CHIESE IN BREVE

Portogallo, Germania, Ccee

Portogallo: ripensare evangelizzazione zigani
Intervenendo nel corso del 39º Incontro nazionale della pastorale degli zigani, conclusosi domenica 25 novembre a Viana do Castelo e dedicato al tema “Annuncio della fede nella realtà zigana”, il direttore dell’Opera nazionale (Onpc), padre Francisco Sales, ha ricordato che “la Chiesa cattolica deve ripensare la sua missione nei confronti della comunità zingara, al fine di divenire più evangelizzatrice e meno assistenzialista”. Ricordando che la comunità zigana è presente sul suolo portoghese da molti secoli con una matrice fortemente cattolica, ed è attualmente costituita da oltre 50 mila persone, il religioso francescano ha constatato che “in molte regioni del Paese non vale nemmeno la pena di parlare di pastorale, perché per la maggioranza delle diocesi l’annuncio di Cristo rivolto alla specifica realtà zigana non costituisce affatto una delle priorità principali”. Padre Sales ha riconosciuto che “la realtà zigana è difficile, ed ha una visione del mondo completamente differente”, ma ha rilevato come “la Chiesa cattolica ha ricevuto il mandato e la responsabilità di rivolgersi a tutti i popoli”: “I primi cristiani andarono incontro alle culture pagane, e non ebbero paura di evangelizzare; oggi, invece, sembra che, dinanzi ad una comunità ai margini della società, tutti si disinteressino e si allontanino”. Sotto l’impulso dell’Anno della fede, l’Incontro nazionale della pastorale zigana si è proposto di ripensare organizzazione ed obiettivi: “Se la Chiesa non si lascerà trasformare dallo spirito apostolico – ha concluso padre Sales -, aprendosi alla realtà del mondo a tutti i livelli, l’Anno della fede sarà soltanto una celebrazione piena di cose belle, che lascerà però molte cose com’erano prima”.

Germania: ostensorio di Monaco nelle diocesi
La prima domenica di Avvento coincide in Germania con l’inizio della preparazione spirituale al Congresso eucaristico che si svolgerà a Colonia dal 5 al 9 giugno 2013. Lo ha annunciato la Conferenza episcopale tedesca (Dbk) con un comunicato diffuso il 24 novembre. In preparazione dell’evento l’ostensorio di Monaco, utilizzato nel 1960 a Monaco per le celebrazioni liturgiche del Congresso eucaristico internazionale, verrà portato in tutte le diocesi tedesche. L’inizio del percorso è a Friburgo: nell’arcidiocesi di mons. Robert Zollitsch, presidente della Dbk, il 1° dicembre verrà celebrata una messa nella cattedrale che sancirà l’avvio dei preparativi. L’ostensorio giungerà a Colonia per la solennità del Corpus Domini dopo aver trascorso una settimana nelle diverse diocesi, in cui sarà utilizzato per l’adorazione eucaristica come preghiera di preparazione alle giornate di Colonia. Il Congresso eucaristico del giugno prossimo, organizzato dalla Dbk, si svolgerà prendendo spunto dal versetto del Vangelo di Giovanni: “Signore, da chi andremo?”. Per cinque giorni, l’incontro si svilupperà con una serie di celebrazioni eucaristiche, oltre a forum, convegni teologici, un ampio programma di eventi culturali, un festival per i giovani e una serie di progetti di beneficenza.

Ccee: in Croazia incontro vescovi di rito orientale 
Come valorizzare il contributo delle Chiese cattoliche di rito orientale in Europa, nel dialogo ecumenico ma soprattutto a fianco dei sempre più numerosi immigrati, provenienti dal sud-est europeo e fedeli delle Chiese cattoliche orientali. Il tutto nella consapevolezza che “permane una certa ignoranza nella stessa Chiesa cattolica” circa le loro tradizioni liturgiche, teologiche e culturali. Di questo hanno parlato i circa 60 partecipanti tra vescovi ed esperti che hanno partecipato, dal 22 al 25 novembre, all’incontro annuale dei vescovi cattolici orientali in Europa. L’incontro si è svolto quest’anno a Zagabria-Krievci (Croazia), su invito del vescovo di Krievci, mons. Nikola Kekić, e sotto il patrocinio del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). Si è scelta la Croazia come luogo dell’incontro – si legge in un comunicato diffuso dal Ccee – perché quest’anno si celebrano i 400 anni della rinnovata unione della Chiesa greco-cattolica croata con la Sede apostolica di Roma sancita e conosciuta come unione di Marča. In un messaggio indirizzato ai partecipanti, il card. Péter Erdő, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), ha espresso il desiderio che le tradizioni delle Chiese cattoliche di rito orientale “siano più conosciute e amate dai fedeli e dal clero di tutto il mondo”. Nel corso dei lavori i vescovi hanno parlato del ruolo che le Chiese orientali possono svolgere “nel dialogo ecumenico, in particolare con le Chiese ortodosse”; di come “si esplicita oggi in Europa la sollecitudine pastorale dei vescovi di rito latino che accolgono nelle loro diocesi comunità sempre più crescenti di fedeli di rito orientale”. “Il contributo specifico alla nuova evangelizzazione delle Chiese orientali – si legge nel comunicato diffuso dal Ccee – passa anzitutto attraverso la fedeltà” ad un modello di evangelizzazione “caratterizzato da un annuncio del Vangelo improntato e nutrito da una forte spiritualità”. “Ad esso si aggiunge la testimonianza, il martirio, di tanti vescovi, sacerdoti e fedeli laici, che appare oggi come un dono di fronte alla crisi antropologica che rende spesso l’uomo moderno incapace di giustificare se stesso e l’orientamento della propria esistenza”. Sabato 24 novembre, i partecipanti hanno incontrato in udienza privata il presidente della Repubblica di Croazia, Ivo Josipović. L’incontro del 2013 si svolgerà in Slovacchia, a Košice, che l’anno prossimo sarà capitale europea della cultura, dal 17 al 20 ottobre, in occasione dei 1150 anni della missione dei santi Cirillo e Metodio nel Paese e su invito di mons. Milan Chautur, vescovo di Košice.