FAMILY 2012
Il punto a pochi giorni dall’incontro mondiale con Benedetto XVI a Milano
"Sarà un evento capace di far sì che la famiglia, da protagonista dimenticata, ritorni a essere una risorsa su cui investire sia per la società che per la Chiesa: il futuro della società e della Chiesa passa dalla famiglia, una realtà che costituisce un vero e proprio patrimonio di umanità". Così mons. Erminio De Scalzi, presidente della Fondazione Milano Famiglie 2012, a Marco Deriu che, per il Sir, lo ha intervistato alla vigilia dell’Incontro mondiale delle famiglie (Milano, 30 maggio – 3 giugno).
Nella fase di preparazione, tra i molti problemi da affrontare, avete registrato segnali che vi hanno sorpreso?
"La principale sorpresa riguarda l’ospitalità: abbiamo avuto molta più disponibilità di accoglienza da parte delle famiglie rispetto alle richieste. Abbiamo trovato molti spazi di ospitalità fisica e materiale, ma soprattutto una grande ospitalità di cuore che ricorda come Milano sia una città ospitale. Ancora più sorprendente è stato l’interesse da parte del mondo civile, molto attento a un tema di grande attualità non solo per il momento che attraversiamo ma anche per i valori permanenti di cui tratta il convegno: la dimensione affettiva, la dimensione lavorativa e la dimensione del riposo. Abbiamo scoperto che la famiglia è in crisi ma anche che ci sono anche tante belle famiglie, più numerose di quelle in crisi, che vivono bene il loro amore coniugale. È il miracolo più bello".
La dimensione della "festa" assume un significato particolare rispetto al tempo della domenica…
"Ci troviamo di fronte a una connotazione della festa sempre più inquinata dal consumismo e su questo tema i cristiani potrebbero fare la differenza, sostenendo la domenica che è il giorno in cui ci si concentra su cose che hanno valore ma non hanno prezzo. L’economia avrà le sue ragioni, ma occorre difendere la domenica come uno spazio di tempo non commerciale, che salva relazioni serene, che riunisce e rigenera la famiglia e che, per il credente, è anche uno spazio di riconciliazione con Dio. In questa prospettiva ci aiuta il pensiero del sabato ebraico: non è stato il popolo di Israele che ha conservato il sabato, ma il sabato che ha conservato l’identità del popolo di Israele".
Quale significato avrà la presenza del Papa?
"Il Papa viene a riconfermarci come Chiesa ambrosiana nel legame con Pietro e nella fede. La presenza di tre giorni di Benedetto XVI a Milano è un grande dono, perché di solito le sue visite nelle diocesi italiane durano un giorno. In quest’occasione i giorni di permanenza saranno tre, proprio perché si tratta di un grande evento".
Come hanno risposto all’invito a partecipare le comunità ecclesiali di Milano, del territorio e dell’Italia intera?
"Le comunità ecclesiali di Milano meritano una lode: hanno rivelato grande capacità di accoglienza e hanno espresso 700 Responsabili organizzativi locali (Rol), che stanno lavorando molto bene per coordinare l’accoglienza delle famiglie da tutto il mondo. Hanno risposto molto bene anche le altre diocesi lombarde, sia per l’ospitalità che per l’organizzazione delle sessioni del Congresso teologico-pastorale che in parte si svolgeranno nelle sedi dislocate".
Come si è caratterizzato il rapporto di collaborazione con le istituzioni coinvolte nell’organizzazione?
"Il VII Incontro mondiale delle famiglie è stato dichiarato grande evento’ e il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi è stato nominato commissario governativo. Con lui abbiamo organizzato bene i diversi tavoli decisionali e la Prefettura ha collaborato proficuamente, come pure le altre istituzioni coinvolte: Comune, Provincia e Regione. Direi che si è stabilito un modo di lavorare insieme che potrà servire anche per il futuro. Di questo siamo grati alle istituzioni, che hanno assunto l’impegno non come puro adempimento ma mettendoci il cuore, con interesse e partecipazione".
Qual è lo "stile" scelto per l’organizzazione e la gestione del Family 2012?
"La mia definizione di stile’ è: mettere ciò che si è in ciò che si fa. Va sottolineato che questo è un evento innanzitutto ecclesiale. Contano le cose che faremo, ma conta ancora più lo stile con cui le faremo, caratterizzato da tre parole: trasparenza, sobrietà, ecosostenibilità. Abbiamo diffuso il bilancio sociale e molte altre informazioni, abbiamo scelto di limitare le spese all’essenziale, abbiamo voluto valorizzare l’area di un parco lanciando un appello al rispetto della zona in tutti i sensi".
In che modo questo evento interpella il mondo politico e sociale?
"La famiglia molte volte è vista come qualcosa di intimistico, mentre oggi è di fatto il principale ammortizzatore sociale degli effetti della crisi. Bisogna passare dalla realtà declamatoria delle politiche per la famiglia alla loro effettiva messa in pratica. Pensiamo al quoziente famigliare, alle facilitazioni per il lavoro e per la casa, ai giovani. Per molti di loro, per esempio, la questione abitativa è un problema, soprattutto a Milano, città che ha tante case senza abitanti e tanti abitanti senza casa".
Come giudica la copertura mediatica che il VII Incontro mondiale delle famiglie e gli eventi correlati hanno ottenuto?
"Voglio ringraziare la stampa e i media, che hanno saputo cogliere la valenza valoriale di questo appuntamento. Nel complesso i mezzi di comunicazione hanno contribuito a riportare il valore famiglia fuori dalle mura di casa. Il tema è stato trattato ampiamente e questo ha permesso di mettere in evidenza anche nel mondo la qualità culturale di Milano".
(23 maggio 2012)