REPUBBLICA CECA
I vescovi sulla situazione delle persone disabili nel Paese
Sul 10% di persone portatrici di handicap e disabili presenti nella Repubblica Ceca, il 4% è parzialmente o completamente dipendente dall’aiuto di altre persone. Sebbene l’approccio nei loro confronti da parte della società sia migliorato nel corso degli ultimi decenni, alcune recenti proposte di provvedimenti legislativi da parte del governo potrebbero metterli in situazioni difficili. Il Consiglio Iustitia et Pax della Conferenza episcopale ceca ha deciso di offrire una risposta a queste problematiche, pubblicando una dichiarazione in merito alla situazione delle persone portatrici di handicap e disabili.
Una questione delicata. Mons. Václav Malý, presidente del Consiglio Iustitia e Pax, ritiene che se lo Stato, le Regioni e i Comuni gestiscono ragionevolmente le proprie risorse finanziarie, possono essere creati fondi sufficienti per finanziare l’assistenza sanitaria e sociale a beneficio delle persone disabili e portatrici di handicap, considerandola una “materia altamente sensibile e necessaria”. Secondo il documento, la posizione delle persone portatrici di handicap e disabili è migliorata nel corso degli ultimi vent’anni, grazie agli sforzi compiuti per integrare queste persone nella vita normale in modo da permettere loro di applicare le proprie abilità, ricevere una solida formazione e trovare un impiego adatto. “Tuttavia, nonostante questa tendenza positiva, alcuni problemi persistono e se ne presentano di nuovi. Recentemente ci sono stati dei tentativi di rendere esecutive alcune proposte che potrebbero rendere la vita di queste persone ancora più complicata, causando in alcuni casi gravi difficoltà economiche”, si legge nella dichiarazione del Consiglio.
Misure che non aiutano. La Conferenza episcopale mette in evidenza alcuni problemi, come la riduzione del contributo per le famiglie che si occupano di bambini con handicap e disabili di età compresa tra 4 e 7 anni. Queste famiglie soffrono di carenze economiche e spesso non trovano alcuna soluzione ragionevole alla loro situazione. Possono persino essere spinte a decidere di mettere i loro figli in istituti di cura specializzati perché non sono finanziariamente in grado di prendersi cura di loro a casa. Un’altra proposta del governo riguarda la cancellazione del sussidio occupazionale alle persone svantaggiate per motivi di salute. Questo provvedimento potrebbe portare alla perdita del posto di lavoro per un gruppo significativo di persone, perché sarebbero diventate un “peso” per i loro datori di lavoro a causa dell’abbassamento del livello di prestazioni. I vescovi parlano del finanziamento instabile delle organizzazioni no-profit che operano in ambito sanitario, che rende impossibile una pianificazione e uno sviluppo a lungo termine. Altro punto menzionato dal Consiglio Iustitia e Pax è l’estensione eccessiva dei termini per la valutazione delle condizioni delle persone disabili e portatrici di handicap da parte dei medici esaminatori, che si traduce in lunghi mesi di incertezza e di stress per le persone e le loro famiglie.
Battaglia di priorità. La categoria delle persone portatrici di handicap e disabili è costituita principalmente da persone adulte e da anziani, spiegano i vescovi: “Ci rendiamo conto che la situazione economica del nostro Paese è difficile ed è necessario stabilire delle priorità. Si cerca di risparmiare anche in questo settore, ma pensiamo che la posizione delle persone portatrici di handicap e disabili, in particolare degli anziani, non dovrebbe peggiorare. Molti di loro potrebbero finire in miseria”. Il documento sottolinea il ruolo delle Regioni e dei Comuni, che “possono influenzare la qualità della vita dei loro cittadini in modo significativo”. Purtroppo, il loro approccio è molto diverso e la reazione delle autorità spesso può essere descritta come “ignorante e riluttante”, soprattutto nelle grandi città. D’altra parte, sono nate numerose organizzazioni che riuniscono le persone con handicap, disabili e svantaggiate – tra cui la Caritas Repubblica Ceca – con l’obiettivo di migliorare la loro vita. “Riteniamo che questo tipo di sostegno e di cooperazione costituisca un aspetto importante di una società democratica moderna”, scrivono i vescovi, che apprezzano gli sforzi per finanziare la fornitura di assistenza medico-sanitaria nell’ambiente naturale domestico.
La luce in fondo al tunnel. Nonostante tutto, sembra che il dibattito relativo alle proposte del governo su tutte le piattaforme sociali, incluso l’appello della Chiesa cattolica, porti i suoi frutti. Il sussidio per i bambini portatori di handicap e disabili della fascia 4-7 anni aumenterà di 2.000 corone (80 euro) a partire da dicembre 2012. Inoltre, le procedure per coloro che fanno richiesta di dotazioni che implicano l’acquisto di speciali strumenti di assistenza medico-sanitaria dovrebbero essere semplificate.
Indivisibilità della dignità umana. “Questo dimostra ancora una volta che uno dei principi fondamentali del Vangelo – l’aiuto disinteressato ai deboli, ai malati e agli emarginati – non è stato una potente ispirazione soltanto per i cristiani, ma ha rappresentato uno dei pilastri essenziali dell’Europa per secoli”, afferma il documento della Conferenza episcopale ceca, che invita a prendere sul serio le aree critiche che potrebbero “minacciare e danneggiare la dignità umana” dei nostri prossimi. “La dignità umana, così come la libertà umana, è indivisibile”, concludono i vescovi.