UNIONE EUROPEA
Premio Sacharov a due attivisti iraniani. Poi il dibattito si sposta sul summit
Una sessione plenaria dedicata ai diritti umani (con la consegna del premio Sacharov e l’approvazione di due relazioni sul tema), alle questioni di bilancio (rettificativo 2012 e 2013), alla preparazione del Consiglio europeo. Ma i lavori dell’Europarlamento, svoltisi a Strasburgo dal 10 al 13 dicembre, hanno anche dato il via libera al sistema unico di brevetto europeo e alla tassa sulle transazioni finanziarie in 11 Paesi aderenti, che ora attende l’ultimo via libera dal Consiglio. La plenaria ha ospitato la cerimonia di “riconsegna” del Nobel per la pace ai cittadini dell’Unione da parte delle istituzioni comunitarie, che l’avevano ritirato a Oslo il 10 dicembre.
Regime oppressivo. “Il nostro sistema politico opprime le persone e non rispetta i diritti e la dignità umana”: Shirin Ebadi, iraniana, avvocato e difensore dei diritti umani, Nobel per la pace nel 2003, è giunta a Strasburgo per rappresentare la collega Nasrin Sotoudeh, vincitrice, assieme al regista connazionale Jafar Panahi, del premio Sacharov 2012 per la libertà di pensiero. Sotoudeh è detenuta nel suo Paese, in condizioni fisiche molto gravi anche a causa di uno sciopero della fame attuato per le ritorsioni del regime nei confronti di sua figlia dodicenne. “Le sedie vuote di Nasrin e Jafar – ha affermato Ebadi – sono solo la conferma di quanto accade in Iran”. Quindi ha letto un messaggio della premiata, pervenutole dal carcere di Evin, nella capitale del Paese: “Il rispetto dei diritti umani dovrebbe essere un impegno e un dovere di ogni Stato, invece da noi questo non succede”. Nasrin Sotoudeh, che nella sua attività ha difeso in giudizio esponenti dell’opposizione, donne, studenti, ha aggiunto: “I governi dovrebbero sapere che, per poter continuare a esistere, non hanno altra scelta se non quella di rispettare i diritti di ogni individuo. E questo accadrà prima o poi anche in Iran”. Martin Schulz, presidente dell’Assemblea, nel presentare i vincitori, ha affermato: “La situazione in Iran è molto critica. Il popolo è oppresso da un sistema giudiziario fanatico. Avvocati, giornalisti, giovani sono condannati al carcere e messi a tacere. Questo riconoscimento va a tutti coloro che in Iran e altrove lottano per la libertà e i diritti umani”.
Ridotto al silenzio. “Come regista mi sono ispirato sempre alla società in cui vivo, raccontandone la vita di ogni giorno. Eppure il regime mi ha impedito di fare l’unica cosa di cui sono capace: realizzare film. Ciò equivale a una condanna a morte”: anche il regista Jafar Panahi non ha potuto essere presente a Strasburgo: il regime di Teheran lo ha condannato a sei anni di carcere (è in attesa dell’arresto e non può lasciare il Paese) e a venti anni di “silenzio”, nei quali gli sarà impedito di svolgere la sua consueta attività né potrà avere contatti con alcun mezzo di comunicazione. Dalla sua casa, Panahi (autore, fra l’altro, del lungometraggio “Il palloncino bianco” che gli è valso il premio Caméra d’Or al festival di Cannes) ha inviato un messaggio all’Europarlamento mediante il cineasta Costa-Gavras, che lo ha letto dinanzi agli eurodeputati: “Perché i regimi diventano sempre più intolleranti? Perché negano ogni libertà? Vorrei dedicare questo premio a tutti coloro che, anonimi e sconosciuti, lottano in Iran e in ogni continente per i diritti e la democrazia”. Schulz ha affermato: “Con l’assegnazione del premio Sacharov a Nasrin Sotoudeh e a Jafar Panahi, il Parlamento europeo riconosce gli sforzi eccezionali da loro compiuti nella lotta incessante per la dignità umana, la libertà e il cambiamento politico in Iran”.
Vertice dei 27 sull’Uem. L’emiciclo del Parlamento è stato inoltre teatro di un dibattito piuttosto teso in preparazione del Consiglio europeo del 13 e 14 dicembre, specialmente dedicato all’unione economica e monetaria e all’unione bancaria. In aula José Manuel Barroso, presidente della Commissione, ha spiegato: “Occorre trovare un equilibrio duraturo tra rigore e solidarietà” per quanto riguarda l’economia e i bilanci pubblici, creando “le basi per un progetto completo e coerente di unione economica e monetaria”. Il capo dell’Esecutivo ha messo in guardia: “La situazione economica è migliorata, ma rimane molto fragile, bisogna agire con urgenza”, per completare, ad esempio, il meccanismo unico di sorveglianza bancaria. “Questo Consiglio deve dare un messaggio chiaro: garantire che l’Uem è irreversibile”, rafforzando l’euro e gli strumenti di garanzia della moneta unica e del sistema bancario, a partire dall’Eurozona (17 Stati) e “rimanendo aperti a tutti gli Stati aderenti all’Ue”. Ma proprio Barroso si è detto convinto che “questo vertice non esaurirà l’argomento”. La Commissione ha presentato a fine ottobre un progetto di Uem, così come una road map è stata tracciata da Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo: eppure il dibattito attorno alle proposte è rimasto finora debole e non si intravvedono risultati concreti nel vertice del fine settimana. Ed è proprio ciò che, con diverse sfumature, hanno lamentato buona parte degli eurodeputati.