CIPRO

Una porta di confine

La storia dell’isola tra l’Oriente e l’Occidente

Un’isola di frontiera, l’ultimo muro d’Europa o un ponte tra le culture e un modello di coabitazione tra etnie e religioni diverse? Molte le sfaccettature e le interpretazioni che vengono date dell’isola di Cipro, entrata nell’Unione europea nel 2004 e in quella monetaria nel 2008. A breve si concluderà il suo primo mandato di presidenza e molte delle problematiche che ruotano intorno all’isola restano ancora irrisolte. Cipro, però, “non è un problema, ma rappresenta una chance per l’Europa” come ha sottolineato Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio e ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione, intervenuto nel corso della presentazione del libro “Un Papa a Cipro. Viaggio nella cultura e nella storia di un Paese”. Il volume realizzato da George Poulides, primo ambasciatore residente della Repubblica di Cipro presso la Santa Sede, è stato presentato il 12 dicembre a Roma presso la Comunità di Sant’Egidio. Grazie a questo libro e al viaggio del Santo Padre, il primo per un Papa, è stato possibile ripercorrere la storia di Cipro, capirne il presente e il ruolo giocato all’interno della Ue, ma anche tracciarne i percorsi futuri. Attraverso le pagine si compiono diversi viaggi – nel tempo, tra le religioni e le culture – sullo sfondo di un’isola che incarna lo spirito della cultura mediterranea, basata sulla centralità dell’incontro e della mediazione.

La vittoria della non violenza. “Un superamento della violenza come soluzione dei conflitti”, così mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, ha definito il viaggio di Benedetto XVI a Cipro. Un luogo diventato il simbolo “della vittoria della non violenza sull’oppressione, che dà forza ai deboli e fa superare le divisioni attraverso la speranza e l’amore”. Con questa visita, quindi, avvenuta dopo anni di scambi e contatti, il Santo Padre ha voluto ripercorrere “le orme di Paolo che insieme a Barnaba aveva convertito i Ciprioti e fondato la Chiesa di Cipro” una visita “pastorale e spirituale sulla porta del cristianesimo in Europa” ha sottolineato mons. Paglia citando alcuni passi del libro. Un momento storico, sia per l’isola che per il pontificato di Ratzinger, che potrebbe “essere paragonata all’evento che portò Cipro all’ingresso nella Ue”. “Un viaggio intriso di spiritualità, ma al tempo stesso attento alla dimensione storica avvenuto in un clima di amicizia” tiene a precisare mons. Paglia. Perché è proprio questo il legame che caratterizza i rapporti tra Benedetto XVI e l’arcivescovo ortodosso di Cipro, Chrisostomos II e che ha portato ad una nuova apertura tra la Chiesa d’occidente e quella d’Oriente.

Chiesa d’Occidente e d’Oriente. Di questo legame e della figura centrale avuta da Chrisostomos II ha parlato anche Andrea Riccardi che nel suo intervento ne ha elogiato “la determinazione con la quale ha intessuto e rafforzato i rapporti con la Santa Sede, andando contro il parere dei fondamentalisti ortodossi”. Grazie al suo impegno è stato possibile non solo realizzare la visita del Papa nel 2010, ma anche che la Comunità di Sant’Egidio portasse nel 2008 la preghiera per la pace a Nicosia. “Per tre giorni questa città in sé divisa è diventata la capitale dell’incontro ecumenico”. E nonostante Cipro rappresenti “uno di quei pezzi del mondo d’Oriente complesso dal punto di vista religioso e culturale” è anche “un’isola che dal 2000 sta giocando fino in fondo la carta dell’apertura all’Europa, della costruzione di un’Europa forte e decisa”.

Messaggio di pace e speranza. Cipro merita però di essere maggiormente valorizzata per la sua posizione strategica, punto di contatto con tre continenti. Una posizione che in passato ha portato sofferenza e violenza, ma che nel futuro potrebbe rappresentare un luogo d’incontro, facendosi portatrice di un messaggio di pace e speranza. Benedetto XVI, con il suo viaggio, ha compiuto un passo importante verso questa apertura, rafforzato anche “dall’esperienza in Libano, un viaggio che le cancellerie avevano sconsigliato, ma che il Papa ha fatto con un grande coraggio, semplicità e umiltà” ha ricordato Riccardi. “Cipro grazie alla visita del Santo Padre ha riacquistato dignità, considerazione e statura internazionale e – ha sottolineato fondatore della Comunità di Sant’Egidio – questa terra, modello di coabitazione, punto d’incontro anche con Israele e il mondo arabo merita un ruolo chiave nel futuro dell’Europa”.

La bellezza portatrice di speranza. “Porta di confine su tre continenti, nei millenni ha però subito e vissuto il peso della sua magia” ha detto, infine, l’autore del libro, George Poulides. “Tante le civiltà che si sono avvicendate sul suo territorio e hanno contribuito a formare quel patrimonio artistico-culturale che rappresenta il tesoro dei ciprioti e dell’umanità intera”. Un tesoro che però, in parte, è andato distrutto a causa dell’occupazione turca, avvenuta nel 1974. “Cipro nel mito è l’isola di Afrodite, dea della bellezza e come ha ricordato Benedetto XVI, la bellezza è la grande necessità dell’uomo, la radice della nostra pace e della nostra speranza, le opere d’arte sono espressione del pensiero e nascono per sopravvivere a chi le ha concepite perché – ha concluso Poulides – possano trasmettere un messaggio universale”.