UCRAINA
Chiese ed elezioni parlamentari del 28 ottobre
Il 15 ottobre, a Lviv, l’Istituto religione e società dell’Università cattolica ucraina ha organizzato una tavola rotonda su “Chiesa ed elezioni” con la partecipazione di rappresentanti delle organizzazioni pubbliche e delle istituzioni ecclesiali. L’evento si è tenuto in vista delle prossime elezioni parlamentari in Ucraina, in programma per il 28 ottobre. I partecipanti hanno discusso questioni riguardanti le manifestazioni politiche nelle chiese e durante i pellegrinaggi, la compravendita dei voti che utilizza la povertà come pretesto, il mantenimento del potere con mezzi disonesti e l’inadempienza di alcuni politici nei confronti delle loro responsabilità.
Madre e maestra. “La Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc) vuole essere parte integrante della società civile, la quale – se non sviluppata a sufficienza – non consente di avere una vera democrazia nel nostro Paese”, afferma Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, capo dell’Ugcc, sottolineando che l’obiettivo principale in questo senso consiste nell’insegnare alle persone ad essere cittadini “liberi e responsabili”. “Stiamo cercando di educarli, ma non per indicare il modo in cui pensiamo che dovrebbero compiere le loro scelte alle prossime elezioni. Ci sforziamo di essere una Chiesa che predica i valori eterni e cerca di essere ‘Mater et magistra’, Madre e maestra della nazione” spiega l’arcivescovo Shevchuk a Sir Europa. In un discorso ai telespettatori di Tvi (canale televisivo ucraino indipendente), Shevchuk ha esortato gli osservatori e i membri delle commissioni elettorali a non aver paura di agire secondo la propria coscienza: “Non abbiate paura di coloro che vogliono mettervi pressione, non cedete alle intimidazioni di coloro che vi costringono a fare qualunque cosa, a manipolare i voti o correggere i risultati”. Il primate dell’Ugcc precisa che le persone incaricate di monitorare il processo elettorale non devono avere paura, perché “la correttezza delle elezioni dipende direttamente da loro”. Il card. Lubomyr Husar parla invece di una “grave crisi dirigenziale tra i politici” in Ucraina, evidenziando come “la gente è veramente delusa dai politici”. A questo proposito mons. Bohdan Dziurakh, segretario del Sinodo dei vescovi dell’Ugcc, esorta i politici ad astenersi da metodi ingiusti di condurre le campagne elettorali e a guadagnarsi il sostegno dei concittadini: “Con la compravendita di voti, i candidati parlamentari mostrano una grave mancanza di rispetto per il loro stesso popolo, trattandolo come una merce che può essere acquistata”.
Il rispetto dei valori cristiani e del bene dell’umanità. L’importanza delle elezioni parlamentari in Ucraina risulta chiara anche alla Chiesa cattolica. Mons. Mieczyslaw Mokrzycki, presidente della Conferenza episcopale ucraina, riflette sulla base delle conclusioni e dell’incoraggiamento del Concilio Vaticano II: “Cerchiamo di avvicinare i laici, di coinvolgerli in varie attività della Chiesa. Vediamo che la nazione è molto aperta e accoglie queste iniziative con un cuore grande, la gente si sente impegnata e responsabile per la vita cristiana, per la vita della Chiesa”, sostiene mons. Mokrzycki parlando dell’importanza dell’atteggiamento da avere nei confronti delle elezioni del 28 ottobre, che considera “una questione molto importante” per lo sviluppo della vita politica e della vita cristiana. “Noi, come Chiesa, non ci impegniamo direttamente in politica, ma incoraggiamo i nostri fedeli a partecipare, a votare per i partiti che difendono i valori cristiani e lavorano per il bene dell’umanità. Ci auguriamo che i nostri fedeli si assumano questo impegno con grande responsabilità”, aggiunge il rappresentante della Chiesa cattolica in Ucraina in un’intervista a Sir Europa.
Altre denominazioni cristiane. Mentre il desiderio della Chiesa cattolica che il suo clero non venga coinvolto nella campagna elettorale viene rispettato, altre denominazioni cristiane sembrano avere problemi in questo campo. Il vescovo Valerii Reshetynskyi dell’Associazione delle Chiese evangeliche, della Chiesa evangelica missionaria ucraina e pastore della Chiesa della speranza cristiana a Kiev, ha deciso di candidarsi alle elezioni parlamentari come rappresentante del Partito del Pianeta verde. Ci sono anche altri tre ministri protestanti dello stesso partito politico che corrono per le elezioni. I candidati sostengono che le Chiese evangeliche dell’Ucraina non partecipano alla vita politica, ma hanno il diritto e il dovere di esprimere una posizione attiva in questa materia. P. Hryhorii Bolshakov, il sacerdote decano della Chiesa ortodossa ucraina, Patriarcato di Kyiv, ha compiuto un gesto di autopromozione utilizzando le pareti della sua chiesa, a Pozniaky, con un poster su cui appariva lo slogan della campagna: “Vota con il cuore e con l’anima! Gli umani meritano la vita umana!”. Il ministro si propone di soddisfare le necessità dei poveri, se eletto, nonostante il Patriarcato di Kyiv disapprovi la partecipazione del proprio clero alla campagna elettorale. Secondo il suo portavoce, il vescovo Yevstratii Zoria, tale partecipazione “è in contraddizione con la tradizione della Chiesa”.