FAMILY 2012

Aprite le porte

Il punto sull’accoglienza delle famiglie

Le famiglie milanesi e lombarde aprono progressivamente le porte delle loro case alle centinaia di migliaia di pellegrini che parteciperanno al VII Incontro mondiale delle famiglie a Milano dal 30 maggio al 3 giugno prossimi (www.family2012.com/it/). La scelta di accogliere altre famiglie da tutto il mondo acquista un significato profondo, che va ben al di là degli aspetti "tecnici". Alessandra Barbanti, referente dell’area Accoglienza del Family 2012, rilancia l’argomento e fa il punto su come procede l’organizzazione.

Il termine per segnalare la disponibilità ad accogliere è il 31 marzo: come sta andando la "macchina dell’accoglienza"?
"Viste le migliaia di risposte ricevute, con alta probabilità posticiperemo la chiusura delle ‘iscrizioni’ per permettere ancora a chi vuole ‘aprire la sua casa al mondo’ di comunicarlo al suo Rol (Responsabile organizzativo locale)".

Avete ricevuto disponibilità dal Milano e dall’hinterland, ma anche da altre città lombarde; fino a quale distanza dall’evento può essere utile avere famiglie che accolgano?
"Cerchiamo di rispettare il criterio dell’ora di distanza rispetto al MiCo Fiera Milano City per i pellegrini che parteciperanno al Congresso internazionale della famiglia e rispetto all’area di Bresso".

Per i pellegrini che parteciperanno all’incontro soltanto il sabato 2 e la domenica 3 giugno, sono previste forme di accoglienza particolari?
"Per la sola notte di sabato, serve una disponibilità di posti anche in strutture di proprietà di parrocchie, associazioni, istituti nei pressi di Bresso, il comune dove avranno luogo i due momenti con il Pontefice. L’invito è rivolto, in particolare ai parroci delle 42 parrocchie che si trovano nel raggio di 4 chilometri dal comune e a quelli delle 73 parrocchie lungo le due linee delle metropolitana, la M1 rossa e la M3 gialla. Ma l’invito è rivolto anche ai religiosi degli istituti che si trovano nella stessa area, ai presidenti degli enti non profit, ai dirigenti scolastici, a quanti sono disposti a mettere a disposizione della buona riuscita dell’evento palestre, auditorium, sale civiche. In questo caso, sarà sufficiente offrire lo spazio dove i fedeli possano stendere stuoie e sacchi a pelo".

Quali "requisiti" deve possedere una famiglia accogliente?
"È sufficiente garantire un’accoglienza dignitosa e sobria, anche un divano letto e un bagno comune possono bastare".

A livello organizzativo, quali possono essere le criticità nella gestione dell’accoglienza?
"La diversità linguistica, per esempio, potrà essere una criticità stimolante. Nel caso in cui fosse necessario, sarà possibile rivolgersi al Responsabile organizzativo locale o contattare un numero dedicato disponibile sul sito www.family2012.com e sulla Guida della famiglia".

Quali consigli darebbe per favorire la disponibilità ad accogliere da parte delle famiglie?
"Se i vostri ‘nonni’ o qualche parente anziano vivono da soli potete ospitarli a casa vostra, potendo così dare la disponibilità del suo appartamento a una famiglia del mondo. Chi vive da solo, magari anziano, può mettere a disposizione la propria casa con l’aiuto di una famiglia della parrocchia o di un volontario che possano essergli di supporto nella gestione degli ospiti".

Si può tracciare un "identikit della famiglia che accoglie" o la tipologia delle disponibilità è varia?
"Abbiamo ricevuto disponibilità da migliaia di famiglie con figli, da migliaia di giovani coppie, da famiglie allargate, con nonni e parenti. Tra le offerte di accoglienza più ‘originali’ c’è quella di un privato cittadino dell’hinterland milanese che ha organizzato un’area camper attrezzata di tutto punto per 1.200 persone! Inoltre, molti albergatori hanno offerto gratuitamente camere per i pellegrini".

Perché una famiglia dovrebbe scegliere di aprire le porte della sua casa ad altre famiglie del mondo in occasione di questo evento?
"Ospitare i pellegrini può essere un’occasione unica per aprire le porte di casa al mondo e regalare ai propri figli un’esperienza di educazione e di crescita. A questo proposito, vorrei citare le parole del nostro arcivescovo: ‘Il VII Incontro mondiale delle famiglie è un grande impegno per la nostra diocesi, che esige un coinvolgimento personale di tutti i cristiani non solo d’Italia: molti nostri fratelli e sorelle, molte famiglie verranno da tutte le parti del mondo. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, sia per l’accoglienza che per il volontariato, ma innanzitutto come coinvolgimento delle persone nella partecipazione al grande gesto del Congresso teologico pastorale che si terrà nei primi tre giorni e negli straordinari momenti che Papa Benedetto ci ha concesso decidendo di stare con noi per ben tre giorni’".

(26 marzo 2012)