CHIESE IN BREVE

Francia, Nord Europa, Svizzera

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Francia: i vescovi in visita ad limina dal Papa
La famiglia “fondamento della vita sociale” è “minacciata in molti luoghi, a causa di una concezione della natura umana che è erronea. Difendere la vita e la famiglia nella società non è affatto retrogrado, ma piuttosto profetico perché vuol dire promuovere i valori che permettono il pieno sviluppo della persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio”. Benedetto XVI parla di famiglia nel discorso ai presuli francesi in visita ad limina il 21 settembre. Un tema particolarmente caldo in questi giorni in Francia dopo l’annuncio dato dal ministro della Giustizia di François Hollande, Christiane Taubira, di presentare in Consiglio dei Ministri un progetto di legge che permetterà alle coppie omosessuali di sposarsi e adottare bambini a partire dal primo semestre 2013. “Abbiamo una vera e propria sfida”, ha detto il Papa ricordando ai vescovi quanto scritto nell’esortazione apostolica “Sacramentum caritatis”: “Matrimonio e famiglia sono istituzioni che devono essere promosse e difese da ogni possibile equivoco sulla loro verità, perché ogni danno arrecato ad esse è di fatto una ferita che si arreca alla convivenza umana come tale”. Nel lungo discorso ai presuli, il Papa ha ricordato “le radici cristiane” che sostengono la Francia “fin dalle sue origini”. Inoltre, ha aggiunto, “le sfide di una società largamente secolarizzata invitano ormai a ricercare una risposta con coraggio e ottimismo, proponendo con audacia e creatività la novità permanente del Vangelo”. A questo proposito, il Papa ha anche parlato del processo di rinnovamento pastorale avviato dalla Chiesa cattolica francese con una serie di raggruppamenti parrocchiali per far fronte anche al calo delle vocazioni sacerdotali. “Tuttavia – ha detto il Papa – la soluzione dei problemi pastorali diocesani non si possono limitare alle questioni di organizzazione, benché importanti”. Il rischio sarebbe quello di cadere in una “burocratizzazione della pastorale” che avrebbe poi “poco impatto sulla vita dei cristiani che si sono allontanati dalla pratica regolare. L’evangelizzazione – ha concluso Benedetto XVI – chiede invece di partire dall’incontro con il Signore”. Nel suo discorso al Santo Padre, il card. Jean-Pierre Ricard, ha parlato dell’amore della Chiesa per “gli uomini e le donne del nostro tempo” ma anche del compito di “operare un discernimento” tra le varie correnti di pensiero per individuare “ciò che serva l’uomo e ciò che invece gli può essere nocivo”. Ed ha aggiunto: “Nelle settimane che verranno, saremo chiamati a ricordare ciò che ci sembra fondamentale rispetto al senso del matrimonio, della famiglia, e dei figli”.

Nord Europa: vescovi su Anno della fede
Nell’ambito della plenaria autunnale della Conferenza episcopale del Nord Europa (Islanda, Danimarca, Finlandia, Svezia e Norvegia) che si è chiusa il 20 settembre, domenica 16 settembre la diocesi di Reykjavik (Islanda) ha segnato nella cattedrale di Cristo re l’inizio imminente dell’Anno della Fede (11 ottobre) alla presenza di tutti i vescovi. Ne dà notizia un comunicato. Il presidente della Conferenza episcopale nordica, mons. Anders Arborelius, ha incoraggiato i fedeli a “dare testimonianza della loro fede, crescere nella fede e ispirare fiducia negli altri”. I vescovi nordici avranno un “ruolo attivo nell’evangelizzazione” e i loro contributi saranno pubblicati in tutta la regione e tradotti in diverse lingue. Nei seminari della regione vi sono oggi circa 60 candidati al sacerdozio: “per una più forte e stretta cooperazione tra i superiori di queste istituzioni – spiega ancora la nota -, i vescovi hanno stabilito una conferenza dei rettori”. Dai vescovi nordici anche un appello per la pace in Siria e il Medio Oriente. Richiamando le parole del Papa in Libano, essi deplorano la “condizione permanente di disperazione” di “un numero di vittime sempre crescente”, e rivolgono “un appello alla responsabilità delle nazioni e delle organizzazioni internazionali per porre fine immediatamente e permanentemente agli scontri in Siria”. “Le parti in conflitto – è l’auspicio – si impegnino in un dialogo reale e significativo”.

Svizzera: vescovi su “Innocence of Muslims”
Anche i vescovi svizzeri si definiscono “scioccati” dalle immagini del film “Innocence of Muslims” e hanno deciso di scrivere una lettera ai “fedeli musulmani” per rilanciare alle comunità islamiche del Paese la dichiarazione del portavoce della Santa Sede, p. Federico Lombardi, in cui si ribadisce che “il rispetto profondo dei credenti, dei testi, delle grandi personalità e dei simboli delle differenti religioni è una delle premesse essenziali per la coesistenza pacifica dei popoli”. Firmata dal segretario generale della Conferenza episcopale svizzera, Erwin Tanner-Tiziani, la lettera esprime ai fedeli musulmani “la considerazione” dell’episcopato svizzero ribadendo l’importanza del dialogo interreligioso. “La violenza non sarà mai una risposta adeguata alla provocazione”, affermano i vescovi aggiungendo la disponibilità a “fare di tutto per incoraggiare il dialogo nel rispetto delle differenze e della dignità umana di ogni credente. A coloro che sono stati offesi nel loro sentimento religioso – conclude la lettera -, ci sembra importante ricordare che il Dio della Misericordia saprà benedire ogni sforzo di comprensione e di rispetto reciproci così come il desiderio di una autentica fraternità in seno alla famiglia umana”.