LA CAMPAGNA ''UNO DI NOI''
Il medico e bioeticista Giovanni Stirati, del Cammino Neocatecumenale: “La scienza ha dimostrato che l’embrione precoce non è ‘un semplice ammasso di cellule’ o un ‘progetto di uomo’, ma già un individuo”
"Riconosco il Cammino Neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica, valida per la società e per i tempi odierni”: queste parole del Beato Giovanni Paolo II sono poste nella home-page del sito ufficiale del Cammino Neocatecumenale, a indicare la natura di questa realtà dell’associazionismo cattolico, che è tra le più fluide oltre che numericamente rilevanti. Iniziato negli anni 60 in uno dei sobborghi più poveri di Madrid da Kiko Argúello e da Carmen Hernandez, il "Cammino" si presenta oggi come un percorso di "conversione" attraverso il quale riscoprire la bellezza e profondità della fede cristiana. Il "Cammino" è diffuso in più di 900 diocesi nel mondo, presente in 105 nazioni con oltre 20mila comunità e gruppi attivi in oltre 6mila parrocchie. A Roma, ad esempio, nei mesi scorsi il cardinale vicario, Agostino Vallini, ha conferito durante una celebrazione nella basilica di San Paolo il mandato alle 500 comunità cittadine, che annunceranno il Vangelo nell’Urbe. Sempre a Roma il "Cammino" sostiene l’attività del seminario "Redemptoris Mater", dal quale sono usciti centinaia di preti per il servizio pastorale sia nella capitale sia in altre città e diocesi. Attorno al tema della campagna "UnodiNoi", il Sir ha intervistato un esponente del "Cammino", Giovanni Stirati, medico, docente universitario e bioeticista, che sottolinea come sia importante cogliere la tipicità di questa aggregazione di fedeli laici: "Il Cammino’ spiega – è una forma di iniziazione cristiana degli adulti, si attua nelle parrocchie e non ha una spiritualità particolare, ma svolge il suo compito secondo la dottrina della Chiesa, allo scopo di contribuire a formare cristiani maturi". In questa chiave, e quindi a titolo personale, il prof. Stirati ha accettato di rispondere alle domande su "UnoDiNoi".
Anzitutto una domanda un po’ “tecnica”: ritiene che un tema come quello dell’embrione umano sia colto dalle persone comuni più come un quesito rivolto a medici, scienziati, biologi oppure – a suo avviso – la sensibilità popolare è attenta a un aspetto così delicato come la tutela delle fasi primarie dello sviluppo umano?
"Il tema dell’embrione umano appare oggi rivolto piuttosto a medici, scienziati, biologi. La sensibilità popolare è con ogni probabilità poco attenta a un aspetto così delicato, come la tutela delle fasi primarie dello sviluppo umano, a causa di una distorta visione antropologica circa le fasi iniziali della vita umana, oltre che per la secolarizzazione’ della nostra generazione, che privilegia il principio di autonomia personale rispetto al riconoscimento di verità scientificamente dimostrabili. La scienza ha infatti dimostrato che l’embrione precoce non è un semplice ammasso di cellule’ o un progetto di uomo’, ma già un individuo che deve solo avere a disposizione un ambiente adeguato e un tempo definito per il suo sviluppo, fino ad una riconoscibile forma umana".
Le sembra che una campagna europea come questa possa far leva soprattutto sui valori cristiani o, viceversa, che vi si possano ritrovare anche persone di diverso orientamento culturale e religioso?
"Ritengo che in questa campagna europea possano ritrovarsi anche persone non cristiane, di diverso orientamento culturale e religioso, che riconoscano con onestà intellettuale, priva di componenti ideologiche, gli aspetti antropologici ed etici dell’embrione umano".
Il tema della vita, della sua difesa e promozione come viene presentato nelle catechesi del Cammino Neocatecumenale?
"È una domanda che trova la sua risposta nel fatto che il Cammino’ è una forma di iniziazione cristiana degli adulti, che si svolge nelle parrocchie secondo la dottrina della Chiesa. Lo scopo è di formare cristiani adulti e consapevoli. Gli insegnamenti sulla vita fanno parte della dottrina della Chiesa da sempre".
Sulla base della sua esperienza, riscontra differenze nella sensibilità religiosa e sociale in Europa tra i popoli “latini” (Italia, Spagna ecc.) rispetto a quelli nordici?
"Anche se esistono certamente profonde differenze culturali tra i popoli latini e quelli nordici, la nuova evangelizzazione è rivolta alla singola persona. Perciò non si deve disperare che anche chi ha abiurato il cristianesimo possa di nuovo convertirsi alla buona notizia dell’amore di Dio in Gesù Cristo morto e risorto".
Come si impegnerà concretamente il Cammino Neocatecumenale nella raccolta firme per "UnodiNoi"?
"Sulla base della premessa iniziale, la parrocchia risulta essere il naturale ambito per un cristiano che voglia aderire, in piena libertà di coscienza, alle singole iniziative proposte".
Luigi Crimella
(09 maggio 2013)