SLOVACCHIA
Il patrimonio di Cirillo e Metodio per la Costituzione del Paese
“Il patrimonio culturale cirillo-metodiano e la sua importanza rispetto alla Costituzione della Repubblica Slovacca” è il titolo di una conferenza tenuta dal card. Jozef Tomko, prefetto emerito della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli, tenuta il 21 novembre a Bratislava, nella sede del Ministero degli esteri e degli affari europei della Slovacchia. L’incontro è stato ispirato al Giubileo dei santi Cirillo e Metodio, per commemorare il 1150° anniversario del loro arrivo nella regione della Grande Moravia.
Araldi del Vangelo. “Siamo testimoni della loro apoteosi”, ha affermato il card. Tomko, sottolineando che la Chiesa cattolica non solo ha dedicato molta attenzione agli “apostoli degli slavi” negli ultimi due secoli, ma ha anche diffuso la loro venerazione in tutto il mondo. Anche il Preambolo della Costituzione della Slovacchia parla della “eredità politica e culturale dei predecessori” e del “patrimonio culturale cirillo-metodiano”. Negli ultimi 40 anni, tre Papi hanno scritto quattro documenti sulle opere dei fratelli tessalonicesi, in primis l’enciclica “Slavorum apostoli” del beato Giovanni Paolo II, che presenta entrambi i santi come “araldi del Vangelo”, “veri predecessori dell’ecumenismo”, e sottolinea lo “stile pacifico con cui hanno edificato la Chiesa, guidati com’erano dalla loro visione di Chiesa una, santa e universale”. Nella loro missione evangelizzatrice nelle regioni abitate dagli Slavi possiamo vedere un modello di “inculturazione”. Come ha scritto Giovanni Paolo II, “tutte le culture dei popoli slavi sono in debito per i loro inizi e il loro sviluppo nei confronti degli sforzi dei fratelli di Tessalonica”. Il primo Papa slavo ha messo in luce il loro contributo alla costruzione dell’Europa, non solo per quanto riguarda la sua identità cristiana, ma anche la sua “unità civile e culturale”.
Il progresso della democrazia. Il card. Tomko ha inoltre dedicato la sua attenzione alla lettera pastorale pubblicata dai vescovi slovacchi lo scorso luglio, in occasione dell’inizio dell’anno giubilare dei santi Cirillo e Metodio. Il cardinale ha ricordato che la Slovacchia sta conducendo non solo un “dibattito” sul significato dei valori cristiani all’interno della società, ma una vera e propria “battaglia” in questo campo. “La Chiesa vuole far crescere una nuova generazione sana”, sostiene la Conferenza episcopale: “Questo è il motivo per cui rifiuta qualsiasi tentativo di intrusione sotto la forma di uno stile educativo inaccettabile, che non aiuta a mettere in piedi una famiglia sana e stabile e a costruire personalità e caratteri solidi”. La Chiesa fa riferimento a valori reali, come la tutela della vita dal suo concepimento fino alla morte naturale, il senso vero della vita umana e della sua dignità. La libertà religiosa – compresa la libertà di coscienza – è sempre stata un criterio del “progresso della democrazia”. La società non deve costringere nessuno ad agire contro la sua coscienza. Si tratta di un grave danno alla dignità della persona umana. “Non dobbiamo permettere che degli pseudo-valori mettano radici nella nostra vita sotto la maschera della libertà e della democrazia”, ha affermato il card. Tomko. Dunque, l'”eredità spirituale cirillo-metodiana” resta ancora attuale. “La situazione nel mondo, in Europa e anche in Slovacchia, ci costringe a diventare consapevoli dei veri valori nella nostra vita”, ha proseguito il card. Tomko.
Patrimonio spirituale nella Costituzione. L’ultima parte del discorso del prefetto emerito della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli è stata dedicata al patrimonio cirillo-metodiano e al suo contributo alla Costituzione della Repubblica Slovacca. Il cardinale ha parlato del significato del Preambolo e del senso delle parole che fanno riferimento al “patrimonio culturale cirillo-metodiano” contenute nel documento. Nell’affermazione citata, la Costituzione riconosce l’esistenza dei valori religiosi e culturali tradizionali legati alle opere dei santi Cirillo e Metodio. In effetti, indirettamente accetta la verità che la missione dei fratelli di Tessalonica fosse di carattere religioso. Tale passaggio era principalmente ispirato al fine di convertire i nostri predecessori alla fede cristiana, infatti dopo il loro arrivo nella regione della Grande Moravia nell’anno 863 hanno ottenuto un grande successo, grazie all’utilizzazione di un antico linguaggio slavo per la liturgia e la formazione dei sacerdoti nativi. “Corrisponde alla realtà storica affermare che la cosiddetta missione bizantina fosse in realtà una questione politica”, ha sostenuto il card. Tomko. Cirillo e Metodio, preparati per la loro missione dalla traduzione del Vangelo, hanno fondato una scuola per la formazione dei sacerdoti. Tutte queste attività avevano un carattere religioso e culturale, e questa era l’essenza della loro missione. Coloro che hanno redatto la Costituzione della Repubblica Slovacca a nome della nazione hanno voluto che fosse ispirata alla “qualità spirituale del patrimonio cirillo-metodiano e ai suoi alti criteri morali”: “Ecco perché il preambolo non deve essere inteso soltanto come un’espressione decorativa. Riveste una sua importanza – ha concluso il card. Tomko – e dovrebbe diventare un principio orientativo nell’applicare la legislazione nella vita della società”.