CHIESE IN BREVE

Germania, Portogallo, Ucraina

Germania: Chiese e governo per i poveri
Una cerimonia ecumenica svoltasi a Bonn il 6 settembre è stata il culmine dei festeggiamenti per il cinquantenario della cooperazione delle Chiese tedesche con il governo nel settore della politica per lo sviluppo. È infatti dal 1962 che l’Ufficio centrale cattolico per l’aiuto allo sviluppo (Kze), l’Ufficio centrale evangelico per l’aiuto allo sviluppo (Eze) e il Ministero federale per la cooperazione economica e lo sviluppo (Bmz) lavorano insieme per migliorare la situazione dei poveri e delle persone svantaggiate nel mondo. Durante la cerimonia celebrata nella Chiesa di S. Elisabetta alla presenza, tra gli altri, del presidente federale Joachim Gauck e del ministro federale per lo Sviluppo e dei presidenti dell’Eze e del Kze, l’evangelico Bernhard Felmberg e il cattolico Karl Jüsten, mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale cattolica (Dbk), ha ricordato che “il servizio allo sviluppo svolto dalle Chiese, così come la politica per lo sviluppo dello Stato, va a favore di tutti: la nazionalità, l’origine e la religione non sono criteri limitativi della nostra solidarietà”. “L’unica cosa che conta – ha aggiunto – è il bisogno poiché tutte le persone sono creature amate dal Padre celeste”. Mons. Zollitsch ha insistito sul ruolo dei poveri nell’individuazione dei provvedimenti da attuare in loro favore: “I poveri stessi devono essere portatori di sviluppo sociale ed economico. Compito della politica statale e delle attività di promozione dello sviluppo delle Chiese è creare le condizioni per rimuovere gli ostacoli. La nostra solidarietà intende mettere le persone in condizione di poter creare in modo autonomo la propria vita e la vita delle loro comunità. La nostra azione deve essere sussidiaria”. Lo stesso concetto è stato espresso dal presidente del Consiglio della Chiesa evangelica, Nikolaus Schneider: “Sappiamo da 50 anni di esperienza che i poveri hanno la forza, il coraggio, la creatività e la volontà di realizzare la propria vita, il loro ambiente e la propria società. Li vogliamo sostenere in questo”. Mons. Zollitsch ha sottolineato infine i risultati ottenuti dalla collaborazione tra le Chiese in questo ambito: “Fin dall’inizio si è visto quanto sia importante una stretta collaborazione tra le Chiese. L’intervento congiunto dei due Uffici sia nel governo che nel Parlamento è sempre stato un segno caratteristico; questo è ecumenismo vissuto”.

Portogallo: tagli ai sostegni dell’aborto
La Federazione portoghese per la vita (Fpv) propone al governo di abbattere il deficit dei conti pubblici mediante la “fine di tutti i benefici sociali, lavorativi e finanziari attualmente legati alla pratica dell’aborto legale”. In un comunicato inviato agli organi di stampa, l’associazione fondata nel 2002 in difesa della vita umana sottolinea che con “l’eliminazione di misure come il trasporto e l’alloggio pagati alle madri e ai loro accompagnatori, oppure delle licenze e dei sussidi economici superiori a quelle delle altre malattie”, lo Stato potrebbe risparmiare molti milioni di euro. In base allo studio realizzato nel marzo 2012, la Federazione ricorda che “dalla legalizzazione dell’aborto, introdotta cinque anni fa, sono già state realizzate 80 mila interruzioni volontarie di gravidanza”, rilevando inoltre che “se tale ritmo si manterrà costante fino al 2030, lo Stato portoghese potrà perdere una cifra molto vicina ai 250 milioni di euro”. Il presidente della Fpv, Isilda Pegado, chiede perciò espressamente “la fine delle condizioni economiche di privilegio pagate nei confronti delle istituzioni private, nelle quali si realizza l’aborto legale”, invitando l’esecutivo guidato dal primo ministro Pedro Passos Coelho a “ridurre la spesa pubblica, assumendo al tempo stesso impegni concreti in favore dell’aumento della natalità”. “Solo in tal modo, sarà possibile l’esistenza di nuove persone che nel corso della loro vita potranno contribuire alla creazione di posti di lavoro, allo sviluppo delle attività economiche e alla sostenibilità dello stato sociale”, conclude il documento della Federazione per la vita.

Ucraina: incontro del segretariato Auccro
Il segretariato del Consiglio pan-ucraino delle chiese e delle organizzazioni religiose (Auccro) ha analizzato urgenti questioni relative ai rapporti Stato-Chiesa durante la sessione del 4 settembre, svoltasi nel quadro dei preparativi della sessione del Consiglio dell’Auccro, con la partecipazione dei presidenti delle rispettive Chiese e organizzazioni religiose. Il direttore del Dipartimento religioni e nazionalità del Ministero della cultura, Volodymyr Lubchyk, ha presentato gli sforzi compiuti per ristabilire l’attività della Commissione di garanzia dei diritti delle organizzazioni religiose del Consiglio dei ministri dell’Ucraina, puntualizzando che un gruppo di lavoro sarà istituito in quest’area. Esso sarà formato da funzionari statali e rappresentanti delle differenti confessioni per garantire una maggiore efficacia del lavoro. Tra i temi trattati vi è stata anche l’attività del Comitato nazionale di esperti per la protezione della moralità sociale, di cui il governo ha recentemente proposto lo scioglimento. Il segretariato dell’Auccro ha inoltre discusso le questioni organizzative relative al viaggio in programma a Bruxelles della sua delegazione dove incontrerà i leader dell’Unione europea. Il prossimo meeting del Segretariato si terrà a ottobre.