EUROPA E SINODO
Interventi dei vescovi europei nell’aula sinodale (7)
Bilancio positivo quello stilato dai padri sinodali al termine del Sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione che si è concluso domenica 28 ottobre con la solenne messa in piazza San Pietro. Sir Europa ha raccolto, tra alcuni presuli europei presenti al Sinodo, opinioni e impressioni finali ma soprattutto un bilancio sulle prospettive che si aprono ora sul fronte dell’annuncio della Parola di Dio nell’Anno della fede appena iniziato.
Germania. In un comunicato diffuso il 26 ottobre dalla Conferenza episcopale tedesca (Dbk), i vescovi tedeschi hanno sottolineato come il Sinodo abbia fatto percepire l’universalità della Chiesa cattolica. “La molteplicità arricchisce e sentiamo che è un dono per tutti. Allo stesso tempo è emerso quanto la nuova evangelizzazione sia un desiderio comune, che riguarda tutti i continenti”, ha affermato mons. Robert Zollitsch, presidente della Dbk, in una conferenza stampa svoltasi in Vaticano. Anche la Chiesa tedesca, ha affermato mons. Zollitsch, deve “rafforzare lo sforzo di annunciare la fede in modi nuovi e in un linguaggio accessibile, con nuove immagini”, adatti ad “un mondo secolarizzato e pluralistico. In questo Sinodo ho conosciuto una Chiesa che ascolta e che apprende, che affronta le questioni e le sfide presenti in modo responsabile e con lieta speranza”. “È importante”, ha proseguito, “trasmettere la conoscenza della fede. L’incontro con Dio avviene in un rapporto personale. È perciò nostro compito”, ha concluso, “creare occasioni per conoscere e sperimentare la fede”. L’arcivescovo di Colonia, card. Joachim Meisner, ha valutato il Sinodo come una conferma della “partecipazione vincolante alla gioia e alle preoccupazioni di ciò che accade nella Chiesa universale. Il Sinodo è espressione di solidarietà, nuova evangelizzazione e soprattutto evangelizzazione a se stessi. Occorre iniziare da se stessi a comprendere e annunciare la fede”. Il card. Meisner ha sottolineato l’importanza dell’amore per il prossimo e ha rimarcato l’appartenenza dei vescovi al “collegio dei vescovi del mondo”. Il cardinale ha poi ricordato che “la responsabilità dell’evangelizzazione è di ciascun fedele” e ha esortato a “vivere la fede con coraggio e in modo visibile all’esterno”. L’arcivescovo ha inoltre ricordato “l’impegno generoso di molti cristiani nella Chiesa perseguitata”, “una testimonianza viva e altruistica della fede nel Vangelo. A queste persone va la nostra speciale solidarietà”, ha concluso il card. Meisner.
Belgio. Un “impegno laborioso ma fruttuoso”. Così André-Joseph Léonard, arcivescovo di Malines-Bruxelles, descrive nel suo “diario” dal Sinodo il lavoro che ha portato i padri sinodali alla stesura del “messaggio finale del Sinodo al popolo di Dio”: “Si sono cancellate le ridondanze – ha proseguito -, si sono migliorate alcune espressioni, e si sono aggiunte alcune precisazioni. L’insieme risulta un testo dinamico e stimolante, abitato fa un soffio dello Spirito innegabile, è stato approvato con entusiasmo dalla Assemblea”. La preparazione invece delle proposizioni finali da presentare al Santo Padre ha conosciuto una procedura molto più complessa e difficile: sono cioè il frutto del lavoro di 12 circoli minori ripartiti in cinque lingue, ciascuno dei quali ha presentato una serie di proposte. Le proposte sono state poi raccolte da un gruppo di relatori che seguendo un iter preordinato ha dovuto contenere le proposte al numero, prima di 57 e poi delle 58 finali.
Francia. “Un testo lungo che pone una serie di questioni, ma evidenzia in particolare l’importanza dell’incontro personale con Gesù a partire dal quale può evolversi una vera e nuova evangelizzazione”. Così il card. André Vingt-Trois commenta il messaggio finale del Sinodo. Il messaggio sottolinea inoltre quanto sia “necessario per la Chiesa tutta, nel suo insieme, per tutti i membri che la compongono, lasciarsi convertire dalla Parola di Dio. Durante questo Sinodo – ha detto l’arcivescovo di Parigi – abbiamo maturato la convinzione che la Nuova Evangelizzazione è la Parola di Dio stessa, nella misura però in cui essa viene accolta come Parola di vita. Solo così il cristiano può divenire testimone di Cristo per le persone che ha accanto”. L’arcivescovo Vingt-Trois fa poi notare come i primi beneficiari della nuova evangelizzazione sono gli “evangelizzatori stessi” che si confrontano almeno nel mondo occidentale con una “società moderna secolarizzata”. A questi “evangelizzatori” spetta ora rispondere alla sfida di “vedere nelle difficoltà non degli ostacoli ma delle attese della Buona Novella del Vangelo”.
Italia. “Il punto non è venirne a capo, ma tenere desto il fuoco. Ascoltando quest’agorà delle genti mi sono accorto che passione per il Vangelo fino alla morte ce n’è molta”. Lo ha detto il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei a Tv2000, intervistato da alcuni giornalisti dell’emittente dei cattolici e di Radio Inblu sul significato del Sinodo dei vescovi appena concluso. “Gli eventi della Chiesa non vogliono ripetere un ritornello ma ridestare questa fiamma”, ha risposto spiegando la funzione del Sinodo, “perché l’amore bisogna rimotivarlo e accorgersi del tesoro che si ha in mano. Il dramma più grave, quando l’uomo vive una difficoltà, è sentirsi solo. Allora tutto pare insormontabile, si arrende e diventa passivo. È invece giusto sapere che, in qualunque momento, l’uomo incontra Cristo che lo precede”.