CHIESE IN BREVE

Portogallo, Germania, Austria

Portogallo: trasmissione del messaggio cattolico
In un’intervista rilasciata all’Agenzia Ecclesia, il presidente della Commissione episcopale della Missione e della Nuova evangelizzazione, mons. António Couto, ha affrontato le problematiche legate alla trasmissione della fede, sottolineando l’importanza del messaggio originario di Gesù: “La colpa non va imputata tanto alle persone che non vogliono ascoltare, ma è soprattutto attribuibile alla nostra responsabilità, nel momento in cui annunciamo il messaggio in nostro nome, vi aggiungiamo le nostre opinioni, e gli diamo ritocchi di moderna novità”. Per il vescovo di Lamego, “il Vangelo di Gesù, nelle parole e nelle opere contenute, è la metodologia più rivoluzionaria che io conosca, e non è necessario inventare cose nuove, né in termini di procedimenti di trasmissione, né dal punto di vista delle espressioni”. Anticipando le questioni che i vescovi portoghesi intendono discutere nella 13ª Assemblea generale ordinaria che si svolgerà in Vaticano dal 7 al 28 ottobre sul tema “La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana”, il presidente della Commissione episcopale ha aggiunto che “l’aggettivo nuovo non deve confondere i cattolici” perché l’espressione “nuova evangelizzazione si riferisce soprattutto ad un Occidente scristianizzato, asettico, indifferente, anestetizzato”. Mons. Couto, che parteciperà al Sinodo insieme al vescovo di Porto, mons. Manuel Clemente, ha rivelato che il contributo portoghese intende basarsi su tre idee fondamentali: “Vivere nella Chiesa significa vivere in sinodo, nel cammino comune, nella casa, riuniti e insieme; la Chiesa è una Chiesa dell’annuncio, che proclama il messaggio cristiano, e colui che lo trasmette non riferisce la propria opinione, ma le parole di Gesù; la Chiesa è una Chiesa di fedeltà, non tanto di novità”.

Germania: lavorare per “l’unità dei cristiani”
Una grande sfida: così mons. Gerhard Feige, vescovo di Magdeburgo, ha commentato la sua elezione a presidente della Commissione per l’ecumenismo della Conferenza episcopale tedesca (Dbk). Mons. Feige, intervistato dall’agenzia di stampa cattolica Kna, ha detto che “l’ecumenismo non è una cosa secondaria e non può essere qualcosa di estraneo a noi. L’unità dei cristiani è un compito che ci ha affidato Gesù”. “Ciò vale maggiormente nella Germania est, in cui si arriva all’80% di agnostici. Il nazismo e il regime comunista hanno fatto in modo che i cristiani si siano avvicinati tra loro. Ora si tratta di diffondere insieme il Vangelo in una società per lo più agnostica”, ha detto mons. Feige. Sull’unità dei cristiani, il vescovo ha affermato che occorre “far avanzare l’ecumenismo a tutti i livelli: dalla base, dai vertici della Chiesa e in ambito teologico”, ma “si tratta di un processo lungo”. Peraltro, una nuova emergenza è scaturita dall’evoluzione della società: “In Germania est”, ha spiegato, “dobbiamo confrontarci sempre più spesso con matrimoni tra cattolici e agnostici o protestanti e agnostici. Ciò non diminuisce l’attenzione verso i matrimoni misti, ma dimostra quanto stiano cambiando le situazioni”. Bisogna perciò “affrontare maggiormente le problematiche di queste famiglie”.

Austria: solidarietà e responsabilità in Europa
Rafforzare l’Europa contro tendenze nazionalistiche ed egoismi nazionali: è l’appello dell’Azione cattolica austriaca diffuso il 2 ottobre al termine dell’assemblea plenaria svoltasi ad Innsbruck. In vista dell’entrata in vigore del patto di stabilità europeo e dell’aspirazione a superare le crisi dell’Europa, “occorre rinnovare in modo completo la discussione sul presente e il futuro dell’Europa nella politica, nella società e nelle Chiese”, si legge nel documento. Ciò presuppone “un mutamento radicale nel modo in cui ci si informa e si discute sull’Europa, nonché un rinnovamento della formazione democratica, dei dibattiti e della percezione della responsabilità democratica”. L’Azione cattolica ha appoggiato i processi di pace e unità europea, e respinto “la tendenza attualmente in corso a circoscrivere l’Europa a temi economici e fiscali e a limitare la prassi politica a posizioni nazionalistiche”; inoltre, ha chiesto “la solidarietà e la responsabilità reciproca in Europa e nei suoi Stati”, ricordando che i fondamenti del processo unificatori si ritrovano nella dottrina sociale cattolica. Il processo d’integrazione è stato influenzato anche “da cristiani spinti da uno spirito aperto e solidale, improntato al superamento di limiti e al riconoscimento dell’altro”.