocchetta Mattei con i sindaci delle città metropolitane per la firma di una carta d’impegno su questi temi, sviluppata anche con il nostro contributo. Ci batteremo quindi perché in tutte le città e nelle aree interne questa visione dello sviluppo diventi il quadro di riferimento olistico delle scelte politiche.

A livello nazionale, il nostro sforzo sarà orientato a far sì che i temi dello sviluppo sostenibile diventino il centro della prossima campagna elettorale.

Il successo del Festival è un’ulteriore prova di come la società civile sia più avanti della politica e come soprattutto per i giovani una visione nuova dello sviluppo sia un tema determinante anche per le opzioni di voto. Presseremo dunque in questo senso tutte le forze politiche. Lo abbiamo già fatto a gennaio, ma ora lo faremo con più intensità.