REPUBBLICA CECA

Per una vita degna

Consiglio Giustizia e Pace sulle condizioni di vita e abitative

“L’alloggio ha sempre costituito uno dei bisogni essenziali di un uomo. È un dovere di ogni società moderna fornire – in particolare alle persone socialmente deboli, ai disabili e agli anziani – un adeguato periodo di tempo per armonizzare le loro condizioni di vita con le loro possibilità finanziarie, in modo che non si sentano intrappolati in una situazione di vita disperata e siano in condizione di mantenere la loro dignità umana”. Con queste parole il Consiglio Giustizia e Pace della Conferenza episcopale ceca si è rivolto a tutte le autorità competenti, le istituzioni e i singoli individui riguardo alla grave situazione associata ad un peggioramento delle condizioni di vita e abitative nel Paese, che ha causato un rapido aumento del numero di coloro che hanno fatto domanda di prestazioni sociali dall’inizio del 2012.

Ambiente naturale. La Dichiarazione del Consiglio sottolinea che il processo di liberalizzazione del canone di locazione nella Repubblica Ceca è iniziato, con notevole ritardo, nel 2007, quando gli appartamenti con affitto ad equo canone erano occupati da circa 1,7 milioni di persone, per lo più anziani. Un ciclo di sei anni di deregulation troppo veloce, aggravata dalla recessione economica e dalla difficile situazione finanziaria di molte famiglie, entra quest’anno nella sua fase finale. L’impatto della deregolamentazione è evidente soprattutto nei grandi agglomerati urbani e non è raro vedere, in alcune località, che l’affitto è tre o quattro volte superiore rispetto a cinque anni fa. Inoltre un nuovo codice civile, che entrerà in vigore nel 2014, consentirà un aumento del canone di locazione. “Per molte persone, spostarsi e traslocare in un alloggio più economico comporterebbe considerevoli complicazioni”, si legge nella Dichiarazione firmata dal presidente del Consiglio Giustizia e Pace, mons. Václav Malý, sottolineando che un cambiamento in termini di opportunità di lavoro, di relazioni interpersonali e di ambiente sociale costruito nel corso degli anni potrebbe significare “uno sradicamento fatale dal loro ambiente naturale”. Senza contare che le dimensioni degli appartamenti con un affitto più basso sono insufficienti. Attualmente, la situazione viene risolta attraverso le domande di prestazioni sociali, ma questa possibilità è prevista solo fino al completamento del processo di deregulation. Si stima che stanno vivendo una situazione critica circa 2 mila nuclei familiari a Praga e all’incirca lo stesso numero nelle altre regioni del Paese.

Responsabilità comune. “Sembra che la soluzione più ragionevole consisterebbe nell’istituire un sistema di sussidi statali per l’assegnazione di alloggi ad equo canone ad altrettanti gruppi sociali”, raccomanda la Dichiarazione. Il contributo finanziario sarebbe previsto per un periodo di transizione per ogni famiglia in difficoltà ma verrebbe progressivamente ridotto, con l’intenzione di costringere i destinatari a compiere uno sforzo per risolvere la loro situazione in maniera proattiva. Questo meccanismo comporta l’esborso di milioni di corone ceche ogni anno, che potrebbe essere coperto dallo Stato in collaborazione con i Comuni i quali – grazie ai proventi delle imposte – beneficiano dell’alta concentrazione di abitanti economicamente attivi. “Non partiamo dal presupposto che lo Stato sia obbligato a garantire un alloggio e un lavoro a tutti i suoi cittadini, indipendentemente dai loro sforzi”, prosegue il Consiglio Giustizia e Pace. “Siamo consapevoli che i prezzi di tutti i servizi, alloggi compresi, dovrebbero poter coprire le spese dei fornitori e produrre un profitto adeguato. Comprendiamo anche la cautela associata all’analisi dettagliata di tutte le voci della spesa pubblica nei periodi economicamente difficili. D’altra parte, siamo cristiani, e in questo senso riteniamo che il diritto alla casa appartenga ai bisogni fondamentali delle persone”, si legge nella Dichiarazione, dove si afferma anche che l’approccio sensibile delle istituzioni preposte contribuisce a creare un clima nella società, dove non c’è posto per la frustrazione e il terrore del futuro. Un simile approccio alimenta un senso di affidabilità in cui “l’attenzione permanente alla dignità di ogni essere umano” si colloca al centro di tutte le riforme necessarie. Tutto questo crea un ambiente favorevole in cui “ogni cittadino ha la possibilità di contribuire alla responsabilità comune avendo in mente il bene di tutti quanti, al fine di mettere in pratica i principi della dottrina sociale della Chiesa, con la loro radice nel Vangelo, che offre una vera speranza per una vita degna e ricca di valore”.