CHIESE IN BREVE " "
Caritas Europa: appello al Consiglio europeo
“Incoraggiamo un cambiamento di paradigma nel quale la dignità della persona e lo sviluppo umano integrale, entro i limiti ambientali, consentiranno ai più poveri ed emarginati di vivere in economie eque e sostenibili. Caritas Europa esorta gli Stati europei a svolgere il loro ruolo e ad adempiere alla loro responsabilità nel combattere la povertà e l’emarginazione in un mondo che cambia”. È l’appello dei direttori di 49 organizzazioni Caritas in Europa, lanciato in occasione della riunione del Consiglio europeo che si è svolta a Bruxelles il 27 e il 28 maggio. I direttori, nel corso dell’incontro annuale avvenuto nella capitale belga il 23 e il 24 maggio scorsi, avevano evidenziato la necessità da parte dell’Unione europea di redigere “una nuova agenda di priorità come espressione del costante impegno nel combattere la povertà e nel dare dignità umana a ogni cittadino sul pianeta”. Necessità resa ancora più cogente in vista della scadenza, nel 2015, degli Obiettivi di sviluppo del Millennio fissati nel 2000 dalle Nazioni Unite. “La fame e la malnutrizione sono le manifestazioni più crudeli e concrete della povertà”, denunciano i direttori Caritas, che chiedono in primo luogo all’Europa di mobilitarsi affinché nei prossimi anni siano garantiti i programmi di assistenza alimentare al fine di “rendere un mondo senza fame una realtà”. Nel febbraio scorso Caritas Europa aveva reso noti i dati del suo rapporto “L’impatto della crisi europea”, secondo i quali alla fine del 2010 il 23,4% della popolazione in Europa (115,7 milioni di persone) era a rischio di povertà o esclusione sociale, 2 milioni in più rispetto all’anno precedente; in 21 Stati membri l’infanzia rappresenta il gruppo sociale a maggior rischio povertà (valore medio europeo 26,9%). Dati che dimostrano, denuncia Caritas, come “le misure di austerità, se non accompagnate da adeguate politiche di sostegno e di sviluppo, rischiano di avere un impatto sempre più negativo sulle vite delle persone povere, e di far cadere molte altre persone per la prima volta in una condizione di povertà”. Nell’analizzare la crisi che ha colpito molti Paesi europei, Caritas Europa denuncia oggi come “la risposta dei governi stia determinando nei diversi Paesi un circolo vizioso: i tagli alle spese, operati con l’obiettivo di raggiungere gli obiettivi europei di riduzione del debito pubblico, stanno riducendo il livello dei consumi e determinano costi sociali elevati, legati al mancato accesso ai servizi da parte di una porzione significativa di popolazione, colpita da disoccupazione in aumento”.
Francia: la scuola cattolica è necessaria
Al Parc floral di Vincennes, alle porte di Parigi, si terrà nei giorni 1 e 2 giugno il primo congresso nazionale sulla scuola cattolica. Novemila istituti, centotrentaquattromila insegnanti, più di due milioni di studenti: questo è “Enseignement catholique” l’organizzazione che in Francia raggruppa la stragrande maggioranza delle scuole cattoliche sotto contratto d’associazione con lo Stato. “Abbiamo bisogno della scuola cattolica?” è il titolo-domanda dell’incontro. Il congresso ha avuto una preparazione nelle diocesi e da questi incontri sono emersi sei temi che verranno approfonditi nella due giorni parigina: concentrarsi sulla diversità sociale; contribuire alla nuova evangelizzazione; avere successo nell’inserimento professionale; promuovere l’impegno civico; partecipare all’animazione dei territori; sviluppare la creatività pedagogica. Dalla diocesi di Nantes è venuta, ad esempio, la richiesta di una scuola più rivolta all’esterno, una scuola dalla condivisione più spiccata: da qui la volontà di sviluppare progetti educativi innovativi e di riunire su questi temi consigli di classe e di istituto coinvolgendo rappresentanti comunali e reti associative. Dai presidi delle scuole cattoliche di Nantes è anche arrivata la proposta di sperimentare mescolanze di livelli, di studiare progetti pastorali che vadano incontro alle attese delle famiglie e orari scolastici appropriati. Si è a più riprese evidenziata l’utilità di aumentare i contributi statali. Anche dalla diocesi di Angers è venuta la richiesta di un maggiore inserimento della scuola cattolica nel territorio. Il 18 aprile scorso i vescovi francesi avevano approvato il nuovo Statuto dell’insegnamento cattolico e nominato Pascal Balmand segretario generale dell’organizzazione. Dal 1° settembre prenderà il posto di Eric de Labarre, che ha guidato Enseignement catholique negli ultimi sei anni. Il nuovo Statuto, che sarà pubblicato il 1° giugno, tiene conto delle esperienze e dei cambiamenti di Chiesa e società: garantirà “un miglior riconoscimento del contributo di docenti, educatori, presidi, genitori, allievi, volontari, all’opera e all’istituzione educativa cattolica”. La sfida principale per l’insegnamento cattolico, mentre il Parlamento sta esaminando il disegno di legge di riforma della scuola, è oggi quella di ribadire la sua importanza, la sua necessità, nel panorama educativo francese.
Osservatorio Santa Sede: messa a Strasburgo
“Segnati dalla profondità dell’opera dei santi Cirillo e Metodio, padre della cultura di molte nazioni europee, desideriamo celebrare l’anniversario di una delle date più importanti nella storia del nostro continente in uno spirito di fraternità e condivisione”: le rappresentanze permanenti di Santa Sede, Repubblica Ceca, Slovacchia, e la diocesi di Strasburgo, promuovono una celebrazione eucaristica per l’Europa che sarà celebrata nella cattedrale della città alsaziana il prossimo 18 giugno, ricordando i 1150 anni dell’arrivo dei due evangelizzatori nella Grande Moravia. Una dichiarazione congiunta dei promotori segnala il ruolo culturale e spirituale dei due santi e la loro opera di evangelizzazione soprattutto nell’Europa orientale e slava. La “Messa per l’Europa” sarà presieduta dall’arcivescovo di Strasburgo, monsignor Jean-Pierre Grallet, alla presenza del cardinale Dominik Duka, arcivescovo di Praga, e di monsignor Aldo Giordano, osservatore permanente della Santa Sede al Consiglio d’Europa. Gli organizzatori ricordano ancora: “Il messaggio di Cirillo e Metodio è più che mai d’attualità, perché si fonda sull’incontro, sul dialogo e la scoperta dell’Altro, e contribuisce a una Europa moderna, capace di esprimere al contempo le ricchezze della tradizione orientale e occidentale”.