CHIESE IN BREVE
Ucraina: un libro sul Patriarca Josyf Slipyj
Lo storico ucraino Volodymyr Serhiichuk ha presentato a Kiev una pubblicazione in due volumi: “Il patriarca Josyf Slipyj nei documenti dei servizi di sicurezza sovietici”. L’autore ha precisato di aver scritto il libro perché continuava a imbattersi in documenti degli archivi del Kgb che attestavano che il Patriarca è stato un “grande statista”. “Dai documenti ho potuto vedere che non era semplicemente un leader religioso ma una figura potente, un grande ucraino a livello nazionale”, afferma Serhiichuk, spiegando che il fatto di non essere un greco-cattolico gli ha permesso di rimanere “il più obiettivo possibile”. Lo storico, che ha presentato la pubblicazione in Canada, Estonia, Germania e Italia all’inizio di quest’anno, ha sottolineato che il patriarca Josyf Slipyj rappresenta un “modello” per gli ucraini. Il 16 dicembre, nella cattedrale patriarcale della Risurrezione di Cristo a Kiev, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk della Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc) ha presieduto la liturgia in onore del patriarca Slipyj, ricordando che nell’Ugcc il 2012 è stato l’Anno di Josyf Slipyj. “Che l’esempio di questo Servo di Dio costituisca una vera e propria guida per noi oggi nella sequela di Cristo, nella nebbia del mondo odierno, affinché nessuno si perda, ma erediti la vita eterna”, ha concluso Sua Beatitudine Sviatoslav.
Slovacchia: il martirio di Tito Zeman
Dopo quasi tre anni, è stata ufficialmente chiusa in Slovacchia la fase diocesana del processo di beatificazione di don Titus Zeman (1915-1969) dell’Ordine dei Salesiani di Don Bosco. Tutte le testimonianze, i dati storici e i risultati delle perizie mediche sono stati sigillati e spediti alla Congregazione per le Cause dei Santi in Vaticano. “La storia di don Tito è rappresentativa del destino di numerosi vescovi, sacerdoti, religiosi e laici che hanno sofferto e sono stati perseguitati a causa della loro fede in Gesù Cristo, in Slovacchia e in altri Paesi dell’Europa orientale”, ha dichiarato don Pierluigi Cameroni, postulatore generale, aggiungendo che la testimonianza di questo “martire per la salvezza delle vocazioni religiose” rappresenta un forte impulso e una sfida per la famiglia salesiana e per la Chiesa a “sentire l’urgenza e la necessità di sostenere le vocazioni e maturare dei progetti di vita in sintonia con il Vangelo, per diventare discepoli e apostoli di Gesù Cristo”. I documenti della fase diocesana del processo di beatificazione contano migliaia di pagine. Don Titus Zeman ha offerto rifugio a un ebreo durante la Seconda guerra mondiale e, negli anni del regime comunista, ha organizzato e guidato personalmente tre passaggi di frontiera clandestini di giovani religiosi verso l’Austria. Durante l’ultimo tentativo di attraversare il confine è stato catturato e condannato a 25 anni di carcere. La sua morte dietro le sbarre, nel 1969, è stata la conseguenza del trattamento disumano e delle torture subite. Info: www.tituszeman.sk.
Repubblica Ceca: morto il vescovo Ivan Ljavinec
“Un testimone della fede e della devozione”: con queste parole mons. Ladislav Hucko, esarca apostolico per i cattolici di rito bizantino nella Repubblica Ceca, ha descritto il suo predecessore, mons. Ivan Ljavinec, morto il 9 dicembre. I fedeli gli hanno dato l’ultimo saluto il 12 dicembre nella cattedrale di San Clemente a Praga e tre giorni dopo è stato sepolto nella sua nativa Volovets, nella regione ucraina della Transcarpazia. Il vescovo Hucko ha lodato il lavoro pastorale del defunto e i suoi sforzi volti alla conservazione della “comunità viva dei greco-cattolici” nella Repubblica Ceca. Secondo il presidente della Conferenza episcopale della Slovacchia, mons. Stanislav Zvolenský, che ha inviato le sue condoglianze, il vescovo Ljavinec non ha avuto cedimenti nella sua fede neppure negli anni Cinquanta del secolo scorso, quando la Chiesa greco-cattolica è stata dichiarata illegale dalla dittatura comunista e il presule si è dovuto nascondere in vari luoghi in Slovacchia. “Continuava a incoraggiare i suoi fratelli nel sacerdozio perché rimanessero fedeli alla Chiesa cattolica ed è stato arrestato per la sua attività in questo senso”, si legge nel messaggio di mons. Zvolenský. Una lettera di condoglianze di Benedetto XVI, firmata dal card. Tarcisio Bertone, nella quale il Santo Padre esprime la sua compassione e impartisce la benedizione apostolica, è stata inviata ai parenti di mons. Ljavinec, al clero e ai fedeli.