CHIESE IN BREVE" "
Germania: “festa della fede” a Colonia
I cinque giorni pieni di eventi, “di ascolto e preghiera intensi, di celebrazione festosa sono stati un’autentica festa della fede”. Così il cardinale Joachim Meisner, in riferimento al Congresso eucaristico conclusosi il 9 giugno a Colonia e che ha visto la partecipazione di 48mila persone ai circa 800 eventi in programma. Davanti ai giornalisti riuniti per una conferenza stampa al termine del Congresso, il cardinale ha sottolineato la necessità di “andare sempre più verso chi ha bisogno della nostra solidarietà e a chi vuole ascoltare il Vangelo”. Durante l’incontro con i giornalisti, è stato tracciato un bilancio molto positivo del Congresso. Monsignor Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), ha espresso gratitudine “per questo accento squisitamente spirituale e religioso nel nostro processo di dialogo” e ha ringraziato espressamente la città di Colonia che ha ospitato la manifestazione e i numerosi volontari. Il segretario del Congresso, monsignor Robert Kleine, si è detto “sollevato per il fatto che tutto si sia svolto bene e in modo pacifico” e ha rilevato che “i media hanno riferito in modo completo e positivo sull’evento”: un fatto “che non è scontato in considerazione di un tema che per la sua profondità si comprende solo con la fede”.
Malta: 100 anni fa il congresso eucaristico
Si è tenuta nei giorni scorsi, a La Valletta, una solenne celebrazione per ricordare il centenario del Congresso eucaristico internazionale svoltosi a Malta nel 1913. A presiedere è stato l’arcivescovo, monsignor Paul Cremona, con la partecipazione, tra gli altri, del nunzio apostolico, monsignor Aldo Cavalli, e del vescovo ausiliare monsignor Charles J. Scicluna. Tra i presenti, oltre 3.500 persone, anche 300 bambini che avevano ricevuto nei giorni precedenti la Prima Comunione. Alla liturgia, che ha chiuso una settimana di incontri e riflessioni sul tema dell’Eucaristia, ha fatto seguito una processione dalla chiesa di san Giorgio verso la concattedrale di San Giovanni dove è stata data la benedizione. Nella sua riflessione mons. Cremona ha ricordato come, attraverso l’Eucaristia, “Dio cerca l’uomo volendo stabilire con lui una relazione. Ciò dona ad ogni essere umano una grande dignità. L’Eucaristia è un prolungamento dell’incarnazione, un dono personale che Dio fa a ciascun uomo”.
Russia: il Patriarca di Mosca Kirill visita la Grecia
Su invito dell’Arcivescovo di Atene, Girolamo, il Patriarca di Mosca Kirill ha visitato la Grecia dal 1 al 7 giugno scorso. Kirill si è fermato tre giorni ad Atene dove ha concelebrato la divina liturgia, partecipato ai lavori del santo Sinodo e incontrato le massime cariche dello stato. Parlando al Sinodo ha affermato: “Le nostre Chiese hanno molto in comune”, sia per la storia, sia perché sono chiese di maggioranza e “definiscono l’identità nazionale dei nostri popoli. E anche oggi, quando le culture miste dissolvono i valori morali fondamentali nella vita dei popoli, anche in Europa, la nostra Chiesa continua a portare il suo ministero apostolico, predicando ai lontani e ai vicini Cristo crocifisso e risorto”. E ha aggiunto che di fronte ai cambiamenti del mondo contemporaneo “è necessario prestare particolare attenzione alla stretta collaborazione tra le nostre Chiese. Dobbiamo lavorare insieme per fornire risposte alle sfide poste alla Chiesa dal mondo laico e non religioso”. Secondo il Patriarca non si tratta di risposte sul piano teologico, ma “di una forte parola pastorale in grado di sostenere milioni e milioni di cristiani ortodossi”. Da Atene, Kirill è andato a Salonicco e quindi in visita a diversi monasteri sul Monte Athos.
Svizzera: preoccupazione per asilo politico
La maggioranza dei cittadini svizzeri che si è espressa domenica 9 giugno con il referendum popolare riguardante la revisione della legislazione in materia di asilo politico, si è espressa in favore della riforma delle misure che inaspriscono le politiche elvetiche di accoglienza. I cantoni di lingua tedesca sono stati i più risoluti nel dire “si”. Secondo quanto riportato dall’agenzia Kipa-Apic, le chiese e le organizzazioni in svizzera hanno commentato criticamente questo risultato. Da ora in poi non si potranno più presentare richieste di asilo politico nelle ambasciate svizzere, ad esempio. Si esclude anche l’obiezione di coscienza tra i motivi per cui poter ottenere l’asilo politico. L’organismo caritativo della Chiesa evangelica in Svizzera (Heks) ha scritto in un comunicato che è soprattutto l'”escludere la possibilità di rivolgersi alle ambasciate a costituire una dolorosa perdita”. Prima del referendum le chiese svizzere avevano ampiamente espresso il loro parere contrario ai cambiamenti proposti perché “non avrebbero comunque cambiato la sorte delle persone costrette a lasciare la loro patria e a chiedere asilo alla Svizzera”. L’abate di Einsiedeln, Martin Werlen, a commento degli esiti del referendum, ha affermato che essi sono “una sfida per la Chiesa a ricordare sempre con le parole e con il suo operare, che le persone che chiedono asilo non sono un problema, ma hanno un problema” e che “occorre insistere affinché si trovino soluzioni a questi problemi nella quotidianità, ma anche con decisioni di politica interna ed estera”.