GERMANIA

Si accende una luce ” “

La sensibilità sociale di 170.000 giovani cattolici

Oltre 170mila giovani delle organizzazioni giovanili cattoliche in Germania parteciperanno per esattamente 72 ore, nel prossimo fine settimana (13-16 giugno) alla più grande iniziativa giovanile a carattere sociale che si sia mai svolta sul territorio tedesco. Il titolo è: “Ci manda il Cielo” (www.bdkj.de). E questo titolo è vero.
Numerosi esempi danno concretezza a questa fantastica iniziativa a cui tutti sono stati invitati dalla Federazione della gioventù cattolica tedesca (BdkJ), in particolare: un gruppo aiuta una famiglia a ricostruirsi la casa che è stata distrutta in un incendio. Altri giovani allestiscono una “casa sull’albero” per un bambino di cinque anni malato di cancro. Altri ancora organizzano una festa per le persone che assistono famigliari malati, in modo che per una volta anche loro possano uscire di casa. E in questi giorni sono nati nuovi gruppi spontanei per aiutare a rimediare ai danni provocati dalle inondazioni nel sud e nell’est della Germania. Si contano diverse migliaia di piccoli progetti locali, tutti con una caratteristica in comune: bambini, adolescenti e giovani adulti si assumono per tre giorni un impegno sociale, ecologico, inter-culturale o politico non remunerato. Rendono la solidarietà un’esperienza tangibile. Pongono esempi.
Il Bdkj scrive: “Partecipa anche un gruppo del carcere giovanile. Non ci sono solo gruppi di giovani cattolici: cori, classi scolastiche, gruppi evangelici ed ecumenici, vigili del fuoco, strutture di aiuto professionale per i giovani, club sportivi e persino un gruppo proveniente da un istituto di pena per i giovani”. I cristiani lavorano a fianco a fianco con i non cristiani per alleviare il disagio.
È un’iniziativa importante, incoraggiante. Giovani che fanno del bene, saldati insieme dal lavoro: in 72 ore creano qualcosa che “rimane”, rendono il “mondo” un po’ migliore. Spesso è solo attraverso la preparazione di queste iniziative che per questi giovani si “accende una luce”, e scoprono i luoghi in cui c’è angoscia e preoccupazione nel loro quartiere, un asilo o una casa di riposo, una biblioteca o un “centro sociale” che hanno bisogno di aiuto. E con il limite di 72 ore, che tutti devono rispettare contemporaneamente in tutto il Paese, l’iniziativa ha un inizio e una fine – e ciascuno si sente parte di un gruppo incredibilmente grande e quindi, per come noi la intendiamo, della comunione ecclesiale. Una grande e unificante esperienza per i giovani. Molto importante è che le autorità pubbliche e le istituzioni sostengono la campagna idealmente e materialmente.
Come Chiesa, abbiamo il compito di dare testimonianza al mondo. Papa Francesco non si stanca di sottolineare questo. Frère Roger di Taizé ha coniato il binomio “lotta e contemplazione”. Alla preghiera e alla celebrazione appartengono anche sempre l’iniziativa sociale, l’impegno per gli altri. L’iniziativa dei giovani in Germania è un esempio di una Chiesa che è a servizio delle persone. Ce ne dovrebbero essere di più di tali iniziative. Non si potrebbero forse coordinarle o farle crescere a livello europeo?