editoriale" "
In Europa ci sono alcuni politici “sugli ” “altari”, per altri sono aperti i processi ” “di beatificazione. Può la politica portare alla santità?” “” “
La recente apertura della causa di beatificazione di don Luigi Sturzo sollecita una domanda: l’impegno politico può essere una via per la santità? Nel nostro tempo di crisi – morale, spirituale, sociale – della democrazia, la domanda può sembrare paradossale, per non dire provocatoria. Il popolo dei santi è fatto di re, di soldati, di pastori, di contadini, di malati, di ricchi, di poveri, di intellettuali, di madri di famiglia, costituisce un insieme eterogeneo, la cui configurazione si è modificata nel corso dei secoli per tradurre i bisogni della Chiesa e le attese della società: “Vogliamo scoprire nei santi ciò che li unisce a noi”, diceva Paolo VI. Quando la Chiesa prepara la beatificazione di uomini politici, sembra favorire la santità dell’azione che si basa sull’armonia tra vita interiore e vita esteriore.
Nel passato sono stati beatificati o canonizzati dei sovrani, mai dei politici nel senso moderno della parola. La grande figura di Thomas More (1478-1535) può rappresentare per il suo senso del sacrificio, il tipo stesso dell’uomo di governo cristiano e infatti è stato dichiarato patrono dei politici durante il Giubileo del 2000. Ma, a dire il vero, è stato canonizzato non tanto per la sua azione di governo quanto perché martire, per avere scelto la fedeltà alla Chiesa di Roma piuttosto che al suo Re. Più vicino alla nostra riflessione sarebbe Nicolas di Flüe (1417-1487), il fondatore della Svizzera moderna che, dopo un’intensa attività politica, si ritirò nella solitudine e nella preghiera. Tuttavia nel cattolicesimo contemporaneo l’azione politica è stata a lungo considerata come un’attività poco conveniente, nel quadro della democrazia le cui strutture parlamentari invitano al compromesso.
Nell’Ottocento, l’impegno privilegiato, che ha portato a volte al riconoscimento della santità, era l’azione sociale. Con Leone XIII, la democrazia fu definita come un regime accettabile, Pio XI definì la politica come azione di carità, e Pio XII nel 1942-1944 presentò il regime democratico come il sistema politico che permette meglio la realizzazione dei principi evangelici. Questo orientamento fu confermato dal Concilio (Costituzione Gaudium et Spes). L’Esortazione Christifideles laici (dicembre 1988) sulla vocazione dei laici nella Chiesa e nel mondo, definì la santità come la perfezione della carità nella vita ordinaria, famigliare, professionale, sociale e politica. In questo contesto teologico e spirituale emerge la questione della beatificazione di politici scelti per dare un senso all’azione del cristiano impegnato nella res pubblica. Alcuni processi sono stati aperti, già prima di quello del fondatore del partito popolare italiano: in Italia, Alcide De Gasperi, fondatore della Democrazia cristiana, capo del governo italiano dal 1946 al 1953, Giuseppe Lazzati dirigente dell’Azione Cattolica, deputato alla Costituente per la Democrazia cristiana, fondatore di un Istituto secolare e rettore dell’Università cattolica di Milano, Giorgio La Pira, il ” santo sindaco ” di Firenze, Igino Giordani, anche lui eletto alla Costituente e con Chiara Lubich tra i fondatori dei Focolarini; in Francia sono aperti i processi di Edmond Michelet e di Robert Schuman.
Far salire un politico sugli altari può essere sorprendente e rischioso. C’è il rischio di beatificare il suo partito? Questi processi vengono aperti troppo presto? L’azione politica implica delle virtù che non sono della carità, ma del calcolo, della ragione di Stato, del cinismo? La politica, arte del possibile è compatibile con l’assoluto della santità? In verità, la possibile beatificazione di uomini politici ha il merito di mostrare anche oggi che si può fare della politica altrimenti e che è possibile restare fedeli alla propria fede nell’azione ma che anche l’impegno politico risponde ad alte esigenze. Difendere e illustrare il genio del cristianesimo, mostrare che questo è necessario per reinventare la democrazia e il servizio della comunità, che la politica è una forma di santità, come diceva san Tommaso, questo sarebbe il significato di una beatificazione di un politico impegnato nella democrazia moderna.