Solidarietà

Terra Santa: Ats (Ong), boiler, taniche e pannelli solari per soddisfare la “Voglia di acqua” di Betlemme

L’emergenza idrica è uno dei problemi principali di Betlemme il cui sistema idrico cittadino lamenta delle perdite di circa il 40% dell’acqua distribuita che subisce anche contaminazioni. Inoltre la gestione della rete idrica in mano a Israele ostacola il rifornimento di acqua che arriva nelle abitazioni betlemite ogni 25-30 giorni. Per dare una risposta concreta al bisogno di acqua, Ats, l’ong a servizio della Custodia di Terra Santa, ha attivato da alcuni anni il progetto “Voglia di acqua”. Vincenzo Bellomo, responsabile dei progetti sociali di Ats a Betlemme, lo racconta al Sir

Veduta di Betlemme, (Foto ATS pro Terra Sancta)

Mancano ancora pochi giorni e poi Khader Jaqaman, venticinque anni, di Betlemme, si sposerà. Ha passato mesi a costruirsi, con grande fatica, il suo piccolo appartamento di 25 metri quadrati. Ora fervono gli ultimi preparativi e tra i primi regali ce n’è uno che lo ha reso particolarmente felice: un sistema di energia solare costituito da un boiler, pannelli solari e una tanica d’acqua.

Betlemme: Khader Jaqaman, (Foto ATS)

Khader e sua moglie avranno così acqua calda in casa, grazie ad Ats, Associazione Pro Terra Sancta, l’ong a servizio della Custodia e al suo progetto “Voglia di acqua” che ha l’obiettivo, spiega al Sir Vincenzo Bellomo, responsabile dei progetti sociali di Ats a Betlemme, di

“garantire e migliorare l’accesso e l’approvvigionamento di acqua alle famiglie cristiane più bisognose di Betlemme, la maggior parte delle quali vive all’interno della città vecchia e lungo Star Street, la via che secondo la tradizione fu percorsa dalla Sacra Famiglia in cerca di un alloggio e successivamente dai Re Magi. Un regalo di nozze, un piccolo gesto che però può fare la differenza nell’incoraggiare i giovani della comunità cristiana betlemita a rimanere in Terra Santa”.

Emergenza acqua. L’emergenza idrica è uno dei problemi principali di Betlemme.

Il sistema idrico cittadino lamenta delle perdite di circa il 40% dell’acqua distribuita che subisce anche contaminazioni. Inoltre la gestione della rete idrica in mano a Israele ostacola il rifornimento di acqua che arriva nelle abitazioni betlemite ogni 25-30 giorni.

Le famiglie palestinesi devono convivere con questa difficile quotidianità ricorrendo a taniche, poste sui tetti delle abitazioni, per raccogliere e conservare l’acqua che serve loro per bere, lavarsi e cucinare. Tuttavia la capacità di queste non è sufficiente a soddisfare il loro fabbisogno giornaliero così una delle principali fonti di approvvigionamento idrico diventa la raccolta di acqua piovana, quando il clima la consente. L’acquisto di acqua trasportata dalle autocisterne ha costi proibitivi. Chi, invece, possiede un impianto con delle cisterne si trova a dover fare i conti con l’alto costo della manutenzione. Il risultato? Oggi molti utilizzano acqua inquinata conservata in taniche arrugginite.

Muro israeliano nell’area di Betlemme

“L’installazione di nuove cisterne e pannelli solari – aggiunge Bellomo – è

una risposta concreta ad un bisogno reale e primario di accesso all’acqua,

e diventa un modo nuovo per creare amicizie e incoraggiare la presenza cristiana a partire delle giovani coppie”. Il progetto “Voglia di acqua” permette così di “entrare nelle case delle nostre famiglie e diventa l’occasione per instaurare un rapporto di vicinanza e prossimità in un contesto segnato anche dalla mancanza di speranza e di prospettive di pace” che si infrangono sul muro di separazione israeliano che circonda la città.

 Un po’ d’acqua… anche da Milano. Tra i benefattori di Khader e di altri 15 nuclei familiari di Betlemme, “accuratamente selezionati con l’aiuto di un’assistente sociale”, c’è anche la parrocchia Santa Maria del Suffragio di Milano, guidata da don Claudio Nora. La comunità ha, infatti, deciso di devolvere la raccolta quaresimale 2018, 10mila euro, al progetto di Ats.

“Con questa iniziativa – dice al Sir il parroco – abbiamo voluto rendere la nostra comunità più consapevole del vissuto quotidiano dei cristiani di Terra Santa. Tutte le componenti parrocchiali si sono attivate durante la Quaresima organizzando eventi e testimonianze potendo contare anche sulla presenza in parrocchia di una famiglia originaria di Betlemme. Così facendo abbiamo anche riannodato i fili con le radici della nostra fede stringendo un legame con la Terra Santa che cercheremo di rafforzare sempre di più”.

La speranza di don Nora è quella che anche “altre chiese possano intraprendere iniziative analoghe per dare sostegno e vicinanza ai nostri fratelli cristiani in Terra Santa dove contiamo di andare in pellegrinaggio nel 2019”. Con i soldi della raccolta parrocchiale, Ats ha potuto donare “nuovi elementi per un impianto idraulico sicuro, efficiente, igienico, duraturo e in grado di garantire l’approvvigionamento della giusta quantità di acqua potabile anche in periodi di siccità o di tagli di fornitura, fornendo anche nuovi sistemi di riscaldamento a energia solare”.

La raccolta continua. Una vera manna per tante famiglie palestinesi, come quella di Antoinette Bassous: un’anziana coppia con quattro figlie, tutte sposate. Il padre lavorava come meccanico ma ha dovuto abbandonare il lavoro per motivi di salute; la madre è una sarta ma ha iniziato ad avere problemi di vista a causa del duro lavoro e ora necessita di un intervento chirurgico. La totale mancanza di un sistema pensionistico in Palestina ha aggravato la loro condizione, lasciandoli in forte bisogno di aiuto. La coppia possedeva taniche di ferro arrugginite, la cui acqua ne risultava imbevibile. Ats ha fornito loro tre taniche di plastica bianche per far fronte alla carenza d’acqua.

 

Lousy Jaqaman è una donna rimasta sola che cerca di portare avanti un’intera famiglia. Ora lavora come segretaria in un istituto locale ed ha un reddito molto basso, unico sostegno economico della famiglia. È madre di due figlie che studiano all’università e di un figlio che frequenta ancora la scuola. I pannelli solari erano arrugginiti, guasti e non riscaldavano più l’acqua. Ora grazie al progetto “Voglia di acqua” ha un nuovo sistema di pannelli solari e un boiler. Nuovi pannelli e un boiler anche per la famiglia di Asad Hosh: un’anziana coppia rimasta sola dopo che i tre figli sono emigrati in cerca di una vita migliore. Il padre lavorava con il legno d’ulivo ma ha dovuto lasciare la sua occupazione per motivi di salute, la madre non lavora e, dunque, come sostegno finanziario possono contare solamente su una piccola entrata proveniente dai figli. Afram Abdo ha due figli in età scolara e un lavoro precario. Lo stipendio molto basso della moglie che fa la cassiera in un supermercato non basta ai bisogni della famiglia. Le loro taniche dell’acqua erano arrugginite, guaste e perdevano acqua, che si presentava malsana a causa della ruggine. Ats ha rimpiazzato le vecchie taniche e ne ha fornito due nuove. Ma ancora non basta. Il lavoro di Ats continua: serviranno ancora altre taniche e serbatoi per soddisfare la “voglia d’acqua” di Betlemme.