COMECE

Nonostante la crisi

Il numero di dicembre di Europe Infos

L’ultimo numero del 2012 del mensile Comece dedica diverse pagine alla riflessione sui temi della crisi economica, con interventi di Stefan Lunte, Frank Turner e l’editoriale di Michael Kuhn, segretario generale Comece pro-tempore (clicca qui). Si parla però anche delle politiche per combattere il traffico degli esseri umani, di quelle a sostegno dei diritti umani in relazione alla libertà religiosa, del cammino della Scozia nella ricerca di indipendenza e di un’antica esperienza di gemellaggio, che vive in Europa dal IX secolo.

Traffico di esseri umani nell’Ue. “Si valuta che siano 880 mila l’anno gli esseri umani oggetto di commercio nell’Ue (su un totale di quasi 21 milioni su scala mondiale per circa 25 bilioni di euro di utile), per la maggior parte donne e bambini – essendo lo sfruttamento sessuale la più usuale causa del traffico, ma con un aumento di traffico di uomini per lo sfruttamento da lavoro. Paesi di provenienza in ambito Ue: Romania, Bulgaria, Polonia e Ungheria; seguono Nigeria, Cina, Vietnam, Ucraina e Russia”. Questi alcuni elementi che José Luis Bazán, segretariato Comece, mette in evidenza in un’analisi sul lavoro che ormai dagli anni ’90 l’Ue sta facendo per fermare questo aberrante commercio “che però, fino alla fine degli anni 2000, ha avuto risultati deboli e deludenti” anche a causa “della complessità del fenomeno e della velocità dei cambiamenti nel modus operandi delle organizzazioni criminali”. Tre direttive del 2011, la nomina di un coordinatore Ue anti-traffico e il lancio nel giugno scorso di una Strategia europea in questo settore potrebbero portare a dei risultati, “anche se la responsabilità principale nell’affrontare il traffico degli esseri umani spetta agli Stati membri e alla loro capacità di trasporre e implementare le direttive europee”: severità delle pene, tempestiva identificazione e assistenza alle vittime, formazione adeguata di persone del settore giudiziario e investigativo. “La cosa più importante tuttavia è la prevenzione, attraverso la comprensione delle cause principali del traffico – sia da parte della domanda che dell’offerta – che sono sociali, culturali, economiche ma anche morali”.

Fosca previsione economica della Commissione europea. “Il documento di quasi 200 pagine che racchiude le previsioni economiche della commissione europea per i prossimi due anni è illuminante” scrive Frank Turner, del Jesuit European Social Centre, essendo “il primo obiettivo di un simile documento quello di sostenere politiche economiche razionali, piuttosto che fare congetture”, mentre “il secondo obiettivo – eminentemente non-scientifico – è comunicare fiducia, poiché la perdita di fiducia può essere fatale per un’economia”. E qui sta il dilemma: “Prevedere una crisi la renderà ancora più probabile: ma se non è concessa chiarezza, qual è il senso? La previsione della Commissione porta in sé questo dilemma”, nel “tacito obbligo di evitare di suscitare timori”, per cui questo documento usa un “linguaggio disumanizzato: i suoi ricorrenti eufemismi smentiscono reale esperienza”. Ne sono esempio espressioni quali “difficile correzione post-crisi”, come se la crisi fosse ormai superata, e il ripetersi oltre 100 volte di termini come “fiducia” e “aggiustamenti”, mentre la parola “povero” compare solo una volta; “povertà” mai. Conclude Turner: “Non ci si attende né si desiderano traumi morali in un rapporto tecnico. Ma un po’ più di chiarezza nel parlare sarebbe utile”. 

Il più antico gemellaggio tra città. Sono dodici secoli che le città di Le Mans e Paderborn sono legate da un gemellaggio. All’origine ci furono vari e complessi accordi e manovre tra i vescovi delle due città a cavallo del IX secolo, sigillati dal trasferimento di reliquie di San Liborio da Le Mans a Paderborn e dalla firma di un trattato di eterna amicizia tra le due diocesi e tra i capitoli delle due cattedrali. “Ciò che è notevole rispetto a questo gemellaggio è la costanza dei contatti tra queste due città, anche in periodi di grandi prove e fatiche, comprese le guerre”, descrive p. Hervé-Marie Cotten, sacerdote a Le Mans e presidente della Fraternità di San Liborio, ripercorrendo sinteticamente le vicende di questo gemellaggio fin dalla nascita. “I capitoli delle cattedrali corrispondevano regolarmente e il tono delle loro lettere non era di pura cortesia, ma conteneva le preoccupazioni per le reciproche sorti”. Così dopo la firma del trattato di Westfalia, nel periodo della Rivoluzione francese, fino al secondo dopoguerra; e oggi, con scambi di sacerdoti, studenti, seminaristi, fino all’ufficializzazione del gemellaggio anche tra i comuni nel 1967. “Nel cuore della comunità europea, questa amicizia plurisecolare possa incoraggiare altri tipi di scambi, oltre quelli commerciali – conclude Cotten -, mettendo al primo posto valori spirituali quali il rispetto della persona, la fiducia reciproca, lo spirito di condivisione, la comunione fraterna”.