CHIESE IN BREVE
Inghilterra: vescovi su traffico esseri umani
Il traffico di esseri umani all’ordine del giorno dell’incontro dei vescovi cattolici di Inghilterra e Galles che si ritrovano a Leeds dal 12 al 15 novembre. Ad essere ascoltato sarà il detective ispettore Kevin Hyland della Metropolitan police, la polizia di Londra, che guida l’unità che si occupa di “sfruttamento umano e crimine organizzato”. I vescovi sentiranno anche la testimonianza di una vittima del traffico e sfruttamento di persone, Sophie Hayes, ragazza inglese, costretta alla prostituzione dal suo ragazzo quando aveva appena diciotto anni. Il partner, che era albanese, la convinse a raggiungere l’Italia promettendole una vacanza e la costrinse poi a prostituirsi. Da quando è uscita dal suo incubo Sophie collabora con la charity “Stop the traffik”, vicina alla Chiesa cattolica, e si batte contro il traffico di persone dando vita alla “Sophie Hayes Foundation”. I vescovi vaglieranno la possibilità di un maggiore impegno per fermare il traffico di esseri umani: “Uomini, donne e bambini vengono comprati e venduti ogni giorno per sfruttamento sessuale – spiega un portavoce della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles -; si tratta dell’impresa criminale di maggiore profitto dopo la vendita illegale di armi. Ci sono 1,1 miliardi di cattolici in tutto il mondo e la Chiesa può usare il suo network per combattere questo commercio”. All’ordine del giorno anche il bilancio 2013.
Germania: secolarizzazione è sfida per le Chiese
“Anche affrontare insieme la ricerca di Dio nella nostra società e nel nostro Paese fa parte degli sforzi per l’ecumenismo”. Così mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), in un incontro avvenuto l’8 novembre ad Hannover con il vescovo evangelico Ralf Meister, presidente del Consiglio della Confederazione delle Chiese evangeliche della Bassa Sassonia. Il cinquecentenario della riforma protestante nel 2017, discusso nel recente Sinodo della Chiesa evangelica tedesca (Ekd) e il Sinodo dei vescovi a Roma erano i principali temi trattati nel corso del colloquio tra mons. Zollitsch e Meister. Il presidente della Dbk ha affermato che “la secolarizzazione è una sfida. Non è solo un pericolo ma anche un’opportunità”, che va affrontata insieme dalle due Chiese: “Abbiamo un obbligo ad affrontare insieme la ricerca di Dio”. A tal fine, ha proseguito, “dobbiamo imparare nuovamente ad essere aperti allo spirito di Dio”. Da parte sua, Meister, ha espresso soddisfazione per avere ospitato mons. Zollitsch e ha ribadito che “ci sono più cose che ci uniscono, rispetto a quelle che ci dividono. Auspico che queste cose possano essere rafforzate o approfondite anche nella pastorale per i laici”.
Repubblica Ceca: patrimonio Stato e Chiese
Il Parlamento della Repubblica Ceca ha approvato in via definitiva, il 7 novembre, la legge sulla composizione patrimoniale tra Stato e Chiese con 102 voti. L’unica fase che resta ora da compiere è l’acquisizione della firma del presidente Václau Klaus. “È una buona notizia per tutti noi”, afferma il segretario generale della Conferenza episcopale della Repubblica Ceca, mons. Tomás Holub. “Per città grandi e piccole, in quanto permetterà loro di continuare a crescere. Per coloro che utilizzano i servizi sociali e le istituzioni formative gestite dalla Chiesa, in quanto resteranno disponibili a pieno regime. Per le Chiese, in quanto potranno utilizzare le proprie risorse finanziarie per l’adempimento della propria missione nella società: l’annuncio del messaggio di gioia sul senso e il valore di ogni individuo, e per aiutare i bisognosi”, continua mons. Holub, esprimendo la convinzione che le azioni e i passi concreti delle rispettive parrocchie, comunità religiose e diocesi dimostreranno chiaramente tutto questo nella pratica. L’importo totale da restituire alla Chiesa cattolica è pari a 134 miliardi di Czk (5,36 miliardi di euro). L’importo sarà suddiviso in due parti: 75 miliardi di Czk saranno restituiti sotto forma patrimoniale, mentre 59 miliardi saranno risarciti alle Chiese e alle associazioni religiose in forma finanziaria nell’arco di 30 anni.