FAMILY 2012

Vittima dell’avidità

Famiglia e finanza: un intervento del card. Turkson

Ci sono valori esclusivamente economici e finanziari come la produttività – ma anche l’austerità e il rigore – che stanno soppiantando altri valori assai più basilari e fondamentali per la società. La causa di questa generazione è sotto gli occhi di tutti: "La finanza si è trasformata, da mezzo che facilita la vita economica a fine ultimo che alimenta l’avidità e l’interesse ad accumulare". L’analisi del card. Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, è impietosa ma coglie nel segno e solleva il problema di un’economia che "oggi si è ampiamente dimostrata insostenibile per le famiglie e per la società intera e non può più andare avanti così, altrimenti si rischia il tracollo".

Urgono nuove regole. Il card. Turkson, intervenuto oggi a Milano, al ciclo di incontri "Dalla crisi economica alla speranza affidabile" organizzato dalla Fondazione Milano Famiglie con il Gruppo 24 Ore, ha le idee chiare su cause, responsabilità e possibili rimedi contro la crisi attuale: "La finanza deve promuovere l’attività economica nella società e la politica deve sovrintendere da vicino al ruolo della finanza, svolgendo un ruolo di controllo senza cadere nella tentazione dell’alleanza". Il compito della politica, infatti, è "assicurare alla società che il sistema finanziario svolga il suo ruolo specifico, quello di promuovere la vita economica della società per assicurare il bene comune e la dignità delle persone". Per questo servono delle regole che consentano d’invertire la rotta rispetto alla deregulation di fatto che è in atto e che ha generato le pesanti conseguenze oggi sotto gli occhi di tutti.
Un sistema di nuove regole è necessario in ambito economico come in qualunque altro settore, come chiarisce questo esempio: "Pensiamo al trasporto aereo: i piloti, che hanno la responsabilità non soltanto del mezzo che guidano ma anche delle persone che trasportano, devono seguire regole ferree sugli orari di guida, sul loro stato di salute, su tutti i comportamenti e le procedure che sono chiamati ad attuare per garantire un viaggio sicuro. Perché non possiamo applicare un modello simile anche a chi ha responsabilità nel mondo dell’economia e della finanza?". Il card. Turkson sottolinea che "non è la prima crisi che dobbiamo affrontare, ma non impariamo mai la lezione ed evidentemente c’è qualcosa che non va".

La bassa natalità. La degenerazione del sistema finanziario non è l’unica causa della crisi in corso a livello globale. Il presidente del Pontificio cita in questo senso la bassa natalità dei Paesi occidentali e la concomitante crescita del fenomeno migratorio, non sempre supportato dalla necessaria integrazione sociale. "La migrazione delle persone e delle famiglie può avere conseguenze opposte, se esse vengono accettate dalla popolazione indigena oppure vengono respinte come una minaccia da chi non vuole accoglierle". Il che dipende anche dai numeri: "Se i nuovi arrivati crescono quantitativamente di più rispetto alla popolazione ospitante, quest’ultima ne ha paura e si chiude al dialogo, pregiudicando la possibilità della convivenza e dell’integrazione". In questa direzione, il magistero sociale della Chiesa ha l’obiettivo e l’ambizione di "farsi promotore di una finanza etica e di un’economia sostenibile, per creare un sistema di regole che tutelino non soltanto il mercato ma anche i valori fondamentali della comunità sociale". All’interno di quest’ultima il nucleo familiare gioca un ruolo fondamentale, come il card. Turkson ribadisce: "La famiglia è la cellula di base della società ma anche della Chiesa. Senza la famiglia la società crolla, ma anche la Chiesa crolla".

L’impresa familiare. Il tessuto economico italiano ha assegnato alla famiglia un’importanza strategica all’interno del sistema imprenditoriale. Nel nostro Paese, infatti, "l’industria di proprietà familiare è una realtà che, se gestita con attenzione e lungimiranza, può dare un contributo decisivo in termini di tenuta e di rilancio contro la crisi in atto". Per questo servono scelte politiche capaci di sostenere la famiglia a livello economico e sociale, di cui finora il sistema politico italiano non si è fatto carico appieno, nonostante molte promesse e altrettanti slogan.
Guardando all’appuntamento con il VII Incontro mondiale delle famiglie che si svolgerà a Milano dal 30 maggio al 3 giugno, il card. Turkson lancia l’auspicio che l’evento sia l’occasione per un proficuo confronto fra le famiglie di tutto il mondo e le situazioni che esse vivono, ma possa anche provocare "un profondo ripensamento del senso, del valore e degli stili di vita della famiglia, spingendoci tutti a essere un po’ creativi di fronte alle difficoltà, confidando nelle risorse inesauribili che ogni persona ha ricevuto in dono da Dio".

(10 maggio 2012)