FRANCIA

Scrivere pagine nuove

”Uomini e donne”: la 87ª Settimana sociale

“Uomini e donne la nuova posta in gioco” è il tema della Settimana sociale di Francia a Parigi (23-25 novembre). Oltre 3.000 laici hanno seguito le tavole rotonde nella grande sala al Parc Floral. La prima giornata si è articolata sui temi dell’uguaglianza e della differenza sul piano sociologico e politico, per analizzare lo stato di salute dei rapporti uomo-donna. Sir Europa propone alcuni pensieri del dibattito dal quale è emersa la prospettiva di pagine nuove nella storia del dialogo uomo-donna.

Da un’uguaglianza proclamata a una effettiva. “Superare gli stereotipi” e “lottare contro i modelli di dominazione” sono le parole risuonate negli interventi con maggiore frequenza, nella consapevolezza condivisa dai relatori che “l’uguaglianza tra uomini e donne è uno dei principi che misurano l’avanzamento di una società”, è l’appello di François Ernenwein, caporedattore di “La Croix”. “Sebbene il diritto di famiglia e del lavoro abbiano registrato i cambiamenti di mentalità che hanno accompagnato l’emancipazione delle donne – ha aggiunto – dibattere di uguaglianza non dispensa dall’interrogarsi su quale ne sia la trama. L’uguaglianza non significa affatto uniformità. Occorre tenere conto di cosa fa la differenza dei sessi e il loro apporto specifico al bene comune”. Anche Najat Vallaud-Belkacem, ministro per l’Uguaglianza delle donne, elencando gli impegni del governo francese verso una uguaglianza effettiva tra uomini e donne, ha affermato: “L’uguaglianza non è una lotta tra gli uni e le altre. È una leva per far progredire la società”.

Enigma che interroga. “L’espressione dell’enigma e della tensione tra le alterità uomo-donna è vecchia come il mondo. Ciò che è veramente nuovo è che gli uomini e le donne non sono più obbligati ad invecchiare insieme”. Questo in sintesi il quadro tracciato da Jacques Arènes, psicoanalista, che ha così approfondito il suo pensiero: “Le donne possono fare a meno degli uomini per avere e crescere dei figli. Gli uomini hanno abbandonato il desiderio della stirpe, cosa stupefacente se si pensa quanto sia stato importante per gli uomini stabilire una discendenza”. La coppia oggi, ha spiegato ancora lo psicologo, “è divenuta uno spazio più ‘fraterno’ ma anche ‘ansioso’, mentre la domanda ‘che cosa vuoi da me?’ non è mai stata così forte. Attraverso questa domanda sull’altro sesso, ci s’interroga su se stessi. Se l’evidenza del maschile è stata per tanto tempo contrapposta all’enigma del femminile, oggi anche il maschile è divenuto un enigma. La tessitura di una differenza vivente, si giocherà nella capacità di ciascuno di continuare a interrogare l’enigma dell’altro, continuando a restare insieme”.

Le risposte dell’Unione europea. “La povertà oggi in Europa è femminile e rischia di esserlo sempre più, soprattutto tra le donne al di sopra dei 65 anni”. È stata la denuncia della commissaria Viviane Reding, vice-presidente della Commissione europea, nel suo intervento. Reding ha evidenziato anche “la disuguaglianza di trattamento salariale tra uomini e donne a parità di responsabilità lavorativa, per cui le donne percepiscono in media il 20% in meno”. Concretamente la Reding ha indicato come pista d’impegno l’avere “più donne in politica e in economia”, sia perché “è attraverso la condivisione delle responsabilità tra uomini e donne che possono nascere i cambiamenti”, sia perché “c’è bisogno di donne che si pongano come modelli per altre donne”. Del resto il 60% dei laureati, a livello europeo, è costituito da donne, “ma questi talenti vengono poi dispersi e sprecati, non appena le donne arrivano alla fase della maternità”. Parole di condanna anche contro il fenomeno dilagante della violenza contro le donne “che è dappertutto”. Da qui l’impegno della Commissaria per una legislazione per la protezione della donna, ma in generale per una politica che “in tutti settori, prenda trasversalmente in conto il tema dell’uguaglianza uomo-donna”.

Cantieri per l’avvenire. “I poteri pubblici possono avere un ruolo centrale per aiutare a promuovere l’uguaglianza tra uomini e donne. Innanzitutto mantenendo e intensificando gli sforzi per sviluppare servizi per la prima infanzia o per sollecitare gli uomini a occuparsi maggiormente del lavoro di cura, ad esempio facendo ricorso alla parte di congedo parentale riservato ai padri”. È questa una delle proposte concrete presentate da Claude Martin, sociologo e ricercatore. “Un altro cantiere dell’avvenire è di far evolvere il modello maschile di lavoratore, sempre disponibile, basandosi sul fatto che il suo impiego non rappresenta la totalità della sua esistenza. Ci sono, ad esempio, dei meccanismi che premiano le imprese più innovative in questo ambito, le ‘family friendly’, vale a dire un marchio di qualità legato alla vita familiare”. Nell’oggi “il problema più spinoso è che l’uguaglianza uomo-donna è minacciata dalla crisi dell’occupazione, dalla crescita della precarietà, crisi che rischia di consolidare forme di disuguaglianza non solo tra i generi, ma anche tra le classi sociali e le generazioni”.