UNIONE EUROPEA

I cittadini in primo piano

Il 2013 è dedicato alla conoscenza dei diritti e doveri derivanti dai Trattati

È stato fissato per il 10 gennaio l’evento di inaugurazione del “2013 Anno europeo dei cittadini”: una conferenza internazionale si terrà infatti a Dublino in concomitanza con l’inizio della presidenza semestrale irlandese del Consiglio dell’Unione europea. Nel corso dell’anno sono previste numerose iniziative, sia nelle sedi comunitarie di Bruxelles e Strasburgo sia in tutte le capitali dei 27 Stati membri.

Venti anni dopo. L’Anno dei cittadini succederà a quello dedicato all’invecchiamento attivo e alla solidarietà tra le generazioni (2012), a sua volta chiuso ufficialmente con una conferenza europea il 3 dicembre. L’Anno dei cittadini (per il quale sono stati stanziati fondi pari a un milione di euro) coincide con il ventesimo anniversario della cittadinanza dell’Unione, introdotta dal Trattato di Maastricht, entrato in vigore il 1° novembre 1993. “Sempre nel 2013 – spiega un documento della Commissione – verrà pubblicata la seconda relazione sulla cittadinanza dell’Unione” (la prima risale al 2010) in cui “saranno presentate iniziative per eliminare gli ostacoli al pieno godimento dei diritti” legati alla cittadinanza stessa. L’Anno europeo lancerà fra l’altro una campagna di comunicazione “che intende far conoscere gli specifici strumenti partecipativi e informativi esistenti nelle diverse lingue” (Europe Direct, La tua Europa, Solvit, Interactive Policy Making, diritto d’iniziativa, petizioni), in grado di “rispondere alle preoccupazioni dei cittadini e di incidere sulla vita di tutti i giorni”. Il sito di riferimento sarà http://www.europa.eu/citizens-2013.

Maggiore consapevolezza. “In questi vent’anni di cittadinanza dell’Unione è stato fatto molto ed è ora di riflettere sul nostro presente e sul nostro futuro”, ha dichiarato Viviane Reding, vice presidente della Commissione con delega per la giustizia e la cittadinanza. “I cittadini si aspettano dall’Europa risultati concreti ed è esattamente ciò che stiamo facendo abbassando le tariffe roaming, tutelando meglio i diritti delle vittime di reato o, ancora, rendendo più facili gli acquisti online”. Questa “è la strada che continueremo a percorrere e per questo motivo il prossimo anno sarà interamente dedicato ai cittadini, vero fulcro del progetto europeo: ne ascolteremo la voce per capire quali sono le aspettative e come costruire insieme l’Ue del futuro”. L’obiettivo generale dell’Anno è puntualizzato dalla Decisione dell’Europarlamento e del Consiglio Ue del 23 novembre scorso, e corrisponde alla volontà di “rafforzare la consapevolezza e la conoscenza dei diritti e delle responsabilità connessi alla cittadinanza dell’Unione, con particolare riferimento al diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri”. Dunque diritti e doveri delle persone, ben espressi nella Carta dei diritti fondamentali (allegata al Trattato di Lisbona), con una specifica attenzione al diritto di muoversi nel territorio comunitario. Appare altrettanto importante l’impegno espresso dalle istituzioni di “informare meglio su come poter beneficiare al massimo delle politiche Ue” (si pensi solo alla ampia disponibilità di fondi comunitari) e “incentivare la partecipazione attiva dei cittadini al processo decisionale” dell’Unione.

Opportunità concrete. L’Esecutivo specifica: “Grazie alla cittadinanza dell’Unione, che si aggiunge a quella nazionale senza sostituirla, gli europei godono di una vasta gamma di diritti”: possono accedere, per fare alcuni esempi, ai sistemi di istruzione in ciascuno dei 27 Stati aderenti, “ottenere il riconoscimento delle qualifiche professionali”, beneficiare di assistenza medica, “acquisire o preservare diritti assistenziali” oppure votare e candidarsi alle elezioni del Parlamento Ue e alle elezioni comunali nello Stato membro in cui risiedono. Reding ha poi chiarito la rilevanza del diritto di muoversi, soggiornare, lavorare o studiare in un altro Paese comunitario, con l’opportunità per ogni cittadino di allargare i propri orizzonti culturali o professionale. “Eppure, sebbene oltre un terzo dei lavoratori – ha spiegato la commissaria lussemburghese – prenderebbe in considerazione un impiego in un altro Stato membro, quasi una persona su cinque ritiene che, all’atto pratico, vi siano ancora troppi ostacoli”. Insieme alle difficoltà linguistiche, il principale scoglio al pendolarismo transfrontaliero sarebbe la “carenza cronica” di informazioni. Del resto “un sondaggio condotto nel 2010 mostrava che ancora tantissimi cittadini europei ritengono di non essere sufficientemente informati sui loro diritti”: appena il 43% conosce il significato del termine “cittadino dell’Unione europea” e quasi la metà (48%) “ritiene di non essere abbastanza informata sui diritti che vi sono connessi”. In vista dell’Anno dei cittadini, numerose organizzazioni della società civile hanno stretto un’alleanza, definita European Year of Citizens 2013 Alliance (http://ey2013-alliance.eu/), che collaborerà con la Commissione nella realizzazione del programma generale.